I danni collaterali del bunga bunga

Non voglio essere superficiale e dunque non dirò cosa penso della Risoluzione ONU 1973, quella che autorizza l’intervento in Libia; intervento che Sarkozy ha appena annunciato in diretta televisiva. Non dirò nulla perché non capisco niente di politica internazionale e direi solo belle parole sui popoli che soffrono e sui pericoli che corriamo nel nostro paese.

Una cosa però la voglio dire. Non tanto per “buttarla in politica”, ma perché mi sembra sia un elemento non sufficientemente sottolineato fin qui. Una cosa che sanno tutti, perfino chi non ci capisce nulla come il sottoscritto, è che l’Italia in Libia ha qualche interesse economico consolidato. E peraltro è proprio in nome di quegli interessi che Berlusconi e i suoi hanno giustificato la pagliacciata dello scorso anno, quando Gheddafi venne in visita e fu trattato con tutti gli onori. Mi sarei aspettato quindi che per tutelare quegli interessi il nostro paese avrebbe fatto di tutto per giocare un ruolo da protagonista nella vicenda libica. Mi pare evidente che così non è e che quel ruolo di leadership lo stanno svolgendo Gran Bretagna e Francia (in particolare, com’è ancor più evidente in questi minuti, la Francia). Temo che comunque vada il conflitto, questo noi lo pagheremo con un ridimensionamento dell’Italia in quell’area: la Francia di fatto si sta candidando a farci fuori.

E nulla mi toglie dalla testa che una parte della colpa di tutto questo sia da cercare nel fatto che Gheddafi  ha iniziato Berlusconi alle gioie del bunga bunga.

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4 comments

  1. sono d’accordo, ma allargherei ulteriormente la questione.
    ossia, tutta la politica estera berlusconiana – dal 2001 ad oggi – non è mai stata autonoma, non ha mai avuto una visione propria, ma si è sempre conformata agli stati uniti (poi c’è la russia, ma quello è un altro discorso).
    ogni volta che è avvenuto qualcosa che non poteva essere – per motivi vari – riconducibile ai binari certi del filoamericanismo estremo, berlusconi è andato in crisi. e la debolezza come ministro degli esteri di franco frattini non lo ha certo aiutato.
    sulla tunisia, paese a poche miglia dalle nostre coste, l’italia cosa ha fatto? ha dormito (anzi, no: ha sciato all’abetone).
    sull’egitto: idem.
    sulla libia: idem con patatine.
    in passato, la stessa cosa era avvenuta per altre crisi (ossezia, cecenia…) e per altre questioni (ruolo nell’onu, ruolo nella osce, ruolo nella ue).
    se gli stati uniti avessero detto, il giorno stesso in cui è cominciata la rivolta in libia, “bisogna fare così e così”, stai tranquillo che l’italia avrebbe preso posizione per tempo.

    1. Sono d’accordo con “noneunacosaseria”: tutti gli “affaristi ed opportunisti” del passato, presente e futuro ragionano così: FRANZA, SPAGNA…basta che se MAGNA.

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