Paolo Foschini fa alcune considerazioni condivisibili sulla prima delle pagine milanesi del Corriere della Sera. Il senso dell’editoriale è per una volta riprodotto fedelmente dal titolo: “Le lamentele più irritanti degli ingorghi”. Si sostiene tra le altre cose che se prendi la macchina nonostante tu sappia che sono previste nevicate, poi ne paghi le conseguenze. E si sostiene anche che il Comune andrà richiamato alle proprie responsabilità qualora non riuscisse a rendere agibili le strade a poche ore dal termine della nevicata: ovvero a poche ore dalla notte appena trascorsa. Sottoscrivo tutto, ma…
Ma ci sono alcune cose sulle quali proprio non mi riesce di non lamentarmi: spero di non irritare troppo Paolo Foschini, qualora si trovasse a passare di qua…
- Le scuole fredde. A Milano fa freddo da un po’. Di più: nei giorni scorsi faceva un freddo becco. E come ogni anno (ripeto: come-ogni-anno!) sono saltati i caloriferi di molte scuole milanesi: si ghiacciano i tubi perché sono vecchi e nessuno fa manutenzione e i bimbi stanno in classe con il cappotto. Di questo è lecito lamentarsi? Lo troviamo un quotidiano che fa un’inchiesta seria su questo?
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Le scuole chiuse. Ho saputo che le scuole sarebbero rimaste chiuse ieri sera dal TG delle 19.30: poco più di dodici ore prima di quando i miei figli entrano in classe. Se non avessi dei nonni a cento metri da casa mia o una compagna che insegna (e dunque a casa anche lei), qualcuno mi può spiegare come avremmo potuto organizzarci in così poco tempo? Per non parlare di quelle famiglie (credo siano tante) che non guardano il TG delle 19.30. Me le immagino questa mattina uscire di casa, prendere la macchina (perché noi italiani prendiamo la macchina anche per accompagnare i figli alla scuola sotto casa), arrivare a scuola, trovarla chiusa, imprecare contro gli insegnanti che “ogni scusa è buona per non lavorare”, tornare a casa (in macchina!) chiamando la baby sitter nel tragitto (baby sitter che per arrivare in tempo forse prenderà la macchina), lasciare i bambini a casa, riprendere la macchina (tanto non nevica) e andare al lavoro. Se la chiusura è stata fatta per diminuire il numero delle macchine circolanti non mi sembra un buon metodo…
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Il sale. Una prima avvisaglia c’è stata tra venerdì e sabato: qualche fiocco, poca roba. Girare per Milano sabato era uno spettacolo: sale su tutti i gradini delle fermate della Metro, spalatori all’opera per mantenere linda la città… E anche nei giorni precedenti, quando era reso necessario dalle temperature sotto lo zero, c’era sale in abbondanza: insomma, una settimana – la scorsa – di efficientismo meneghino allo stato puro! Mi chiedo: perché ieri alle 18 (nevicava da ore) non c’era un grammo di sale su quegli stessi gradini? Forse perché per spargerlo il personale ATM avrebbe dovuto bagnarsi un po’?
dal mio osservatorio non la vedo così male; a parte ciò osservo che è la società ad essere organizzata male dal condominio, al quartiere alla città
ma per quello c’è poco da fare: servirebbero un po’ di elogio della lentezza e una maggiore solidarietà sociale che si vedono dal pulire il marciapiede davanti a casa, …
nemmeno per me è così male: 20 centimetri di neve e solo tre lamentele ;-)