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Articoli taggati ‘Affaritaliani’

Identikit del candidato al Pirellone

Venerdì 30 Ottobre 2009 Lascia un commento

ch’assolver non si può chi non si pente,/né pentere e volere insieme puossi/per la contraddizion che nol consente

Dante, Inferno, XXVII

Leggendo questa ricostruzione dell’incontro di ieri tra Pd, Idv e Sinistra e Libertà in vista delle prossime Regionali, mi è venuto in mente questo passo di Dante. Vi si legge infatti un identikit – condivisibilissimo, sia chiaro - del prossimo candidato (o candidata) del centrosinistra al Pirellone:

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Il direttore di Affari: La Palice

Giovedì 23 Luglio 2009 2 commenti

Oggi Affari Italiani pubblica una nota dal titolo “non solo Penati  in corsa per Milano 2011″. E a conferma di questo scrive:

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L’acqua calda

Martedì 30 Giugno 2009 1 commento

L’Ecopass ha creato meno disagi rispetto a quelli previsti. Non vedo gente disperata dopo la sua introduzione. [...] C’è stata troppa enfasi iniziale da chi pensava che sarebbe stata la panacea per la risoluzione di tutti i mali, ma anche troppa enfasi da parte di chi l’ha contestato dicendo che avrebbe impedito ai milanesi di muoversi. Evidentemente non è così.

Massimo Corsaro, Pdl

Bella scoperta, Corsaro!

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Mantini docet

Venerdì 27 Marzo 2009 6 commenti

Anche noi non nutriamo alcun rancore per Mantini, ma gli chiediamo di agire fino in fondo con la stessa coerenza che ha dettato il suo passaggio. Prima considerare ogni altro progetto politico noi auspichiamo che si dimetta dal suo incarico di parlamentare. E’ stato votato perché in una lista bloccata del PD e oggi, nell’UDC, non può essere riconosciuto da chi lo aveva votato un anno fa in un altro schieramento.

Ezio Casati, segretario Pd Milano su affaitaliani.it

Primo commento, da elettore milanese: mi associo alla richiesta di Ezio Casati.

Secondo commento, da elettore e basta: vorrei che episodi come questi portassero ad una coerente battaglia del Pd contro le liste bloccate. Ironia della sorte, in questa battaglia saremmo al fianco del nuovo partito di Mantini che più di tutti le ha avversate.

Nuove idee per la scuola a partire da Milano

Venerdì 23 Gennaio 2009 1 commento

Francesco Laforgia in un recente articolo su Affaritaliani ha scritto: “sarebbe bello che il Pd di Milano ritrovasse l’orgoglio di una missione nazionale, che è quella di ridare fiato al progetto, lanciando nuove idee e nuova classe dirigente”. Solo su una cosa dissento: su quel “sarebbe bello”. Qui non è più questione di “desiderata”, ma di sopravvivenza. Il Pd di Milano o si assume l’onere di lanciare nuove idee e una nuova classe dirigente in una prospettiva nazionale, oppure, a maggior ragione in questa città, sarà destinato a soccombere, schiacciato (per la sua parte politica) tra un localismo para-leghista e un radicalismo sterile e compiaciuto del proprio essere minoritario.

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Esilarante

Giovedì 22 Gennaio 2009 Lascia un commento

A Milano alle Comunali del 2006 si è presentata anche una lista che portava il nome del candidato Sindaco, Ferrante. Sono operazioni che si fanno: servono per portare voti non di appartenenza al candidato. Nelle stesse elezioni ci fu una Lista Moratti, creata proprio con questa intenzione e di conseguenza costruita (nelle candidature) per raggiungere questo obiettivo.

Subito dopo le elezioni Ferrante si è dimesso dal Consiglio Comunale per andare a ricoprire altri incarichi. Solo oggi, dopo due anni e mezzo, il gruppo consigliare che porta il suo nome annuncia che cambierà denominazione. Era ora, verrebbe da dire.

Legittimo però chiedersi il perchè di tanto ritardo. Moratti (l’altra) risponde così:

I lavori in consiglio non ci hanno mai lasciato tregua e non abbiamo mai avuto il momento di focalizzare la richiesta. Avevamo cose più importanti da presentare.

Non hanno avuto tempo. Esilarante.

Non confondete la causa con l’effetto

Lunedì 17 Novembre 2008 Lascia un commento

Quello che segue è il commento del quotidiano on-line Affaritaliani alla vittoria di misura di Stefano Draghi nella competizione per eleggere il coordinatore cittadino del Pd milanese: lo sottoscrivo in toto, in particolare nei due passaggi che ho sottolineato. Voi direte che lo faccio perchè è lo stesso candidato che avrei votato io e perchè sono uno dei quindici richiamati nel commento, ma vi assicuro che non è così.

Pensandolo fareste il più classico degli errori: confondere la causa con l’effetto. Perché è vero il contrario: sono uno di quelli che firmò quel documento dei 15 e ho detto qui che avrei preferito Stefano a Davide proprio perchè penso le stesse cose che ha scritto Affaritaliani nel suo commento.

Ha vinto Stefano Draghi, ha perso Davide Corritore. Dopo un serrato testa a testa, alle 20 il verdetto, di misura ma per molti aspetti clamoroso: sarà il professore e metodologo della Statale che ama la bicicletta e odia i Suv, lo slow food e l’understatement, il primato della politica e l’importanza dei partiti, a guidare il Pd milanese.

I circoli, che hanno votato e scelto al termine di combattutissime primarie (e un saggio lo si è avuto nel faccia a faccia svoltosi presso la redazione di Affaritaliani.it – vedi box a lato) hanno optato per quel mix di tradizione e innovazione rappresentato da Draghi e dalla squadra dei 15 capitanati dal giovanissimo economista Francesco Laforgia, columnist di questo giornale.

Con lui vincono Marilena Adamo ed Emanuele Fiano, Pierfrancesco Majorino e Barbara Pollastrini. Perdono Franco Mirabelli e Patrizia Toia, Filippo Penati ed Ezio Casati.

Spiace per Corritore, uomo fresco e innovativo. Ma ha sbagliato le alleanze, finendo col rappresentare la vecchia guardia e l’apparato.

Si apre una fase nuova, che avrà ripercussioni su tutte le future partite aperte del potere meneghino: dalle elezioni provinciali a quelle regionali, dalle Europee alla scelta del futuro candidato a sfidare Letizia Moratti tra due anni alla guida di Palazzo Marino. Per non parlare degli equilibri intorno all’Expo.

Sarà una partita complessa. Ma Draghi, Laforgia e la sua squadra hanno le competenze, i curricula, la passione politica e la cifra morale adatte per rilanciare la sinistra riformista a Milano. In bocca al lupo, caro Stefano e caro Francesco.

Endorsement meneghino

Giovedì 13 Novembre 2008 1 commento

Domenica i circoli del Pd di Milano eleggono il coordinatore cittadino e in campo ci sono le candidature di Stefano Draghi e Davide Corritore. Non vi nascondo che avrei preferito il terzo candidato, quello che non c’è. Però per fortuna io non devo votare.

Ho ovviamente molti amici che sostengono entrambi i candidati e tra questi amici ce n’è uno che oggi ha scritto una lettera aperta a chi invece dovrà scegliere; lettera che -retorica facebook a parte- se il sottoscritto dovesse votare lo convincerebbe. Eccola.

Nei prossimi mesi il Pd milanese deve rimettersi in cammino. Ci attendono sfide importanti, come le elezioni amministrative, nelle quali dovremo sostenere con tutte le forze la campagna per Filippo Penati, le elezioni europee e il congresso del partito nel 2009. Sono mesi nei quali bisogna restituire entusiasmo ai militanti, ricostruire il clima di slancio partecipativo con cui è nato il Pd, mettere in rete i circoli, le tante intelligenze che li animano, i saperi. Ridare fiato, visibilità, forza al Pd milanese.

Per fare questo c’è bisogno di un lavoro di squadra. Ho scelto di stare con Stefano Draghi e ho motivato da tempo questa scelta con una lettera aperta ai circoli. Ora chiedo a Stefano, se sarà coordinatore cittadino, di farsi facilitatore di un lavoro complesso, articolato, che parli alla città, che si dispieghi sul territorio, che si prenda “cura” del partito. Stefano abbia coraggio e affidi ad un gruppo di giovani e di donne, volontari generosi dalle diverse competenze e dai percorsi politici plurali, la responsabilità di un lavoro politico ed organizzativo sul partito.

Non ci sono poltrone da spartirsi. C’è solo da rimboccarsi le maniche, con fatica, umiltà e competenza. Io mi metto a disposizione per costruire, insieme a Stefano, un gruppo di lavoro che abbia il compito di avviare una serie di progetti pilota, che riguardano l’utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione, la mappatura dei gruppi di lavoro presenti nei circoli, il rapporto con le istituzioni pubbliche e le eccellenze della città, la ricerca di nuove modalità di finanziamento dei circoli, progetti sperimentali sulla partecipazione. In questi giorni ho raccolto già alcune prime disponibilità per un lavoro complesso,  da svolgere in forte sinergia con i coordinatori di zona e con i portavoce dei circoli, ma anche avvalendosi di tecnici e personalità della città.

E faccio appello a quella miniera di saperi, di intelligenze e di generosità che è il Pd milanese, affinché arrivino altre disponibilità. Credo sia questo il compito di cui tutti dobbiamo farci carico: rimettere il Pd in forza e preparare, a partire dal congresso 2009, un processo vero di rinnovamento e il lancio di un nuovo gruppo dirigente che prepari la sfida del governo della città. Scriviamoci, incontriamoci di persona, su facebook. Ma battiamo un colpo e prepariamo il futuro.

Francesco Laforgia su Affaritaliani