
Inserito in Cattiverie in cattività
Etichette Cuore, Mario Chiesa, Ora legale
Sul cosiddetto “ricambio generazionale” ho detto la mia in tempi non sospetti e successivamente ci sono tornato a più riprese. In particolare penso che il problema sia che troppi stanno aspettando educatamente il proprio turno in coda e che questo non va affatto bene: squalifica una battaglia giusta.
Anche sulle primarie ho le idee abbastanza chiare: magari non servono per selezionare il migliore, ma sono condizione necessaria (non sufficiente) alla salvezza del Pd: tolgono alibi a chi – non solo nel Pd – campa sulle vecchie logiche.
Per questi motivi ho accolto bene la notizia che Antonio Ricci abbia deciso di candidarsi per le primarie per il candidato Sindaco a Pavia. Probabilmente avrei votato per Albergati, ma questo non conta: la notizia era buona in sè e se avesse vinto lui avrei pensato le stesse cose che ho pensato di Renzi.
Con queste idee ho letto il commento che ha fatto Ivan della vicenda pavese. Sostiene Ivan che il 35% è un buon risultato perchè Ricci ha avuto il coraggio “di sfidare l’intero establishment del partito contando solo su di uno straordinario manipolo di entusiasti”.
Ora, a parte il fatto che, veltronianamente, Ivan arrotonda per eccesso il risultato (Ricci ha preso il 34,2%), forse dovrebbe andarci un po’ più cauto con quel “sfidare l’intero establishment“. Il bravo Ricci infatti non è esattamente uno venuto dal nulla, visto che ricopre una carica nel Pd. Voi direte “e vabbè, ma non sarà mica il Segretario del partito…”
E invece sì. Antonio Ricci, segretario cittadino del Pd, ha sfidato un intero establishment: il suo.
Inserito in Lo stivale, isole comprese
Etichette Antonio Ricci, Ivan Scalfarotto, Pavia, PD, Primarie, Ricambio Generazionale