Champ's Version

"la terra gira tutti i giorni e tutti i giorni devi cambiar qualcosa"

Amo l’Italia, svendo Alitalia

Molto ci sarebbe da dire sulla vicenda Alitalia. Tralasciando la facile ironia sul fatto che il commissario della Bad Company che si accollerà debiti ed esuberi pare possa essere Fantozzi, mi limito a poche annotazioni da buon padre di famiglia.

I conti sono presto fatti: Air France era disposta a pagare di più (compresi i debiti, che invece dovremo pagare noi) e licenziare di meno (2500 esuberi contro 7000). Dove sono tutti quelli che spiegavano che Padoa Schioppa voleva svendere la compagnia di bandiera e affamare le famiglie di 2500 poveri piloti?

E Matteoli non ci venga a dire che “nessuno resterà a spasso“, visto che, se è vero che i 7000 saranno assorbiti dalle Poste e dal Catasto, vorrà dire che al posto dei 2500 prepensionamenti che ci avrebbe fatto pagare l’operazione con i francesi ora ci toccherà pagare 7000 stipendi.

Per non parlare di un paio di chicche dei nostri liberisti da strapazzo, ovvero che l’Advisor scelto dal Governo sarà tra i compratori (e il conflitto di interessi?) e che l’unica richiesta avanzata dalla “cordata italiana” è quella di non avere vingoli anti-trust (cioè avere una fetta di mercato senza concorrenza).

Insomma un’operazione fallimentare sia per Alitalia (che è passata dall’essere venduta a uno straniero all’essere regalata a 16 italiani e quello stesso straniero) che per le casse dello Stato.

6 Commenti »

  Tess wrote @

Alle Poste ?
Ma nemmeno se li vedo, guarda

  Erasmo wrote @

No, ti sbagli su molti punti. Gli esuberi sono gli stessi. I 2500 di cui tu parli erano quelli della sola AZFLY, ma poi c’era AZServizi. Inoltre è normale che l’advisor compri: funziona così nella maggior parte delle acquisizioni. Le condizioni di non avere vincoli antitrust le aveva poste anche Air France, anzi erano più forti. Infine, il prezzo offerto da Air France era di soli 60 milioni, cioè niente. Quando finalizzeranno l’operazione (con il probabile rientro di Air France) si vedrà che non è molto diversa da quella di marzo. L’operazione del governo Prodi era buona, ma in ritardo, tanto è vero che lo stesso governo Prodi è stato costretto al prestito di 300 milioni, per garantire la sopravvivenza. Errore fondamentale poi fu lasciare la trattativa in mano al sindacato: non dimentichiamo che Air France se ne andò per questo.
Ho scritto queste cose in aprile, su libmagazine. Si confermano tutte, salvo una: a proposito dell’atteggiamento dell’allora opposizione, scrissi che la cordata non esisteva, e che quindi era dannosamente propagandistica. Devo riconoscere che il capitale italiano invece c’è, anche se insufficiente. Mantengo invece l’opinione che mischiare le faccende di Malpensa con quelle di Alitalia è un grave errore.

  Champ wrote @

su malpensa alitalia concordiamo e ne ho scritto (certamente qui e forse anche su libmag)

sul resto ho delle perplessitá (diciamo). ne riparliamo in un prossimo post

  Erasmo wrote @

Per carità, fai con comodo. Se, comunque, tra le tue fonti ci fosse l’editoriale di Giavazzi di ieri, vedi un po’ il Corriere di oggi, che ricorda molto il general Cadorna a Caporetto.

  Champ wrote @

Se posso, evito di leggere il corriere.

E comunque, indipendentemente dal merito della questione, il corriere che dice oggi una cosa e domani il suo contrario non mi sembra una notizia :-)

  Erasmo wrote @

Invece è un interessante caso di studio sui rapporti fra testate e editori. Giavazzi ha parlato contro il padrone, e il padrone ha reagito. Ma siccome la realtà non è mai o bianca o nera, c’è la complicazione che Giavazzi ha scritto una montagna di cazzate non documentate. Perciò si arriva all’apparente paradosso che la censura della proprietà è giustificata. Brutta la situazione della stampa italiana, stretta nella morsa di proprietari poco presentabili e giornalisti poco professionali. Una palude in cui i Mieli sguazzano.


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