Ecco perché @matteorenzi è l’unica alternativa a #mariomonti

Giorni fa ho twittato una cosa della quale sono convinto e da tempo:

La mia è una semplice previsione figlia dell’analisi della situazione politica. Come ogni analisi, ovviamente, può essere fallace o modificarsi nel tempo se muta lo scenario di riferimento (ad esempio se cambia la legge elettorale). Fino ad ora però ne sono profondamente convinto e i fatti mi sembra mi diano ragione.

Sul fronte interno si preannunciano primarie con una partecipazione inferiore alle analoghe precedenti (speriamo di riuscire a limitare i danni in qeste ore, ma tra gimcane impossibili tra gli uffici elettorali e millanta moduli da firmare e controfirmare sono preoccupato) che delegittimeranno il vincitore, chiunque esso sia; su quello esterno si conferma la scelta – legittima, lo sottolineo ogni volta – di consolidare il profilo di sinistra in senso più tradizionale dell’eventuale premiership di Bersani.

Ecco quindi che oggi Monti ha buon gioco nel fare una dichiarazione “terzista”:

Non c’è affatto bisogno di politiche moderate, ma di riforme radicali e ciò è possibile superando le distanze tra destra e sinistra.

La prima parte della frase non solo non è scontata, ma anche a mio avviso condivisibilissima; mentre l’avverarsi anche nella prossima legislatura della seconda è – per il PD – assai pericolosa. Ne sancirebbe l’inutilità.

Il PD infatti è nato anche per rendere inattuali considerazioni di questa natura. La vocazione maggioritaria è anche questo: gara aperta per la leadership del Paese superando gli steccati ideologici e adeguando l’offerta politica alla contemporaneità (nel merito, ma anche nel metodo, il contenuto, ma anche il contenitore). Un partito che prende il 40% dei consensi ha nei fatti “superato le distanze tra destra e sinistra”, senza ricorrere a terzismi e senza “inCasinare” la coalizione. Matteo Renzi è il candidato che – se vincesse le primarie – potrebbe ambire a questo ruolo e per questo lo voterò.

Ripeto, è legittimo non votarlo per ragioni speculari a queste, quali ad esempio la convinzione che serva – semplifico – “più sinistra”, ma vorrei fosse chiaro che se questa “più sinistra” non portasse la coalizione sopra al 40% la fine del PD sarebbe più vicina. E il governo Monti molto più che un’eventualità.

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