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"la terra gira tutti i giorni e tutti i giorni devi cambiar qualcosa"

Necessità e urgenza del maestro unico

Una domanda ricorrente in queste ore è perchè l’introduzione del maestro unico sia stata fatta per decreto, visto che sarà attuata dall’anno scolastico 2009-2010. Come sapete il ricorso al decreto è ammesso solo “in casi di necessità e urgenza” e francamente il 2009 è lontanuccio…

Alcuni ci hanno visto anche un giallo, ma io sono in grado di svelarvi che non c’è nessun giallo.

Leggiamolo -dunque- questo decreto 137/2008 (art. 4, comma 1).

Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. [...]

Quei numeretti che leggete rimandano non ad una legge qualunque, ma alla manovra economica del governo, quella che deve risparmiare non ricordo quanti fantastiliardi nel comparto scuola.

Ecco quindi svelate le ragioni di urgenza: non riguardano il provvedimento in sè, com’era evidente, ma le ragioni per le quali il provvedimento è stato preso: il risparmio. Quanto denunciavo qui con un artificio retorico in fondo era già stato ammesso dallo stesso ministero scrivendo il decreto.

D’altra parte comprendo le ragioni della Gelmini: se fossi stato commissariato da Tremonti e avessi alle costole un mastino come lui che continua a chiedermi quattrini avrei anche io “necessità” e “urgenza” di procedere.

Svelato il “mistero” del decreto, trovo ancora più interessante la lettura del secondo comma di quello stesso articolo. Infatti oggi i maestri lavorano 22 ore settimanali e dal 2009 dovranno lavorarne 24. Dove vengono presi i soldi per pagarli?

Ce lo dice proprio il secondo comma. Ma dovete aspettare fino a domani.

8 Commenti »

  Maria Grazia wrote @

Cmq, il “giallo” denunciato da ScuolaOggi riguarda il fatto se la Gelmini fosse o meno a conoscenza dell’aggiunta dell’articolo sull’insegnante unico quando il Presidente ha firmato… Dalla conferenza stampa sembra di no.

  Champ wrote @

la mia era solo una battuta, ma se vogliamo parlarne seriamente ti dico che questo continuo parlare d’altro (abolisce il tempo pieno, privatizza la scuola, licenzia 83mila maestri, non legge i decreti…) é controproducente.

le consente repliche facili e sminuisce la critica al tema vero: il ritorno al maestro unico é una aberrazione pedagogica.

o devo pensare che effettivamente l’unico problema siano i posti di lavoro?

  Maria Grazia wrote @

Ciò che definisci altro fa comunque parte di un unico sistema e di una visione politica ben precisa rispetto alla scuola da parte di questo governo. La ricaduta sul versante occupazionale (che poi è l’unica leva di tutto questo stravolgimento) bloccherà il turn-over per più di dieci anni nel settore più “giovane” della scuola, la qual cosa non potrà che ripercuotersi negativamente sulla qualità della didattica…
E questo giusto per fare un esempio scemo :-)

  Champ wrote @

ad essere precisi il tuo é un argomento serissimo.

e allora perché la posizione che viene espressa in pubblico é quella scema? ovvero che verranno licenziati 83mila maestri? sappiamo tutti che qui non si licenzia nessuno…

sai perché non viene detta la cosa che poni tu? perche flc é il sindacato piú corporativo di tutta la cgil e di chi ancora non é in ruolo non gli interessa piú di tanto, della qualitá del sistema non gli interessa piú di tanto…

quanto alla presunta “filosofia” che starebbe dietro alle azioni del governo, due cose.

1. magari fosse come dici: l’unico proncipio a cui si ispirano é il risparmio. e dare loro dignitá di disegno politico (condivisibile o meno) é fargli un regalo. non hanno bisogno di regali

2. cercare sempre ció che c’é “dietro” é proprio l’atteggiamento tipico della sinistra che l’ha portata a perdere il contatto con la sua base storica, molto piú attenta a quello che c’é “davanti”. e anche in questo caso (questo il senso del mio commento di prima) mi piacerebbe concentrassimo le critiche sul provvedimento in sé che ce n’é d’avanzo…

  Brunello Arborio wrote @

Non verranno licenziati i maestri ma molti precari della scuola maestri perderanno il loro posto di lavoro: la situazione è drammatica al sud, dove il lavoro è già poco: a Napoli da 400 cattedre sulla scuola primaria a zero, molti colleghi sono disperati.
Il 9 Settembre manifestazione regionale dei precari della scuola a Palermo.

  Maria Grazia wrote @

Il discorso è lungo e vado di fretta ma qualche punto lo butto giù:
1) l’impatto sul segmento della primaria, per quanto soft possa essere, non vorrei che andasse a creare una nuova classe di precari con i sovrannumerari (per quelli che lo sono attualmente il Governo mi sembra abbia una non-considerazione ben evidente). Qui e lì, ogni tanto si legge che le supplenze le faranno i sovrannumerari… Ma se non esistono più le compresenze, come funzionerà? Si creerà una inedita graduatoria?
2) se per corporativismo intendi la difesa dei docenti di ruolo, qualche dubbio ce l’ho. Se prendiamo in considerazione il peso dei dirigenti o lo status quo dei “prof”, qualche sospetto potrebbe sorgere;
3) decidere di risparmiare in un settore piuttosto che in un altro è una scelta politica o, se preferisci, ideologica. Ecco, forse ideologica va meglio (dato che la politica è stata trasformata in una farsa radio-televisiva);
4) poiché quando “producono” leggi, lo fanno spesso nella forma sbagliata, se scopri che il decreto è impugnabile – per esempio – un po’ di attenzione a ciò che c’è dietro non è male… ;-)
Bye

  Giulia wrote @

Chi non conosce di cosa parla non dovrebbe parlare.
24 sono le ore che lavoriamo già adesso. La differenza è che 2 sono di programmazione in team.
Secondo il meraviglioso disegno degli orchi, le ore di insegnamento sarebbero 24 solo per il fatto che non ci sarebbe più nulla da programmare. Già, perchè da sole, quelle che restaranno a lavorare dovrebbero solo preoccuparsi di insegnare a leggere, scrivere e far di conto. E chi si è abilitato in base ad una legge (53/2003) ribadita nel purgatorio della finanziaria 2006 cosa dovrebbe fare? Andare a insegnare la macarena ai turisti come suggerisce il peggior ministro della storia della scuola italiana?

  Champ wrote @

ovviamente quel “lavorano” é da intendersi come “lavorano in aula”. mi scuso per l’omissione.

come si evince chiaramente dal secondo comma dello stesso articolo (si veda il post successivo) le due ore in piú (di aula) saranno pagate in piú (e ci mancherebbe altro…).

sul fatto che non si faccia piú programmazione ho i miei dubbi, ma staremo a vedere.

é anche vero che non c’é limite al peggio :-)


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