Meditate gente, meditate…
La navigazione tra i diversi blog in qualche modo “riconducibili” al movimento dei Piombini dopo l’ufficializzazione della candidatura Marino è veramente interessante.
Per due motivi.
Il primo. La caratteristica più apprezzabile della maggior parte di loro (o almeno la più apprezzata da me) è sempre stata la libertà di pensiero e l’indipendenza di giudizio. Quelle cosette che consentono a qualunque organizzazione (e dunque anche a un partito politico) di mantenersi vivo. Sono atteggiamenti mentali: se non li hai non te li puoi dare. E indubbiamente l’elemento generazionale incide molto nell’avere o meno freschezza mentale. Ma – come abbiamo sempre sostenuto da queste parti – il mondo è pieno di giovani vecchi e di “vecchi” assai liberi mentalmente. Ne è pieno il mondo e anche il Pd non è da meno.
Ma torniamo ai blog dei piombini. Leggerli ora fa impressione: tutti a commettere quei peccati di omissione fino a ieri imputati agli avversari. Su tutte, l’omissione più interessante riguarda i cosiddetti “apparati”.
Premesso che gli apparati non sono così da buttar via e che se una cosa manca al Pd oggi è proprio l’apparato, la cosa che sorprende è come gli apparati siano sempre quelli degli altri. Propongo a tutti un patto: diamo per scontato che questi sono più o meno equamente distribuiti. Con Franceschini ci sono Marini e Fassino e Fioroni; con Marino Bettini e un pezzo dell’apparato veltroniano (a Milano, per fare un esempio, il capogruppo in Comune, molti portavoce di zona e forse il segretario cittadino); con Bersani Penati, D’Alema e Bassolino (Letta e Bindi, non credo contino molto in termini di “apparato”).
E per fortuna che è così! La volta che gli “apparati” erano tutti insieme dietro ad un’unica candidatura non mi sembra che sia andata come speravamo…
Aggiungo che, visto che a votare saranno gli elettori e non gli iscritti, sarebbe molto più significativo cercare di capire come si schiereranno gli opinion maker più che i leader di partito. In particolare gli organi di informazione più vicini agli elettori di sinistra: Unità e Repubblica. Due apparati assai più potenti dei segretari regionali del Pd…
Il secondo motivo per il quale è interessante monitorare alcuni di quei blog è per capire come si sarebbero schierati se non ci fosse stato Marino (o per chi voterebbero loro – che saranno delegati all’Assemblea Nazionale – nell’eventuale ballottaggio Franceschini/Bersani).
Da una prima lettura, mi sembra evidente che la maggior parte di loro concorda con quella affermazione di Luca Sofri sulle “mosche bianche” che mi è già capitato di commentare. Non ho cambiato idea: mi preoccupa la superficialità nel dare per scontato l’appoggio a Franceschini in seconda battuta. Non tanto per il risultato finale, quanto per le possibili motivazioni che stanno “a monte”, che contribuiscono a formare un’opinione su questi alfieri del rinnovamento.
Interrogarsi sul perchè – dovendo scegliere – chi proclama il rinnovamento sceglie come “second best” la posizione più conservativa in economia e sui diritti è essenziale perchè se “cadono” quegli alfieri sarà l’ennesima occasione perduta. E non potrà essere portata a scusante la presunta scarsa qualità degli alfieri, che peraltro nel caso in questione e davvero solo presunta.
I Piombini hanno dunque oggi una responsabilità enorme, che va anche oltre il loro peso specifico. Da qui il mio invito a riflettere. Riflettere oggi, prima di trasformare questo congresso in una guerra; riflettere il 25 ottobre prima di dare per scontata qualunque scelta.
Ma davvero dobbiamo accettare con così tanta tranquillità che il prossimo segretario del PD sia deciso dagli opinion maker?
Dalla Concita, da De Benedetti e company?
Come può essere avvenuto che ci sembri persino normale che un partito, il nostro partito, dipenda da un tizio che di mestiere fa l’industriale e che ci condiziona programmi e linea?
Ti assicuro che non lo consodero affatto normale. Lo considero al contrario il male peggiore che ci sia capitato.
Ma fino a quando non cambia lo statuto, le cose stanno cosi’