Libera Chiesa in libero Stato

Ho sempre considerato la polemica con la chiesa cattolica per la sua ingerenza nei fatti italiani una stupidaggine. Io infatti sono per prendere alla lettera il noto motto Libera Chiesa in libero Stato.

Liberi tutti quindi. Anche il Papa di dire che l’aborto è un omicidio. Ovviamente spetta allo Stato il compito di far rispettare le proprie leggi e dunque (per restare a questo esempio) impedire che la legittima obiezione di coscienza di chiunque possa rendere impossibile ad una donna abortire.

Tempo fa (non trovo il link purtroppo) mi capitò di ironizzare con certi professionisti dell’anticlericalismo alla Odifreddi, evidenziando come fosse strano che certe prese di posizione contro le “ingerenze” avvenissero solo quando il clero prendeva posizioni conservatrici (aborto, divorzio, procreazione assistita, testamento biologico…) e mai quando difendeva i poveri cristi da qualche provvedimento legislativo di chiara matrice razzista o discriminatoria.

Mi preparavo a riprendere l’argomento, ma Odifreddi sul Corriere della Sera di oggi mi ha preceduto, mettendosi al riparo da simili critiche; il periodico Vita nella sua rassegna stampa ce lo spiega così:

Il servizio del Corriere è chiuso da un’intervista al matematico Piergiorgio Odifreddi, noto anticlericale: “L’ingerenza è inaccettabile anche quando le parole ci piacciono”.

C’erano due modi per risolvere la contraddizione: ammettere che a tutti è consentito di parlare oppure sostenere che tutti dovrebbero tacere. Evidentemente Odifreddi preferisce questa seconda opzione.

Personalmente continuo a preferire la libertà. Per tutti e per ciascuno, fosse anche il Papa.

9 thoughts on “Libera Chiesa in libero Stato

  1. ho sentito dell’articolo in radio e ho pensato che nel dire quello che ha detto Odifreddi ha avuto davvero coraggio; perchè, se non ho capito male, ha pronunciato queste parole in riferimento all’intervento della Chiesa per fermare i bombardamenti su Gaza. Mi sembra un atto di onestà intellettuale, tutto sommato, no?

  2. No, si riferiva all’intervento della cei sugli immigrati.

    Un intervento su Gaza sarebbe un ingerenza con lo stato di israele e dunque non interesserebbe odifreddi…

    Piu’ che di onesta’ intellettuale mi sembra il segno di limitatezza culturale e settarismo.

    Continuo a preferire libera chiesa in libero stato

  3. non so, io cmq ho il prurito verso l’interv entismo della chiesa in qualsivoglia faccenda.
    Non mi sembra limitato sostenere che ciò che dice la chiesa debba lasciare, politicamente, il tempo che trova.

  4. «La Cei? C’ è, sempre». Scherza il matematico e saggista laico e anticlericale Piergiorgio Odifreddi. Ma poi ridiventa serio: «Intervenendo su tutto è chiaro che il Vaticano scatena il balletto dei favorevoli e dei contrari, ma indipendentemente dal fatto che quello che dice, come è successo stavolta, piaccia al centrosinistra oppure no, resta la questione fondamentale: l’ interventismo della Chiesa». Ha fatto male la Cei a parlare in favore degli immigrati? «Ha fatto male a parlare. Il Vaticano dovrebbe farsi, diciamo così, i fatti suoi. Anche quando parla in un modo che può piacerci. Ma in questo interventismo ha due corresponsabili». E quali sarebbero? «Il mondo dei media, giornali, ma ancora di più le televisioni, quelle pubbliche, di Stato, che danno rilievo ad ogni pronunciamento del Papa e dei vescovi. E i politici, che usano quello che dice la Chiesa, di volta in volta, a secondo dei loro interessi. Così una volta plaudono, un’ altra criticano o restano “stupiti”. L’ unica cosa di cui dovrebbero stupirsi è della continua ingerenza del Vaticano». Anche tra gli intellettuali, tuttavia, sono ormai pochi a pensarla come lei. «Eppure, non è che bisogna tappare la bocca ai vescovi, parlassero pure, basterebbe ignorarli. Ricordo che c’ è un concordato: lo Stato in cambio degli svariati miliardi di euro all’ anno che dà al Vaticano, avrebbe preteso la non ingerenza nella politica italiana. Ma non avviene, e i vescovi ne approfittano, vogliono il calice pieno e la perpetua ubriaca».

  5. Vedi, non dice che ciò che dice la chiesa lascia il tempo che trova (affermazione sulla quale non troverei nulla da ridire) ma che “ha fatto male a parlare. Il Vaticano dovrebbe farsi, diciamo così, i fatti suoi. Anche quando parla in un modo che può piacerci”.

    Io è da questo modo di ragionare che dissento.

  6. forse anche lui non ha le idee chiare….«Eppure, non è che bisogna tappare la bocca ai vescovi, parlassero pure, basterebbe ignorarli.

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