Archiviato in: Lo stivale, isole comprese | Tag: Congresso, Dario Franceschini, Nichi Vendola, Pd, Walter Veltroni
Ieri ho ascoltato Veltroni grazie a Radio Radicale. Io adoro Veltroni, lo dico senza ironia: lo trovo il miglior oratore della sinistra italiana dopo Nichi Vendola.
Lo adoro per il suo imporre all’agenda temi che altrimenti resterebbero colpevolmente ai margini. In particolare i temi che più dovrebbero essere cari alla sinistra: ieri – ad esempio – ha invocato una mobilitazione per gli iraniani in lotta per la democrazia nel loro paese.
Apprezzo il suo slancio ideale, la sua capacità di evocazione, la sua bravura nell’attualizzare il pensiero dei grandi leader del passato, adattandoli ai propri scopi, la sua capacità – quindi – di appropriarsene e farli vivere nell’oggi. Per il suo talento nel trasformare luoghi comuni in “pensieri lunghi”.
Quello che trovo insopportabile e pericoloso (in primis per il Pd) è il “veltronismo”, con la sua capacità di trasformare i “pensieri lunghi” in luoghi comuni. Con una battuta potrei riassumere che l’unica cosa che mi rende sopportabile il veltronismo è Walter Veltroni.
Ascoltando l’iniziativa di ieri, ascoltando alcuni interventi dei “supporter” ho capito perchè non sono minimamente attirato dalla candidatura di Franceschini: incarna il veltronismo senza Veltroni.
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[...] più dalemiana (nei modi, non nel pensiero) del pianeta. Purtroppo però, parafrasando quanto già detto per Veltroni e il veltronismo, l’unica cosa che rende sopportabili i modi [...]
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