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Quarta prova all’Esame di Stato? Chi paga?

Venerdì 19 Giugno 2009 Lascia un commento Passa ai commenti

“La valutazione degli studenti deve essere più oggettiva possibile. Sto valutando l’ipotesi di introdurre per gli esami di Maturità una prova nazionale sul modello Invalsi, analoga a quella della scuola media. La nuova prova potrebbe essere introdotta, in aggiunta a quelle già esistenti, con l’avvio della riforma della scuola superiore. Credo che sia indispensabile abituare i nostri ragazzi a essere valutati con sistemi internazionali”.

Maria Stella Gelmini

Come il Ministro sa bene, attualmente all’Esame di Stato (la “Maturità”, come dice lei che ama il vintage) si fanno tre prove: il tema in classe, la prova specifica per la tipologia di scuola prescelta e una terza prova predisposta dalla commissione. Le prime due prove sono invece identiche su tutto il territorio nazionale, fatte salve le differenze dovute alla tipologia di scuola.

Solo la terza prova (introdotta dal Ministro Berlinguer, ovvero circa dieci anni fa!) è predisposta da ogni singola commissione esaminatrice, ma – salvo casi rarissimi, nei quali si fanno cose più serie (quali realizzazione di progetti, studio di casi, risoluzione di problemi scientifici …) – consiste già oggi in una prova strutturata con quiz a risposta singola o multipla ed è quindi conforme ai “sistemi internazionali”.

Cosa intendeva dire il Ministro, quindi? Vedo due scenari possibili.

Prima possibilità: Gelmini si riferiva alla terza prova e vuole affidarla a Invalsi per renderla identica in ogni scuola. Ma come si fa,  visto che i programmi sono diversi da scuola a scuola? Si fa come per la seconda prova, si potrebbe rispondere: una prova diversa per ogni tipologia di scuola. Non una prova quindi, ma decine e decine di prove affidate ad un Ente, l’Invalsi, che già per fare quello che deve fare oggi ha risorse insufficienti.

Faccio però notare che anche in scuole dello stesso tipo almeno il 20-30% del monte ore (nei tecnici e professionali si arriva fino al 35%) è destinato all’Autonomia scolastica e in quell’ambito si possono attivare ulteriori insegnamenti: dobbiamo escludere questo cospicuo monte ore  dalla verifica finale? Alla faccia della severità.

Seconda possibilità: si vuole aggiungere una quarta prova, quasi identica alla terza, ma redatta da Invalsi invece che dalla singola commissione esaminatrice. Niente in contrario, ma siamo sicuri che il denaro pubblico non possa essere speso meglio? Non sarebbe meglio – ad esempio – finanziare Invalsi per valutare più seriamente le scuole italiane?

  1. Venerdì 19 Giugno 2009 alle 5:58 pm | #1

    L’idea della Gelmini è di inserire una quarta prova, da quello che io ho capito dalle sue “dichiarazioni”.
    Ma hai ragione tu: il dispendio di risorse sarebbe notevole e i risultati che se ne trarrebbero invece assai poco rilevanti.
    Finirebbe per essere poco più che un doppione della terza prova. Senza contare che già le prime due prove, ministeriali e uguali per tutte, potrebbero essere utilizzate molto meglio per un rilevamento su quanto accade nelle singole scuole. Soprattutto perché almeno una ogni anno viene corretta da un commissario esterno.

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