Chiedilo a Mike? Meglio di no.
Michael Moore ha scritto un libro, Chiedilo a Mike, edito in Italia da Mondadori. Uno dei capitoli si intitola Come eleggere John McCain e spiega ai Democratici cosa non avrebbero dovuto fare, secondo lui, per non perdere le elezioni. In America non so, ma qui in Italia se ne parlò molto subito dopo la Convention democratica di Denver per sostenere alcune tesi molto care a certa sinistra. Visto come è andata, sono andato a curiosare per vedere quanto la vittoria è figlia dei consigli di Mike. I consigli sono sei: vediamoli uno per uno.
Primo. Continuare a parlare bene di McCain.Il capitolo si conclude con questa affermazione: “Credetemi non siamo in Svezia da noi gli eroi di guerra vincono sempre”. Evidentemente in questo caso non e’ andata così.
Secondo. Fate scegliere a Obama un bianco conservatore come vice.“Un bianco conservatore”: sembra il ritratto di Biden. E dire che la previsione del regista qui non lasciava scampo: “Se Obama sceglierà il vice sbagliato si sgonfierà tutto in un attimo”. Non mi sembra si sia sgonfiato tutto: forse un bianco conservatore non era un vice così sbagliato.
Terzo. Continuate a scrivere discorsi per Obama come quello pronunciato davanti alla lobby ebraica.Le frasi particolarmente indigeste per Moore sono due: “L’Iran costituisce una grave e reale minaccia, il mio obiettivo sarà eliminare tale minaccia” e “Per difendere il nostro paese e Israele terrò sempre aperta la possibiità di un’opzione militare”. Rileggetevi le dichiarazioni di quello che sarebbe diventato il 44° Presidente: anche su questo Obama e il suo staff si sono ben guardati dal dare retta ai consigli di Moore.
Quarto. Dimenticate che questo è stato un anno storico per le donne.Qui Moore stigmatizza il fatto che a un certo punto “gli esperti sono saltati fuori con il problema Michelle”. Secondo lui sarebbe stato un errore ridimensionare il ruolo pubblico della moglie di Obama perchè le donne -già deluse dalla sconfitta della Clinton- non avrebbero tollerato. “Fatela tacere e Obama perderà perchè perderà il voto delle donne”. Michelle invece è stata ridimensionata per non spaventare i moderati e Obama ha vinto ugualmente.
Quinto. Presentatevi alla guerra con una cerbottana.Moore fa ad Obama la stessa critica che la Palin ha sempre fatto a McCain: quella di essere troppo morbido. Scrive il Premio Oscar per Bowling for Columbine: “E quando McCain e i suoi cominceranno ad usare l’arsenale atomico contro di voi siate gentili, comprensivi e razionali”. Non ricordo nella campagna elettorale nessun particolare colpo basso da parte di Obama eppure tutto è andato bene.
Sesto. Rinnegatemi.Effettivamente questo lo staff di Obama non lo ha fatto. Non lo hanno rinnegato, ma si sono limitati ad ignorare i suoi consigli.
Resta solo una considerazione. Non è difficile immaginare quanto avrebbero campato di rendita Michael Moore e certa sinistra (non solo americana) se Obama, dopo aver fatto esattamente il contrario di quanto suggerito dal regista, avesse perso le elezioni. Troppo comodo fare previsioni apocalittiche se quando le toppi nessuno se ne ricorda.
Un po’ come se Di Pietro si mettesse a dare consigli al centrosinistra: c’è il rischio di perdere in eterno a dargli troppa retta.
Come dite? Il Pd è ossessionato dai suoi “consigli”? Concordo.



Ultimi commenti