giunta

Caro Bersani, sugli assessori sbagli: servono trasparenza e responsabilità

Come ho scritto qui, dell’intervista che Bersani ha rilasciato al Corsera c’è una risposta che mi ha particolarmente turbato. Per ciò che dice nel merito e per l’opzione culturale che sposa.

La risposta è la seguente:

Penso a un patto con i civismi e le cittadinanze attive: la politica si concentra sui grandi temi, e si ritira dai luoghi impropri. Quel che abbiamo fatto alla Rai lo faremo negli altri Cda, nelle Asl, nelle giunte. Perché dev’essere un partito a nominare gli assessori? Dove è possibile sostituiamo al controllo politico quello sociale, partecipativo, democratico. Decidano i cittadini, gli utenti.

Concordo sulla necessità di ritirarsi dai luoghi impropri, ma tra questi a mio avviso non c’è la definizione degli assessori. Nel senso che ovviamente devono essere nominati dal Sindaco, ma non è che se fanno parte di un partito politico quell’incarico gli deve essere precluso.

Il cittadino decide votando un Sindaco e un partito: si aspetta che quel partito conti nelle scelte amministrative del suo Comune. E per la legge Bassanini, è la Giunta che fa quelle scelte. Prendiamo il mio Comune, Milano. Il PD – nonostante esprima 20 consiglieri su 29 di maggioranza – è rappresentato in Giunta soltanto da 4 assessori (la quinta, formalmente “in quota PD”, è orgogliosamente e legittimamente esterna al PD): non credo sia una buona notizia per i cittadini che hanno votato PD.

Ma come dicevo è il cedimento culturale che sottende a questa affermazione che mi allarma. Detto poi da un Segretario che è stato eletto anche per superare la fase del partito liquido… La frase “sostituiamo al controllo politico quello sociale, partecipativo, democratico” implica che i partiti politici siano altro dal sociale dalla partecipazione, dalla democrazia. Questa è sempre stata la tesi della cosiddetta antipolitica, non la nostra!

Fuori i partiti dai Consigli di Amministrazione non vuol dire che i partiti se ne lavano le mani, ma che la piantano di imbottirli di ex parlamentari, ex sindaci o altri ex di varia natura. C’è un problema di assunzione di responsabilità innanzi tutto: uso il mio potere di nomina (o di influenzare le nomine di un Sindaco) per proporre i migliori. E i cittadini mi giudicheranno per queste scelte.

L’antipolitica non la si sconfigge scimmiottandola, ma con più politica (il BVZW direbbe “buona politica”). Per quel che riguarda le giunte, questo vuol dire trasparenza e responsabilità. Che concretamente significa proporre per ogni assessorato una rosa di nomi tra i quali il Sindaco sceglie. O in alternativa ne sceglie un altro a suo avviso più competente e/o più adatto. Questi nomi devono essere resi pubblici in modo che i cittadini sappiano chi ha proprosto il PD e chi è stato effettivamente scelto. Trasparenza e responsabilità, appunto.

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