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Articoli taggati ‘Andrea Romano’

Scuola Futura

Giovedì 9 Luglio 2009 2 commenti

Andrea Romano, una delle teste più fini che ho il piacere di conoscere, è il Direttore di Italia Futura, una neonata associazione che ha tutta l’aria di poter dare un contributo importante al dibattito pubblico nel nostro paese. Al momento l’Associazione produce una newsletter (vi potete iscrivere qui), promuove campagne e ha lanciato un bel concorso di idee.

Tra le campagne, una riguarda la scuola. Devo confessarvi che alcuni passaggi del suo manifesto mi lasciano un po’ perlesso.

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Pd: tre ragioni per auspicare il “terzo incomodo”

Mercoledì 24 Giugno 2009 1 commento

Aveva detto che a Ottobre avrebbe passato la mano a qualcuno espressione di una generazione nuova. Adesso dice che non può farlo perché “non posso riconsegnare il partito a chi c’era prima di me, molto prima di me”.

A parte che in democrazia decidono gli iscritti o – come nel caso del Pd – gli elettori a chi “consegnare il partito”, da dove nascerebbe questo “pericolo”? Qual è l’unico fatto nuovo che sarebbe avvenuto tra quando aveva annunciato che sarebbe stato solo un “traghettatore” e oggi che si rimangia tutto? Uno solo: la candidatura di Pierluigi Bersani.

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[Romano] – La Sinistra è nel Paese

Venerdì 20 Febbraio 2009 Lascia un commento

L’otto settembre della sinistra italiana? Non confonderei il tramonto di una piccola e stanca oligarchia con la scomparsa di un pezzo d’Italia che continuerà a chiedere rappresentanza e governo fuori dal berlusconismo. D’accordo, dentro quelle stanze la situazione è pessima. D’altra parte se la sono cercata, e non da ieri. Ma se si mette anche solo la punta del naso fuori dalla porta la situazione appare tutt’altro che disperata. Perché nel nostro paese un Partito democratico esiste ben da prima che gruppi dirigenti già sconfitti si inventassero un’ultima ancora di salvezza. Ed è destinato a sopravvivere all’implosione forse definitiva degli equilibri che quei gruppi si erano dati. [continua]

Andrea Romano su Il Riformista di oggi

Autocritica

Venerdì 6 Febbraio 2009 2 commenti

Devo una risposta a Luigi e delle scuse ai miei “venticinque lettori”.

La mia apertura di credito, seppur mitigata da alcune punture di spillo, verso il Ministro Maroni è stata una leggerezza imperdonabile.

Sulla vicenda delle nuove norme introdotte con il decreto sicurezza e sulla Lega in genere io la penso esattamente come lui.

Vedo una luce in fondo al tunnel: Andrea Romano

Mercoledì 17 Dicembre 2008 5 commenti

Oggi sul Riformista il mio ideologo di riferimento ha superato se stesso.

Comunico dunque ufficialmente ai miei cento lettori che questo blog alle prossime primarie sosterrà Andrea Romano segretario del Partito Democratico.

E se lui non si candida, lo sostengo uguale (che noi toscani nei momenti brutti si fa così: ci si diverte).

Leggerli in fila è istruttivo assai

Lunedì 24 Novembre 2008 2 commenti

I giornali della domenica io li leggo il lunedì: la domenica di solito è dedicata ad attività più salutari, come portare i figli qui. Questa mattina quindi mi sono letto il Rifo di ieri, cominciando da un editoriale di Andrea Romano, che si conclude con queste parole (leggetelo tutto però, che -al solito- merita).

Una leadership, una politica. È questa la legge che tiene in piedi i partiti democratici nell’era della personalizzazione. Nel PD sequestrato dalle tribù uguali e contrarie di veltroniani e dalemiani la leadership è scomparsa da tempo e la politica viene nascosta con cura sotto il tappeto, anche mentre le pareti di casa stanno crollando. Facciano pure: in fondo è il metodo che hanno seguito nell’ultimo decennio. Ma almeno chi ha intenzione di rimettersi a costruire si liberi dall’abbraccio dei serafici distruttori.

Andrea Romano su Il Riformista del 23 novembre

Poi sono passato a Repubblica (di oggi) e ho dedicato il viaggio in metropolitana all’intervento di Giuseppe D’Avanzo, che coglie nel segno.

Se prendere atto delle metamorfosi non significa condividerle, si può dire e non è una provocazione che la declinazione della politica di Obama ha più a che fare con la giovane classe dirigente della Lega che noti con i giovani leoni senza denti del Partito Democratico. Converrà allora che quei giovani si diano da fare, Riscoprano il conflitto [...]. Diano battaglia. Soltanto con un conflitto aperto di ideali, progetti, analisi, competenze, soltanto con un conflitto leale nella raccolta del consenso, quindi nella misura di un concreto radicamento sociale, si potrà coltivare la speranza di un nuovo riformismo, la convinzione di potercela fare a cambiare l’Italia, a fermarne il declino e la deriva autoritaria. Altra ambizione non può esserci e, se c’è non è soltanto mediocre. E perdente e, peggio, noiosa come un’impotente lagna.

Giuseppe D'Avanzo su la Repubblica di oggi

Coglie nel segno, dicevo. Non per la polemichetta inutile(*) con Sofri Jr. (se vi interessa la sua replica, è qui) o con Adinolfi (se vi interessa la replica, cercatela e ditemi dov’è perché io non l’ho trovata è qui). Sarà che li ho letti uno in fila all’altro, ma concordo con D’Avanzo proprio nella misura in cui il suo articolo è “connesso” a quello di Andrea. Nella misura in cui sprona una generazione -scusate se insisto- a non aspettare il numeretto e a dare battaglia, a riscoprire il conflitto. Nella misura in cui si sposta l’attenzione dal ricambio generazionale fine a se stesso ad altre due questioni se vogliamo affini, ma assai più essenziali: l’accountability di chi governa un partito e la effettiva contendibilità della leadership.

(*) A proposito di polemichette inutili: anche io ho polemizzato con Luca Sofri (tra l’altro proprio sul concetto di “conflitto“, che io non vedo e lui si), ma non ho mai dubitato della sua buona fede come invece sembra fare D’Avanzo. Sul perchè D’Avanzo mette insieme come esempio negativo di “ggiovane” persone così diverse, non vorrei avesse ragione Ciccio.

Lucido come sempre

Mercoledì 8 Ottobre 2008 1 commento

Proviamo a immaginare la riflessione di un futuro studioso di storia italiana che, di qui a cinquant’anni, metta a confronto la crisi del 1992 con quella che stiamo vivendo in questi giorni. Quello storico si troverà di fronte – nel caso del 1992 – una slavina che prima di essere politica e giudiziaria fu anche economica. Ricorderà gli scossoni finanziari, gli attacchi speculativi alla lira, l’avvio di una fase di recessione e crollo della produzione. Ma registrerà anche l’emersione di nuove classi dirigenti, in modi confusi e casuali ma comunque tali da offrire al paese una via d’uscita dal pantano. [continua qui]

Andrea Romano su Il Riformista di oggi

Andrea c’è. E c’era.

Lunedì 1 Settembre 2008 2 commenti

Vorrei rassicurare Christian Rocca e Luca Sofri. Andrea (il mio candidato alla leadership del centrosinistra) non si è “appena aperto un blog”: lo aveva da tempo.

(cosa non si fa per avere una scusa per linkare il blog di un amico…)

Vocazione maggioritaria: oltre lo slogan

Sabato 24 Maggio 2008 Lascia un commento

Tra la liturgia delle buone maniere e la vocazione minoritaria di Di Pietro, il Pd deve trovare la via per definirsi come opposizione capace di candidarsi al governo reale del Paese. Vasto programma, si dirà. Eppure occorrerebbe accennare almeno un primo passo, evitando di cullarsi nell’illusione che una tattica delle alleanze possa eliminare l’onere della strategia politica. Cinque anni sono lunghi solo sulla carta. In realtà quel tempo è appena sufficiente a riempire di contenuti lo slogan della «vocazione maggioritaria». Per il Pd si tratta di superare il recinto di una militanza dotata di voce ma non di consensi, di comprendere il Paese reale e di convincere quell’elettorato di mezzo che non è stato neanche scalfito dalla retorica veltroniana. Si tratta di creare oggi la possibile maggioranza di domani, senza fidarsi troppo dei propri riflessi condizionati. È ciò che viene normalmente fatto dai grandi partiti europei: utilizzare gli anni di opposizione per prepararsi a governare.

Andrea Romano su La Stampa del 22 maggio 2008

Endorsement preventivo

Mercoledì 14 Maggio 2008 Lascia un commento

Il Riformista sta raccogliendo interventi dei lettori sul tema del “duello” D’Alema-Veltroni, chiedendo di schierarsi. Personalmente ho fatto la mia scelta, che è giusto venga comunicata anche ai lettori di questo blog.

Tra D’Alema e Veltroni io sto con Andrea Romano. Basta leggere quello che ha detto sul Riformista di sabato a proposito di entrambi i duellanti e soprattutto di chi sta in coda ad aspettare che arrivi il proprio turno per cooptazione, evitando caparbiamente -nell’attesa- di invischiarsi in una qualsivoglia battaglia politica.

Ho optato per l’endorsement preventivo: dopo son buoni tutti.