Alcuni ottimisti, e io tra questi, si erano illusi che a partire dal Ddl Aprea, si potesse scrivere una riforma dello stato giuridico degli insegnanti condivisa e capace di resistere non tanto ai cambi di maggioranza (non ne vedo all’orizzonte), ma alle corporazioni più o meno sindacalizzate, ai centralisti di ogni colore, alle resistenze dell’apparato burocratico di Viale Trastevere. L’intervista rilasciata dal Ministro Gelmini a IlSussidiario.net lo scorso 28 agosto conferma alcune preoccupazioni che avevo già espresso e mi costringe a ricollocarmi se non tra i pessimisti certamente tra gli scettici.
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