Champ's Version

"la terra gira tutti i giorni e tutti i giorni devi cambiar qualcosa"

Due scuole diverse

Ieri sono stato ad una assemblea pubblica sul Decreto Gelmini Tremonti organizzata da un circolo del Pd.

A me spettavano le conclusioni e ho detto quello che di solito scrivo qui esordendo con una premessa che più o meno suonava così: “potevo venire qui e strappare applausi dicendo cose facili, strizzando l’occhio alla categoria, ma sarebbe stata una serata poco utile; ho deciso di dirvi senza infingimenti e giri di parole quello che penso dello stato in cui versa la scuola pubblica italiana: probabilmente prenderò qualche fischio, ma almeno non usciremo -tutti- di qui avendo la sensazione di aver buttato via il nostro tempo”.

Chi mi legge spesso, può immaginare il resto: la scuola così non va, deve cambiare, non come sta non-facendo il governo, il ruolo di un partito politico è diverso da quello di un sindacato, merito autonomia valutazione… Chi non mi legge spesso, può dare un’occhiata qua e .

Vi affido una riflessione sulle reazioni perché credo sia importante. Fischi non ne ho presi, ma certamente la maggior parte degli insegnanti presenti non era entusiasta. Gli applausi a scena aperta invece sono arrivati da genitori e dirigenti presenti. Applausi convinti, fatti seguire a fine serata da strette di mano e congratulazioni, apprezzamento per l’onestà intellettuale e la chiarezza. Alcuni addirittura hanno parlato di coraggio (non esageriamo, il coraggio è quello di Saviano: le parole sono importanti).

Poiché tendo sempre ad escludere la mala fede e ad evitare -se ci riesco- la banalità dell’analisi, non voglio ascrivere la freddezza di alcuni docenti solo alla difesa corporativa di una categoria impaurita e smarrita, preoccupata e arrabbiata; mi sono quindi chiesto a cosa sia dovuta la differenza così grande tra una platea e l’altra.

Che abbiano in testa e -soprattutto- vivano due scuole differenti?

1 Commento »

  Qualche spiegazione sulle riforme della scuola « The Fleet Street wrote @

[...] a sostegno dei tagli a quanto pare, o almeno, qui non c’è. Dev’essere per questo che qualcuno continua a chiamare tutto ciò riforma Tremonti e non [...]


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