Traducendo Scalfari

Parte della mia formazione politica è avvenuta sulle pagine di Cuore, il settimanale di resistenza umana diretto tra gli altri da Michele Serra e Claudio Sabelli Fioretti. Ricordo ancora alcune delle sue rubriche più di altre e una di quelle che più mi hanno segnato è certamente quella che “traduceva” interventi di personaggi noti e articoli di piccole e grandi firme. Se non ricordo male era curata da Piergiorgio Paterlini e si intitolava “Parla come mangi”; la chiave – lo ricordo ai più giovani – era quella di ironizzare sui cosiddetti sottotesti, andare a leggere tra le righe. Se ci fosse ancora, oggi potrebbe tradurre come segue l’incipit dell’editoriale di Eugenio Scalfari.

Scrive Scalfari:

Commentando ieri la lettera con la quale Guido Bertolaso rispondeva alle mie dieci domande ricostruendo a suo modo la verità dei fatti e la loro sostanza politica, ho volutamente tralasciato di approfondire la questione dell’atteggiamento del Quirinale di fronte all’ampliamento dei compiti della Protezione civile, alle normative che l’hanno resa possibile e alla loro costituzionalità. È una questione delicatissima poiché chiama in causa il Capo dello Stato, cioè la più alta istituzione della Repubblica.

Traduzione:

Commentando ieri la lettera con la quale Guido Bertolaso rispondeva alle mie dieci domande, segnando un importante punto a suo favore, sono stato così bravo da non attaccarlo sull’unico punto dove Bertolaso l’aveva fatta fuori dal vaso. L’ho fatto perchè accecato da pregiudizio ideologico e perchè convinto che fosse plausibile che quel mollaccione di Napolitano avesse chiuso un occhio. D’altra parte voi lettori sapete quanto me che i riformisti italiani sono solo degli utili idioti e che solo il partito che ho fondato (quello che ora dirige Mauro, non quello d’Azione) ha la titolarità per fare da cane da guardia alla Costituzione. Ora però Napolitano, con le sue precisazioni da primo della classe, mi costringe a rettificare. Quello che segue è quanto avrei dovuto scrivere ieri: lo so che non è la stessa cosa e che farlo ora che i buoi sono scappati è inutile, ma mica potevo farmi dare una lezione da quel vecchietto che sta sul Colle.

Share

7 thoughts on “Traducendo Scalfari

  1. Ricordi bene. Si chiamava esattamente “Parla come mangi” e utilizava la chiave che hai ben riassunto. Grazie per le belle parole.
    Piergiorgio Paterlini

  2. perché non fate come me che non leggo mai due giornali: la repubblica e l’unità. Leggo il Corriere e Il Riformista (con parsimonia). Nel tempo che risparmio: penso.
    a proposito dell’unità ho visto la direttrice a Ballarò e non mi piaciuta per niente

  3. Pingback: Il paradosso apparente dei sette Samurai « Champ's Version

  4. Pingback: Traducendo Scalfari /2 « Champ's Version

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s