E’ nostra ferma convinzione che il sistema universitario italiano sia in profonda crisi e che questo stato di difficoltà sia strettamente connesso al destino dell’intero paese. È necessario intervenire con una profonda riforma delle regole che sono alla base del funzionamento degli atenei e del complesso degli strumenti che garantiscono il diritto allo studio, ma siamo contrari a intraprendere in percorso del genere cominciando dalla dieta forzata a cui la legge 133 ha sottoposto le università italiane e la ricerca. [...] Data l’asprezza del confronto politico odierno, ci appelliamo a lei, nella sua veste di garante della Costituzione e rappresentante dell’ unità nazionale, e nel rispetto assoluto della sue prerogative, affinchè inviti le forze politiche presenti nel parlamento ad affrontare in modo organico la questione universitaria e ad aprire un dibattito che porti ad una riforma profonda del sistema vigente, migliorando l’organizzazione e l’efficacia degli istituti di ricerca e promuovendo la piena realizzazione del diritto allo studio.
dalla lettera a Napolitano di alcuni studenti della Bocconi.
Non per insistere, ma ecco una bella lezione di stile a chi pensa di risolvere tutto con un referendum. Sarebbe bello se -con questo stesso spirito, che parte dalla consapevolezza che così non va- anche per la scuola si procedesse in modo altrettanto costruttivo e pragmatico.
Le firme raccogliamole, dunque, ma per una bella proposta di legge di iniziativa popolare. Obiettivi? Merito, autonomia, valutazione, oltre che formazione e reclutamento degli insegnanti.
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