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Il reclutamento dei docenti e i possibili abusi
Martedì 7 Aprile 2009, 08:28
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Reclutamento dei docenti. Nuovo episodio a sostegno di una mia tesi antica: sostenere che le graduatorie siano meglio della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici perchè garantiscono maggiore trasparenza non ha alcun fondamento. Se il problema sono i possibili abusi, infatti, non ci sono metodi infallibili: l’unica strada è far rispettare le regole che ci diamo, qualunque esse siano.

Io a favore della mia tesi ho portato argomenti secondo me validi, a cominciare dal fatto che un professionista (e il docente è un professionista) va reclutato come si reclutano i professionisti. Attendo le “controdeduzioni” di coloro che preferiscono reclutare i docenti nello stesso modo di un qualsiasi dipendente pubblico.

Però l’argomento dei possibili abusi risparmiatemelo. Grazie.



2 Commenti finora
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Perché dico no al reclutamento degli insegnanti da parte dei presidi.
Non riesco proprio a capire perché secondo te dovrebbero essere i presidi a reclutare i docenti. In che cosa questo renderebbe la scuola migliore o più adeguata alle esigenze dei discenti, delle famiglie e della società italiana? Certo, il sistema del reclutamento per concorso e con le graduatorie è farraginoso, non garantisce completamente la trasparenza, permette alcuni abusi (chi lo ha mai negato?). Ma… per questo dobbiamo sostituire il sistema di reclutamento attuale con uno ancora peggiore? Un sistema periferico come quello che tu proponi permette minori controlli, anzi, i controlli non sarebbero affatto previsti perché i presidi, se sono professionisti e noi siamo professionisti, assumerebbero con un criterio personalistico (mi piace o non mi piace) e, in assenza del criterio delle graduatorie, basato sul voto di laurea (arriva prima chi esce dall’università con il voto più alto), sull’anzianità di servizio (ha più diritto quello che insegna da più tempo) e sulla vincita di un concorso (entra prima chi ha avuto il voto più alto al concorso e soprattutto chi riesce a superarlo), quale altro criterio dovrebbe valere per l’assunzione? In Italia varrebbe molto anche: è il figlio del mio amico, gli devo un favore, ha assunto mia figlia…Inoltre, anche in assenza di abusi di tal genere, siamo sicuri che i dirigenti abbiano veramente le competenze per stabilire qual è l’insegnante migliore, il più preparato? E ancora: l’insegnante che è assunto direttamente dal dirigente godrà della libertà di insegnamento che è uno dei cardini della Costituzione? Non sara nocivo questo rapporto personalistico con il capo,non favorirà quelli che hanno un atteggiamento più remissivo nei confronti dell’autorità, non sarà invece messo a tacere il necessario pluralismo, che è il concime dello spirito critico? infine: non hai pensato come questo rapporto personalistico leghi un insegnante al territorio e vada contro quello scambio che consente a un docente del meridione di potere, in assenza di un posto al suo paese, venire a cercare lavoro qui al nord? Non è una scelta che potrebbe piacere un po’ ai leghisti? (Io conosco il dirigente della scuola del mio paese, lui conosce me, e lui assumerà me, non chi arriva da fuori, che ha un voto migliore all’università, sa fare più cose di me, ma non è di qui… se ne torni al suo paese.) Una specie di federalismo anche nel governo della scuola, insomma… Francamente non vedo come per questa strada si possa andare coerentemente verso una scuola che premi il merito. Certo, il sistema attuale ha i suoi intoppi e forse deve essere modificato. Forse il sistema delle graduatorie potrebbe essere in parte snellito e modificato. Attualmente, per esempio, la graduatoria dà molto più punteggio agli anni di servizio che al voto di laurea, ai dottorati o ai titoli culturali. Se vogliamo favorire un sistema che premi il merito, meglio allora modificare questi rapporti, dare la precedenza a chi ha avuto i voti migliori (per entrare o per avere più punti basterebbe studiare di più, anziché comprarsi i punti con il lavoro gratuito). Inoltre dare punti a chi si aggiorna. Attualmente non soltanto l’aggiornamento non è obbligatorio, ma l’aggiornamento non viene riconosciuto in alcun modo all’interno della carriera, non è mai stato riconosciuto. Così, chi si aggiorna sistematicamente e continua a studiare, ha lo stesso peso di chi non fa un corso di aggiornamento da anni, non ne ha magari mai fatto uno…E poi i punti di un aggiornamento serio, con esami e voti, da docenti qualificati, che vadano anch’essi a rimpinguare quelli della graduatoria.
Cordialmente.
Maria Vittoria Curatolo
Gip Scuola

Comment di Maria Vittoria Curatolo

Per punti.
1) non sostengo debbano essere i presidi a reclutare
2) non credo che il focus debba essere la valorizzazione del merito tout court , ma la possibilità per le scuole di reclutare le persone più adatte alla propria realtà (per assurdo se un dirigente pensa che per la sua scuola sia meglio il figlio dell’amico deve poterselo scegliere)
3) anche a voler premiare il merito tout court, non credo che il merito si valuti in modo esclusivo con il voto di laurea e l’anzianità di servizio (deve valere anche il CV, ad esempio)
4) il sistema funziona solo se:
- le scuole vengono valutate e valgono meccanismi premiali
- i dirigenti vengono formati per fare i dirigenti

una riflessione meno schematica la si trova su http://www.imille.org/2009/04/un-modo-diverso-per-reclutare-i-docenti/

Comment di Champ




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