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Rapporto sulla Scuola 2009

Giovedì 12 Febbraio 2009 Lascia un commento Passa ai commenti

La Fondazione Agnelli, ha presentato ieri il Rapporto sulla Scuola in Italia 2009. Di tutte le recensioni che ho letto, la più interessante mi sembra quella di Giovanni Cominelli su Il Sussidiario.

Ne riporto due passaggi significativi, ma ne consiglio la lettura integrale. Il primo passaggio è quello che ho commentato anche sul sito dove è comparso.

Per l’essenziale sono confermati e aggiornati i risultati di ricerche che negli ultimi vent’anni sono stati proposti da enti pubblici, università, soggetti privati [...]. Così come sono ribadite le proposte politiche che il variegato mondo riformista della scuola ha avanzato lungo gli anni in merito alle modalità di assunzione, di carriera, di retribuzione. [...] L’altra novità del rapporto della Fondazione sono le proposte relative al reclutamento. La chiamata diretta, l’Albo professionale, una nuova dinamica della carriera e della retribuzione, eliminando la procedura antiquata e ormai inefficace delle graduatorie nazionali, implicano l’abbandono della figura del docente quale funzionario statale e lo consegnano ad una forma di professionalità riconosciuta, premiata, valutata. Con ciò il Rapporto fa da sponda al PdL 953, primo firmatario on. Valentina Aprea, oggetto di audizioni e consultazioni in questi giorni alla Camera.

Questo il mio commento.

Sentendomi parte del “variegato mondo riformista [che] ha avanzato [proposte] in merito alle modalità di assunzione, di carriera, di retribuzione”, mi sento di esternare un po’ di pessimismo in più sulle sorti del Pdl Aprea.

Dopo aver ricevuto dal Ministro l’importante titolo di Pdl di tutto il Pdl, anzi di tutta la maggioranza, rischia di fare una brutta fine.

La parte sulle fondazioni si dice verrà stralciata per diventare legge delega, la parte sulle risorse dovrà essere stralciata perchè cozza col federalismo fiscale, la parte sul reclutamento verrà stralciata perchè verranno emanati regolamenti a partire dalle conclusioni della Commissione Israel, la parte sugli organi di governo è stata in parte sconfessata dallo stesso Ministro (la differenza tra consiglio di indirizzo e consiglio di amministrazione non è solo nominalistica).

Cosa resta? La parte sulla progressione di carriera (che trovo troppo simile alla carriera universitaria che funziona assai male), la valutazione (ottima cosa, a patto di finanziare l’Invalsi adeguatamente) e poi? Lo dico con sincera preoccupazione: mi sembra il proverbiale elefante che partorisce il topolino.

Ed è un peccato. Non che non abbia dubbi sul Pdl Aprea, ma è indubbiamente un Pdl che ha alla base una concezione della scuola imperniata sull’autonomia, ovvero l’unica concezione in grado di farla uscire dalla crisi in cui versa. Come può questa impostazione convivere con un governo che, in particolare in questo ambito, la sconfessa ogni giorno?

Il secondo passaggio, che sono poi le conclusioni di Cominelli, è invece una constatazione che avete letto molte volte anche su Champ’s Version, ma soprattutto “documenta una speranza” che mi sento di fare mia.

Il PdL ha suscitato finora una violenta opposizione preventiva da parte dei sindacati, che, in alleanza stretta con l’Amministrazione, hanno in questi decenni pervicacemente bloccato ogni innovazione, sottoproducendo per imperizia e per calcolo una vasta area di sottoproletariato docente, i precari appunto. Il Rapporto viceversa documenta una speranza: che cambiare sia possibile e che il cambiamento può arrivare, se cammina sulle gambe dei docenti.

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