Visti da lontano

da The Times, via corriere.it
Traditionally, the host sets the tone, theme and agenda for these gatherings. But Italy’s prime minister, Silvio Berlusconi, has directed most of his political energies in recent weeks to try to fend off newspaper charges that he patronized paid female escorts and entertained minimally clad under-age women. Showmanship: perhaps. Leadership: no.
The NYT
Repubblica riporta alcune reazioni a questa decisione paracula del Governo Berlusconi.
Qualcuno sa spiegarmi perchè l’unica dichiarazione sensata l’ha fatta un Sindaco di un piccolo Comune?
Sarebbe giusto spostare il G8, programmato a luglio nell’isola sarda della Maddalena, a L’Aquila. Lo ha detto il premier Silvio Berluscon i intervenendo durante il Consiglio dei ministri in corso nel capoluogo abruzzese, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti alla riunione. Il premier, sempre secondo quanto riferito da fonti governative, ha motivato questa decisione con il fatto che in questo modo si risparmierebbero denaro e risorse che potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione. In questo modo, ha aggiunto Berlusconi, si porterebbe l’Abruzzo al centro dell’attenzione mondiale.
da corriere.it
Ciò che ha colpito la mia attenzione è la frase che ho messo in grassetto: non avete idea di quanti soldi siano già stati spesi per ultimare in tempo i lavori per poter svolgere il G8 alla Maddalena.
Che il Premier voglia usare il terremoto per fare propaganda, passi. Si giudica da solo, ma passi.
Che la faccia buttando nel cesso tutti ’sti soldi invece è inaccettabile.
C’è solo una cosa che mi fa arrabbiare più di sapere che qualcuno ha deciso di fare un pessimo documentario: sapere che qualcuno ha deciso di fare un ottimo documentario e decide di dargli un titolo del cazzo.
Champ’s Version ha segnalato giorni fa una lettera che il capo della Polizia ha inviato al quotidiano la Repubblica per annunciare che avrebbe detto la verità sui fatti di Genova “nelle sedi istituzionali e costituzionali”.
Mi sarei aspettato una reazione da parte delle istituzioni così autorevolmente chiamate in causa. Non dico la decisione di istituire commissioni parlamentari, ma almeno una convocazione dell’interessato per chiedere cosa abbia da dire… Invece nulla: solo silenzio.
Il silenzio sui quei fatti del 2001 è tragico, ma coerente con la cronaca di questi anni, passati prima a sminuire quanto accaduto (se non a rivendicarlo), poi ad affossare, con il voto decisivo -giova ricordarlo- di un noto arruffapopoli, la promessa fatta dall’Unione in campagna elettorale di istituire una Commissione d’Inchiesta.
Ma è il silenzio su Manganelli, che segue al silenzio sui manganelli della Diaz, ad inquietare. Il capo della Polizia dichiara ad un quotidiano che “il Paese ha bisogno di spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova” e non succede nulla?
Non un Presidente di Camera o Senato, non un esponente di partito, non un singolo parlamentare che si senta in dovere di chiedergli cosa accadde realmente a Genova?
Credo invece che il Paese abbia bisogno di spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova. L’Istituzione, attraverso di me, si muove e si muoverà a tal fine senza alcuna riserva, non attraverso proclami via stampa, ma nelle sedi istituzionali e costituzionali.
Il capo della Polizia in una lettera a la Repubblica
Leggendo queste righe ho pensato che oggi, con un uomo come Manganelli a capo della Polizia, quanto accaduto a Genova nel 2001 non potrebbe più succedere. E come cittadino non è un pensiero da poco.
Come cittadino poter essere orgogliosi del coraggio e della coerenza, ma soprattutto del rispetto nei confronti del suo paese, del capo della Polizia non è cosa da poco. Ora mi piacerebbe poter essere altrettanto orgoglioso della mia classe politica. Di destra e di sinistra.
Anche perché, per dirla con le parole di Giuseppe D’Avanzo:
Sarebbe davvero desolante, oltre che politicamente grave per la qualità della nostra democrazia, se la disponibilità del capo della polizia non venisse raccolta; se l’opportunità di ricostruire “i fatti di Genova” non trovasse alcun luogo istituzionale per essere acciuffata nell’interesse di una riconciliazione tra le forze dell’ordine e una generazione. Quale reticenza, quale viltà, quale convenienza potrebbe giustificarlo?
Si può pensare a una commissione di inchiesta parlamentare che accerti le responsabilità politiche dell’irruzione nell’istituto del capoluogo genovese durante il G8 del 2001.
Antonio Di Pietro, da corriere.it
No, ma dico, sfotti? Io me la ricordo questa promessa, sai? E se non fosse stato per te sarebbe stata mantenuta; se non fosse stato per te la commissione d’inchiesta si sarebbe fatta nel 2006.
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