Fini-Berlusconi. Un divorzio tardivo?

Piccola premessa per evitare equivoci e discussioni inutili nei commenti: di Gianfranco Fini e delle ragioni “vere” che lo hanno portato a rompere con Berlusconi la cosa più gentile che penso è che sia una scelta strumentale e ipocrita. Non mi interessa, non è mio compito, non è mia intenzione giustificare o difendere il suo operato. È un politico che ha fatto delle scelte e che sarà giudicato dal corpo elettorale: fatti suoi.

Detto questo, vorrei soffermarmi sulla critica che gli viene rivolta più spesso in queste ore da sinistra: una scelta tardiva, gli si imputa. È una critica secondo me figlia di un’analisi sbagliata ed è per questo che ne parlo: da un’analisi sbagliata possono nascere errori che in questa fase politica (in tutte, a dire il vero) sarebbe meglio evitare.

La mia convinzione nasce da due riflessioni. La prima è la più ovvia: ci avete spappolato i maroni (mi si perdoni il francesismo) sul fatto che eravamo di fronte ad una escalation dei comportamenti anti-sistema del Presidente del Consiglio, sul fatto che si stava alzando progressivamente l’asticella della contrazione delle nostre libertà e sul fatto che la classe politica (prima che l’opinione pubblica) si stava progressivamente assuefacendo. Ci avete spiegato tutte queste cose e ora dite che in realtà il Berlusconi di sedici anni fa e quello di oggi sono identici e da qui fate discendere la critica a chi dice “basta”? Io ci vedo una contraddizione. E un errore di analisi.

La seconda riflessione è forse meno ovvia (e secondo me Fini non ha colto del tutto questo elemento: lui – come ho detto – le sue scelte le ha fatte per altri motivi, assai meno nobili). Secondo me c’è stato in questi mesi un ribaltamento di prospettiva nell’approccio di Berlusconi al tema “giustizia”. Evoluzione determinata dal fatto che sente realmente sotto attacco (forse per la prima volta), non solo se stesso, ma il suo sistema di potere.

Il ribaltamento di cui parlo è il seguente. Agli esordi l’attacco alla magistratura veniva “coperto” e giustificato come corollario ad un approccio garantista e liberale, ma oggi questo velo è stato del tutto rimosso. La conferenza stampa di Berlusconi successiva all’Ufficio di Presidenza dell’altra sera è emblematica. Un tempo ci si sarebbe “limitati” ad un attacco alla magistratura politicizzata e ad un richiamo al garantismo; Berlusconi ha invece detto che deferiva ai probiviri i finiani perchè non hanno detto che la magistratura è politicizzata e giurato fedeltà al Premier e al suo gruppo. Prima l’attacco alla magistratura era sempre una conseguenza di un ragionamento “politico” (quasi sempre strumentale e infondato, ma accettabile, almeno dal punto di vista formale); ora invece è esso stesso elevato al rango di ragionamento politico. Si pretende diventi l’idea fondante, l’ideologia si potrebbe dire, del Pdl. Questo salto è ciò che a mio avviso rende questa fase del berlusconismo molto diversa da quelle passate: questo sì fa del Pdl un partito potenzialmente eversivo. Su questo punto potremmo dire che ha ragione Minzolini: con l’uscita dei finiani si è fatta chiarezza.

Siamo in una fase nuova dunque e, come ho detto, è importante rendersene conto non per difendere o giustificare Gianfranco Fini, ma per non sbagliare le mosse future.

5 thoughts on “Fini-Berlusconi. Un divorzio tardivo?

  1. quello che tu dici è verissimo e, personalmente, l’ho chiaro da sempre.
    però io resto dell’opinione che se Berlusconi è un illiberale che confonde garantismo e impunità, la scelta conseguente deve essere non l’uscita dal PdL, ma l’uscita dal Governo. Perché il Governo è l’espressione di quel berlusconismo illiberale che confonde garantismo e impunità. Finché Fini non avrà compiuto questo passo, sarà solamente chiacchiere e distintivo. Ed è bene dirlo, prima di farlo diventare – anche a sinistra – l’eroe dei nostri tempi: questo perché condivido tutto il tuo pensiero compreso l’assunto iniziale.

  2. Fini ha fatto più che bene a fare quello che ha fatto. Il Berlusca deve sapere che non tutto si compra con i soldi o con il potere Siano loro, per primi, i politici a dare l’esempio dela legalità…. altro che immunità parlamentari e balle varie.

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