La vicenda di Filippo Penati, ha scatenato una discussione secondaria sul Facciacoso. Può l’indagato rinunciare alla prescrizione? Tutto nasce – si sa – dalla richiesta avanzatagli in tal senso prima dalle masse con i forconi (per ora solo virtuali), poi da qualche sciacallo che voleva assecondare il volere popolare per il proprio tornaconto nelle dinamiche interne al centrosinistra e infine – per quieto vivere – purtroppo (purtroppo essenzialmente per le ragioni scritte qui: assecondano un diffuso analfabetismo) anche dalla quasi totalità del gruppo dirigente del mio partito.
Ma torniamo alla prescrizione. Può l’indagato rinunciarvi? In una intervista, peraltro molto dura con Penati e Bersani, l’ex magistrato D’Ambrosio ha detto di no.
E’ capitato tantissime volte durante le inchieste di Mani Pulite, quindi è una cosa che conosco bene. L’azione penale non è mai stata esercitata perché è differita dall’esito delle indagini preliminari. Ma in questo caso le indagini preliminari non verranno mai chiuse con una richiesta di rinvio a giudizio.
Parole chiarissime (inequivoche, direi) e autorevoli. Ma i forconi han continuato ad agitarsi e, manco fossero tutti a celebrare un battesimo, a gridare all’unisono “rinunci a Satana?”. Con l’istituto della prescrizione nei panni del demonio. Molto ci sarebbe da dire sulla prescrizione paragonata al demonio, ma non voglio annoiare con un post eccessivamente lungo i miei venticinque lettori, anche se probabilmente è la vera cosa che mi irrita in tutta questa vicenda. Immagino avremo modo di tornarci.
Ma torniamo al punto, può l’indagato rinunciare alla prescrizione? Perché che possa farlo l’imputato è noto (anche grazie ad un confronto televisivo che i milanesi conoscono meglio di altri). La faccio breve: sì, ma non adesso. Solo quando dovesse esserci una sentenza del giudice dell’udienza preliminare (GUP), mentre adesso siamo in fase di indagine preliminare (e la sentenza che lo “condanna” senza appello è quella del GIP).
Insomma, è il solito vecchio discorso, in questa fase parla solo l’accusa e l’indagato non può intervenire nella fase processuale con nessun atto ufficiale, se non l’interrogatorio (che però è a discrezione del PM decidere se fare o meno). Tutto quello che noi sappiamo (e che in teoria non dovremmo sapere, ma questo è un altro post) in questa fase è un punto di vista, quello dell’accusa. Per avere quello della difesa bisogna aspettare il dibattimento. Oppure la violazione del segreto istruttorio da parte dell’indagato, ma questo è un reato e commetterlo impunemente è un privilegio che è consentito solo a chi passa le carte delle indagini alla stampa.
Non sto difendendo Penati: ho già detto che della sua vicenda giudiziaria mi interessa relativamente poco e che vorrei parlassimo di cose ben più importanti. Non so se sia innocente o colpevole, anche se spero – per me che l’ho votato e per il mio partito al quale voglio bene – che dimostri la sua estraneità ai fatti. Sto difendendo invece un principio di civiltà giuridica – la presunzione d’innocenza – e stigmatizzando un comportamento diffuso e chi lo asseconda magari anche in buona fede.
E siccome della vicenda giudiziaria mi interessa il giusto non vi dico nemmeno che Penati ha reso pubblica una lettera alla Direzione provinciale (è convocata per questa sera) nella quale annuncia che sì, rinuncerà a Satana. Cambia qualcosa? Per me no: vogliamo discutere delle cose importanti, ora?
Io come mio rappresentante politico non vorrei un presunto innocente, ma un innocente e basta.
Uno di cui non sia necessario dire: “Di quella parte della sua carriera non si può sapere nulla”.
La lettera è una rassicurazione importante, che lo avvicina un pochino alla statura di Pisapia.
Per quanto mi riguarda, se non fosse possibile rinunciare alla prescrizione, mi andrebbe anche bene se il PD pagasse un’inchiesta indipendente fatta da investigatori privati. Il GIP ha detto che l’impianto accusatorio è solido, anche se si parla di corruzione invece che di concussione. Non uno qualsiasi: il GIP. A me questo non fa stare tranquillo.
Perché tutti questi distinguo per Berlusconi non li facevamo?
Io li facevo. E questo mi basta.
Semplifico: Penati, in quanto cittadino, può anche scegliere di avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione e non contesto che sia suo diritto. Ma non lo voterò mai.
Che uno possa muovere accuse strumentali ad un avversario politico lo immagino. Non mi basta per essere severo con Penati. Un GIP che invece ritiene che l’impianto accusatorio sia solido, sì, per avere dei dubbi mi basta. Non dico che Penati debba vergognarsi di sé stesso (magari è innocente) o debba andare a nascondersi. Ma certe posizioni pubbliche non fanno più per lui se non si può arrivare ad una assoluzione, anche soltanto per nsufficienza di prove. La prescrizione è un omissis che non accetto.
Se il chirurgo che mi deve operare ha sul groppone una prescrizione per la volta in cui forse ha ucciso qualcuno perché operava ubriaco, io lo cambio. Non lo mando in galera, ma le mani addosso me le faccio mettere da qualcun altro. Se vuole operarmi, dissipi i dubbi. Uno che al mio dubbio risponda “Omissis!” può fare tanti congressi, tanta ricerca, tanta divulgazione, ma operarmi…no, grazie.
La presunzione di innocenza e’ un principio giuridico, non politico. Come cittadino Penati ha tutto il diritto di avvalersi della prescrizione. Ovviamente pero’ questo lo rende poco presentabile come dirigente politico. Poi Marco, te lo dico con amicizia e stima, occhio al ben altro.
P.s. il paragone con Berlusconi non regge perche’ Penati non si e’ fatto approvare una legge in funzione di indagini, o addirittura processi, in corso.
il rischio di cadere nel benaltrismo mi è chiaro. spero di non oltrpassare quella linea
Marco,
D’Ambrosio ha spiegato che non può esservi rinuncia alla prescrizione se il reato è già prescritto: infatti tutto verrà archiviato. Almeno per quanto riguarda la corruzione.
Qui siamo ancora nel garantismo puro. Giusto?
Poi però se si dovesse sapere che è concussione (è pendente ricorso) (con termini di prescrizione più lunghi) ecco che il nostro rientra in gioco. A quel punto si aprirebbe un processo che se concluso in tempi brevi non prevederebbe prescrizione. Se invece, come è probabile, i tempi fossero troppo stretti, ecco che l’imputato avrebbe diritto di avvalersi della rinuncia alla prescrizione per far sì che risulti appieno la verità processuale, verità che verrebbe negata in caso invece di prescrizioneEcco tutto.
Rimaniamo sempre nel garantismo, quello previsto dalle nostre leggi vigenti che emanano da una Costituzione approvata anche coi voti del Pci (ricordi? Pci … Togliatti …)
Diverso il caso delle prescrizioni di cui ha usufruito B.: perchè allora i processi giunsero a loro nromale, legale compimento. La prescrizione non è un’amnistia, non cancella il reato: impedisce solo l’applicazione delle sanzioni.
Quindi, caro Marco, dormi tranquillo.