Ho ricevuto una mail dall’On. Coscia, responsabile scuola del Pd.
Il 28 novembre la VII Commisione della Camera ha espresso a maggioranza un parere positivo con 20 condizioni e 5 osservazioni sul piano programmatico della scuola. Il PD, invece, ha presentato un parere negativo alternativo. Il parere della maggioranza apre una nuova dialettica e una evidente contraddizione tra la maggioranza e il Governo. Infatti, alcune delle condizioni poste introducono modifiche sostanziali. Tuttavia, non viene messo in discussione il pilastro fondamentale del piano che deriva dal Decreto Tremonti e dal Decreto Gelmini e cioè il taglio di circa 8 miliardi e oltre 130.000 posti negli organici del personale. Per questo motivo il Partito Democratico ha votato contro e ha presentato un parere negativo alternativo.
Anche io avrei presentato un parere negativo alternativo; anche io avrei sottolineato la contraddizione apertasi tra maggioranza e governo; anche io avrei sorriso di una maggioranza che presenta gli emendamenti ad una Legge votando il parere ad un piano programmatico anzichè esaminando quella legge; anche io avrei evidenziato come il risparmio derivante dalla Legge Gelmini Tremonti così “emendata” sarebbe inferiore a quello previsto. Anche io -infine- avrei sottolineato come le condizioni poste dal testo ideato da Valentina Aprea (responsabile scuola di Forza Italia, Presidente della VII Commissione) recepiscano molte delle richieste avanzate dall’opposizione e delle preoccupazioni di merito emerse dalla protesta. Certo, non ne recepiscono le osservazioni più “ideologiche” e preconcette, ma non è detto che questo sia un male.
Bisogna quindi dare atto alla Presidente della VII Commissione di aver anteposto le esigenze del proprio elettorato (e di tutto il Paese) a quelle del suo Ministro dell’Economia, redigendo una sorta di “Lodo Aprea”, che potrebbe salvare gran parte dell’impianto pre-Gelmini della scuola primaria, salvando al contempo la faccia al Governo. Perchè questo avvenga la partita si sposta nel campo delle scelte del Ministro Tremonti: recepirà le condizioni e le osservazioni del Parlamento? Ed è evidente che per le famiglie italiane e le scuole italiane non sarà la stessa cosa se questo avverrà o meno. Faccio un solo esempio: il Dirigente della scuola dove probabilmente andrà mio figlio il prossimo anno ha detto ai genitori che “se mi verranno assegnati due docenti per classe come previsto [dal comma "f" del "Lodo Aprea", n.d.r.] non avrò particolari difficoltà a garantire alle classi prime del prossimo anno lo stesso servizio offerto alle altre classi”.
Se si ha a cuore il futuro dei nostri figli e del sistema pubblico di istruzione e formazione, quindi, è (paradossalmente?) proprio quella per la difesa di quello che ho definito “Lodo Aprea” la prossima trincea dove impegnarsi. Per questo avrei preferito dal Pd in Commissione un voto diverso, ovvero l’astensione. Ora sarà più difficile difendere da Tremonti un provvedimento che evidentemente riteniamo sbagliato, visto che ci siamo opposti (e si vota contro i provvedimenti sbagliati, vero? non contro quelli della maggioranza a prescindere dal giudizio di merito…).
Si dirà, ma se quel “Lodo” avrà successo si tolgono le castagne dal fuoco a una maggioranza che ha sottovalutato ciò che stava facendo e ad un ministro che si è lasciata commissariare. Forse, ma se è per salvare un impianto (quello della scuola primaria) che si considera all’avanguardia non credo ci si debba tirare indietro. Anche a rischio di lasciare la piazza a Di Pietro per un paio di giorni.



