Champ's Version

"la terra gira tutti i giorni e tutti i giorni devi cambiar qualcosa"

A proposito di ricambio generazionale

Commentando l’intervento di Cuperlo in Assemblea Nazionale, Matteo Orfini scrive delle cose importanti qui. E conclude dicendo:

Basterebbe, per fare un esempio più concreto, che all’intervento di Cuperlo ne seguissero altri. E che stessero al tema, che non è – attenzione – vorrei sapere, gentilmente, quando arriva il mio turno. Ma semmai: penso che ora sia proprio arrivato il mio turno, perché penso che ci siano alcune cose da fare, alcune cose che dobbiamo fare tutti assieme, e che io vedo così.

Leggerlo mi ha fatto tornare alla mente un articolo che scrissi per Il Riformista in una vita precedente, (era il gennaio del 2007), quando ero ancora un dirigente del partito in cui militavo.

Cose che ho ribadito anche intervenendo all’ultimo Congresso dei DS.

Il problema siamo noi che ci crediamo e non riusciamo a portare fuori da queste stanze la nostra passione per un progetto così ambizioso. Chi è contrario alla scelta si oppone e fa il suo dovere di oppositore, chi si accoda senza entusiasmo per preservare la propria rendita di posizione merita umana comprensione. Ma chi ha sempre creduto nella necessità di una svolta, nell’urgenza di una “rivoluzione liberale” perché è così timido? Perché SIAMO così timidi? [...] Forse anche per un male inteso senso del Partito come Chiesa di cui anche noi che solo per ragioni anagrafiche “non siamo mai stati comunisti” siamo un po’ vittime. È, questa, la più dannosa tradizione ereditata dal PCI. Con l’aggravante che in un contesto nel quale la cooptazione non funziona più come dovrebbe e non seleziona più anche secondo logiche meritocratiche, ma quasi esclusivamente secondo quelle della dicotomia amico-nemico, la lotta politica sulle idee e le visioni del futuro è destinata a soccombere per lasciare il passo alla sola lotta del potere per il potere.

Chi nei DS e nei DL ha creduto nel PD come strumento di cambiamento forse lo ha fatto anche perché consapevole di questo limite e fiducioso che la “contaminazione” avrebbe portato automaticamente il cambiamento. Cambiamento di teorie politiche e dunque di prassi politiche e dunque di metodo per la selezione delle classi dirigenti e dunque di classi dirigenti. Tutto troppo automatico, tutto troppo scientifico. Invece le classi dirigenti si formano se hanno la forza per imporre i propri paradigmi, se hanno la forza di strappare il consenso o almeno di lottare per il consenso.

Senza falsa modestia devo constatare che siamo ancora lì. Con tante intelligenze sprecate ad aspettare il proprio turno per essere cooptati. E tante altre che hanno preferito fare altro.

Peccato.

1 Commento »

  Un intero establishment: il suo « Champ’s Version wrote @

[...] Generazionale by Champ Sul cosiddetto “ricambio generazionale” ho detto la mia in tempi non sospetti e successivamente ci sono tornato a più riprese. In particolare penso che il problema sia che [...]


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