Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione.
Così giura il Presidente del Consiglio prima di ricevere la fiducia delle Camere. E la Costituzione di cui si parla mi risulta essere la stessa che all’Articolo 104 recita: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.
E con il termine “leggi” immagino si possa intendere anche il Codice Penale, che all’Articolo 290 recita:
Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale, o l’ordine giudiziario e’ punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le Forze armate dello Stato o quelle della liberazione.
Deve essere quindi un omonimo del Presidente del Consiglio quello che oggi ha detto:
Se una legge non piace a una certa parte della magistratura che si può individuare in Magistratura democratica, questi magistrati la portano ai magistrati in cassazione che abrogano la legge.
Non lo dico per la multa, ovviamente. Infatti se non si tratta di omonimia bisognerebbe ricordare a Berlusconi che lo spergiuro per un sedicente credente è una colpa grave. Non sono un’esperto, ma a naso persino più grave del divorzio da chi si è sposato solo con rito civile.
Da laico invece mi chiedo: ma possibile che ancora – a destra – lo sopportino?