Credo invece che il Paese abbia bisogno di spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova. L’Istituzione, attraverso di me, si muove e si muoverà a tal fine senza alcuna riserva, non attraverso proclami via stampa, ma nelle sedi istituzionali e costituzionali.
Il capo della Polizia in una lettera a la Repubblica
Leggendo queste righe ho pensato che oggi, con un uomo come Manganelli a capo della Polizia, quanto accaduto a Genova nel 2001 non potrebbe più succedere. E come cittadino non è un pensiero da poco.
Come cittadino poter essere orgogliosi del coraggio e della coerenza, ma soprattutto del rispetto nei confronti del suo paese, del capo della Polizia non è cosa da poco. Ora mi piacerebbe poter essere altrettanto orgoglioso della mia classe politica. Di destra e di sinistra.
Anche perché, per dirla con le parole di Giuseppe D’Avanzo:
Sarebbe davvero desolante, oltre che politicamente grave per la qualità della nostra democrazia, se la disponibilità del capo della polizia non venisse raccolta; se l’opportunità di ricostruire “i fatti di Genova” non trovasse alcun luogo istituzionale per essere acciuffata nell’interesse di una riconciliazione tra le forze dell’ordine e una generazione. Quale reticenza, quale viltà, quale convenienza potrebbe giustificarlo?



