Effettivamente…
Sul sito della Stampa, c’è il solito sondaggio farlocco: “L’epidemia si diffonde, ritenete utile il vaccino?”. Ma perché cavolo lo chiedete a noi?
da Oglaroon
Sul sito della Stampa, c’è il solito sondaggio farlocco: “L’epidemia si diffonde, ritenete utile il vaccino?”. Ma perché cavolo lo chiedete a noi?
da Oglaroon
Tempo di analisi del voto del 25 ottobre. Annunziata su La Stampa e Diamanti su la Repubblica, ne fanno di interessanti e significative. Un dato che sembra evidente è che Marino ha sottratto voti più a Franceschini che a Bersani, Annunziata lo dice esplicitamente.
Mettendo insieme tutti questi dati, è dunque evidente che quello di Marino è un elettorato molto diverso da quello che si raccoglie attorno a Bersani, e al quale dunque non sembra aver sottratto granché di consenso. Molte invece le sovrapposizioni, più o meno marginali, con la base di Franceschini.
Quello che trovo insopportabile e pericoloso (in primis per il Pd) è il “veltronismo”, con la sua capacità di trasformare i “pensieri lunghi” in luoghi comuni. Con una battuta potrei riassumere che l’unica cosa che mi rende sopportabile il veltronismo è Walter Veltroni. Ascoltando l’iniziativa di ieri, ascoltando alcuni interventi dei “supporter” ho capito perchè non sono minimamente attirato dalla candidatura di Franceschini: incarna il veltronismo senza Veltroni.
Champ's Version, 3 luglio 2009
Lo Statuto del partito gli impedisce di andare oltre la coppia, altrimenti immaginiamo che alle prime luci dell’alba [Franceschini] avrebbe incoronato vicesegretari anche un gay, un indiano Cheyenne, uno stambecco del Gran Paradiso. E’ il veltronismo senza Veltroni, la malattia terminale del Partito Democratico. Quell’idea di poter fare politica con le figurine invece che con le persone.
Massimo Gramellini, 23 ottobre 2009
Mi ha colpito molto una dichiarazione di una politica di solito molto attenta a non rilasciare dichiarazioni avventate e prive di fondamento come Emma Bonino.
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Per uno scherzo del destino ho concluso un recente post che riprendeva un articolo di Yehoshua con una canzone di Ivano Fossati che amo molto. L’ho fatto per sottolinearne un passaggio, “di precise parole si vive”, a me molto caro.
Parlo di scherzo del destino perchè un lettore ha commentato quel post imputando allo stesso Yehoshua una frase giustamente definita agghiacciante. Yehoshua avrebbe detto, in una lettera ad Haaretz, che Israele uccide i bambini di Gaza per il loro bene.
Fedele a quel passo di Fossati a me così caro, riporto la frase in questione perchè possiate farvi un’opinione.
Talvolta penso, con rammarico, che forse tu non provi pena per la morte dei bambini di Gaza o di Israele, ma solo per la tua coscienza. Se infatti ti stesse a cuore il loro destino giustificheresti l’attuale operazione militare, intrapresa non per sradicare Hamas da Gaza ma per far capire ai suoi abitanti (e malauguratamente, al momento, è questo l’unico modo per farglielo capire) che è ora di smetterla di sparare razzi su Israele, di immagazzinare armi in vista di una fantomatica e utopica guerra che spazzi via lo Stato ebraico e di mettere in pericolo il futuro dei loro figli in un’impresa assurda e irrealizzabile.
La lettera è possibile leggerla tutta (e per capirne a pieno il senso va assolutamente letta tutta) perchè La Stampa l’ha pubblicata ieri.

Ieri D’Alema ha scritto una lettera a Repubblica per esporre la propria posizione sul conflitto in corso a Gaza, chiarire cosa pensa di Hamas e di Israele e replicare a Pacifici e alla Comunità ebraica di Roma che ha deciso di non invitarlo ad una manifestazione.
Come ho scritto rispondendo ad un commento ad un altro post, io nel merito la penso come Fassino (peraltro anche sulla scelta di Pacifici, ma questo è meno rilevante):
Bisogna chiedere ad Hamas di scegliere: se oggi non riconosce il diritto di Israele ad esistere è fuori dal processo di pace e se è fuori dal processo di pace dà ragione a chi lo definisce una organizzazione terroristica e basta. Se invece Hamas si comporta come l’ Olp nell’ 88 [anno in cui Arafat riconobbe lo Stato di Israele, n.d.r.] allora può diventare parte del processo di pace.
Quella lettera di D’Alema comincia richiamandosi alle posizioni di Abraham Yehoshua: Caro direttore, ho letto con emozione l’appello di Abraham Yehoshua che chiede una tregua a Gaza, subito…
Per chi fosse interessato a conoscere con maggiore precisione il pensiero dello scrittore israeliano, consiglio la lettura di un suo articolo comparso oggi su La Stampa.
Per giudicare equamente le parti occorre avere una visione complessiva dello stato delle cose. I palestinesi di Gaza sono da condannare per il loro supporto delle azioni criminali di Hamas mentre i loro fratelli in Cisgiordania meritano compassione e simpatia per il comportamento aggressivo e iniquo che Israele mantiene ai check-point e nelle colonie. Agli israeliani che attaccano Gaza per distruggere le basi di lancio dei razzi sparati sui civili va piena comprensione ma in Cisgiordania, nel contesto dell’occupazione, quegli stessi israeliani continuano a commettere prepotenze e angherie.
Certo che massimino in ’sto periodo è proprio iellato: gli scrittori israeliani amati in Italia sono tre, tutti e tre si sono espressi a favore di una tregua e lui chi ti cita per dimostrare che la pensa come un israeliano e dunque non ha sentimenti anti-israeliani? L’unico dei tre che il giorno dopo se ne esce con frasi come quella che ho riportato.
L’articolo va letto tutto: su Hamas dice parole precise e “di precise parole si vive”.
Appaiono meno felici i passaggi in cui l’autore usa gli intrecci generazionali per sgomitolare il filo rosso che dal fascismo porta agli Anni 70. Si rischia così di tagliare la storia con l’accetta dell’ideologia, un destino forse inevitabile quando di questa disciplina si fa un uso pubblico: e così la violenza diventa metastorica e quindi inspiegabile, il «vento dell’odio» una forma di tragico sentimento ineluttabile, la «guerra civile», che alla lettera puntellava i comunicati delle Br e le dichiarazioni di intenti di Potere operaio, un balsamo assolutorio per i reduci di oggi e gli sconfitti di ieri. In realtà, gli studiosi di storia sanno bene che gli uomini sono figli più dei loro tempi che dei loro padri, e storia e memoria sono due binari paralleli che corrono nella stessa direzione, ma sono destinati a non incontrarsi mai.
Miguel Gotor su La Stampa del 23 settembre 2008 ha scritto una bella recensione dell’ultimo libro di Roberto Cotroneo.
Ne riporto un brano perchè credo possa essere utile come contributo alla discussione su cosa sia “terrorismo”, che inevitabilmente viene fatta ogni volta che scrivo qualcosa sulle ultime uscite di Sofri.
Pochi giorni fa mi sono ritrovato a dire ad un amico giornalista che era tanto che non leggevo un’intervista in ginocchio come si deve (con l’amico ho usato un altro termine: un sostantivo maschile un po’ troppo volgare per ripeterlo qui).
Devo dare atto a Paola Mastrocola che un “colloquio” così nessun giornalista professionista avrebbe saputo farlo meglio. E nemmeno nessuna professionista di altro genere.
Scusate se torno su una “notizia” un po’ vecchiotta.
Lo faccio raramente, ma un post di uno dei migliori blogger che stanno su piazza merita l’eccezione.
E poi mi serve per introdurre quella che passerà alla Storia (di Champ’s Version, che vi credevate…) come “La Trilogia di Sarah”: tre post in serie dedicati alla Running Mate di McCain (che poi, se mi diventa Vice Presidente, sai come crescono gli accessi al blog…).
Io non mi sono mai creduto un Occhio particolarmente clinico; eppure, ve lo giuro, la prima volta che ho visto questo orrore ho pensato: vabbè, ma è un fake. Una bufala. Uno scherzo fatto con photoshop, se non direttamente con lo scotch. Cioè, ma l’avete vista per più di due nanosecondi? Non si vede chiaramente che quella faccia pentagonale è rudemente appiccicata su uno sfondo nero?
[continua su Leonardo]
Sull’editoriale di Famiglia Cristiana la penso come Luca Ricolfi: il fascismo non c’entra.
Detto questo, bisogna anche riconoscergli un merito enorme: quando ci ricapita piú l’occasione di vedere il partito di La Russa e Gasparri che querela qualcuno perché gli dá del fascista?
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