Archivio

Articoli taggati ‘Luigi Berlinguer’

Malascuola: il libro che avrei voluto scrivere io

Mercoledì 16 Settembre 2009 2 commenti

malascuolaGrazie al mio amico Gianni Gandola (lui ne parla qui) ho scoperto un libro che contiene molte delle proposte che i miei venticinque lettori hanno trovato da queste parti. Parlo di Malascuola, di Claudio Cremaschi, edizioni Piemme, 17,50 €.

L’autore immagina di essere Ministro dell’Istruzione e ci presenta la “sua” riforma. Non su tutto concordo, ovviamente, ma per la prima volta mi sono trovato di fronte ad una narrazione di una scuola possibile nella quale mi ritrovo moltissimo, a cominciare della scelta di un registro informale, ma non superficiale. Scelta rischiosa, ma a mio avviso perfettamente riuscita.

Se vorrete seguirmi, proverò a sintetizzare i contenuti del libro e a dirvi perché voterò certamente per il governo che proporrà Cremaschi come Ministro della Pubblica Istruzione.

Continua a leggere…

Parole “sante” a proposito dei docenti di religione

Sabato 15 Agosto 2009 Lascia un commento

La sentenza del TAR sui Prof. di religione la conoscete e quindi non la riprendo. Il primo commento sconsolato l’ho fatto su Facebook ed è la cosa che più mi allarma e preoccupa. Continua a leggere…

Cinque su cinque

Martedì 9 Giugno 2009 Lascia un commento

I risultati li commento più avanti.

Anticipo solo la soddisfazione per il fatto che i miei candidati sono stati eletti tutti.

Post-It europeo

Giovedì 4 Giugno 2009 2 commenti

Per chi voto io alle Europee è noto ai lettori di questo blog. Per chi voterei se fossi residente altrove, anche.

Per il Nord-Est, poi, ho un candidato speciale.

Scegliete democratico

Giovedì 7 Maggio 2009 5 commenti

Ieri vi ho parlato di questa iniziativa a mio avviso encomiabile, anticipando il mio voto per la circoscrizione nord-ovest. Nel votare mi sono accorto che posso indicare una preferenza anche per i candidati delle altre circoscrizioni: di seguito le mie scelte.

Nord-Ovest: Antonio Panzeri
Nord-Est: Luigi Berlinguer
Centro: Roberto Gualtieri
Sud: Gianni Pittella
Isole: Rosario Crocetta

Fatelo anche voi: leggete le risposte dei candidati e votate su scelgodemocratico.eu (c’è tempo fino al 12 maggio: affrettatevi!).

Cara Marta, su Luigi sbagli

Mercoledì 22 Aprile 2009 2 commenti

Questo post nasce come commento a uno di Marta sulla candidatura di Luigi Berlinguer alle Europee. Se è qui è perchè il tema è importante e va oltre il tema delle candidature.

Per correttezza nei confronti dei miei lettori, denuncio che mi lega a Luigi un’amicizia sincera. Per quel che può valere – lo dico per completezza di informazione – avrei preferito dicesse di no alla richiesta di Franceschini.

Ho sempre sostenuto che il problema del Pd fosse quello del ricambio, ma non generazionale tout-court. E questo pur appartenendo ad una generazione che avrebbe da guadagnarci da un ricambio siffatto.

Ho sempre pensato che non fosse un problema di carta d’identità e anche tu, (Marta), Pippo (Civati) e Ivan (Scalfarotto) avete sempre detto (e scritto) che non era così. Giudicare le persone per quello che dicono e propongono, non per la cordata alla quale appartengono, non per l’età che hanno: questo è il ricambio che voglio per il mio partito. E mi sembrava fossimo d’accordo.

Ci sono “giovani” (vista l’età di alcuni di loro le virgolette sono d’obbligo) che sono stati in questi anni in coda ad aspettare il loro turno, “giovani” che una volta arrivati al “potere” (altre virgolette d’obbligo visto che parliamo del Pd) sono sembrati i cloni dei loro predecessori. Alcuni di questi forse erano anche a Piombino.

Non basta autodefinirsi “nuovo” per esserlo. Questa la critica maggiore che chi chiede cambiamento ha dovuto sopportare. Reazioni come quelle che ho letto sul blog di Marta (che solitamente apprezzo) non fanno altro che dare ragione a quei critici.

Luigi ha accettato di levare qualche castagna dal fuoco al segretario del suo partito. Per “colpa” di questa sua scelta, chi sta combattendo una battaglia nel Pd per un profilo innovativo nella sua politica scolastica da oggi è più debole. In compenso, se Luigi sarà eletto, il partito e l’Italia avranno a Bruxelles – dove molto si decide per questo settore chiave per lo sviluppo del paese – una persona competente.

Un buon motivo per sostenerlo. O per lo meno per non criticarlo sulla base di quali canzoni ascoltava a vent’anni.

Scuola media: ripartiamo dal riordino dei cicli

Lunedì 16 Marzo 2009 1 commento

È vero che la scuola media è un punto delicato; stiamo però attenti a non usare espressioni catastrofiste, come ad esempio “buco nero”. Non dimentichiamo infatti che nella scuola media ci sono tante persone che lavorano bene e fanno ottime cose, e che pertanto vanno rispettate. Ciò detto, però, la scuola media in sé così com’è organizzata non va bene: è notevolmente arretrata, e per tanto va cambiata tutta, profondamente.

Luigi Berlinguer, su ilsussidiario.net

Su Il Sussidiario si è sviluppato nelle scorse settimane un interessante dibattito sulla scuola secondaria inferiore (le scuole medie).

Oggi interviene Luigi Berlinguer con una intervista che consiglio di leggere.

Il 5 in condotta, la stampa italiana e Lao Tzu

Martedì 3 Marzo 2009 Lascia un commento

Nei giorni scorsi sono stati resi pubblici i dati sul 5 in condotta nel primo quadrimestre e ad essi si sono accompagnati molti editoriali e commenti. Quasi tutti di un solo tenore: “finalmente!” hanno urlato gli opinion makers dello Stivale, isole comprese. Ognuno è libero di pensarla come crede, ovviamente, ma è triste constatare come la pubblicistica italiana si ostini a commentare le cose di scuola con superficialità e scarsa conoscenza dei fatti.

Non sono tra i detrattori del 5 in condotta: semplicemente trovo sproporzionato il peso che gli si vuol dare. Non mi riferisco al Governo: cavalca lo “spirito del tempo” e fa propaganda, in altre parole fa il suo mestiere. Ai vari cantori dei bei tempi andati (Citati, Mastrocola, Pirani…) neppure: non parrà loro vero di trovare il secondo Ministro consecutivo che fa proprie le teorie passatiste sulla scuola italiana da loro propugnate. Non mi preoccuperebbero neppure le posizioni dei giornali se la fase politica fosse caratterizzata da un’opposizione riformista che si assume l’onere di andare contro il suddetto “spirito del tempo” per proporre soluzioni utili alla modernizzazione del Paese.

Purtroppo così non è e dunque assume ancor più importanza la stampa. Prendiamo un editoriale a caso ma paradigmatico: quello del Riformista del 3 marzo, intitolato significativamente “Valore morale del 5 in condotta”. Vi si legge che la scuola ha bisogno di maggior rigore e condivido, che il voto in condotta è uno degli strumenti in mano al consiglio di classe e condivido.

Il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli e in questo caso i dettagli sono almeno tre: 1) il voto in condotta non è dato dal singolo docente, ma dal consiglio (e su questo torneremo); 2) non è vero che il voto di condotta è stato ripristinato perché non è mai stato abolito; 3) siamo nel primo quadrimestre e sono curioso di verificare nei giudizi finali quanti saranno gli studenti con un solo 5, quello in condotta, ovvero i bocciati per quella unica insufficienza.

Infatti ciò che cambia rispetto al passato è che con il 5 si può bocciare: l’arma in più non è il voto, ma la bocciatura a causa di quel voto. Il docente prima di questo provvedimento aveva altri modi per bocciare? Altri deterrenti? Si, il voto di merito, ad esempio. Quindi i docenti avevano questa possibilità, ma non la sfruttavano se hanno deciso di ricorrere in modo così massiccio a questo “nuovo” strumento. Perché? Ci sono tante spiegazioni possibili, io ne propongo due e nessuna delle due purtroppo ha un alto “valore morale”: perché il voto in condotta in quanto “collettivo” deresponsabilizza (uno dei limiti maggiori – la irresponsabilità – degli insegnanti poco motivati e poco professionali) oppure perché mette al riparo da possibili ricorsi (vera ossessione, mai abbastanza indagata, di docenti e dirigenti).

Dunque, il provvedimento in sè non è risolutivo e poco ha cambiato nella scuola italiana. Serve a sancire un principio? Bene, sancito! Ma non lo si faccia passare per un qualcosa di utile. Ma se la cosa è così poco importante, perché scriverne? Proprio per quanto dicevo all’inizio sul ruolo dei giornali. Compito di una stampa libera dovrebbe essere indirizzare l’opinione pubblica verso la pretesa di un Governo che della scuola si occupi veramente. Un Governo che vari la riforma delle Superiori troppe volte rimandata (anche da questa maggioranza), un Governo che valorizzi il merito e valuti gli insegnanti e le autonomie scolastiche.

Per spiegarmi meglio faccio un esempio: è in discussione alla Commissione competente il Pdl Aprea. Contiene alcuni provvedimenti positivi e altri negativi, ma indubbiamente ha un pregio: quello di mettere le mani là dove stanno i principali problemi della scuola italiana. Non tutte le soluzioni proposte mi convincono e alcune sono probabilmente impossibili di applicare, ma sarebbe bello che un decimo dell’enfasi data da maggioranza, opposizione e stampa al 5 in condotta e al grembiulino fosse dedicata al merito di quel provvedimento.

Solo così – sentendo la pressione dell’opinione pubblica – il Pd si asterrà dal fare barricate o proporre referendum sul nulla, concentrandosi sulla valorizzazione delle proprie proposte migliorative a un Pdl che rappresenta la prima vera riforma della scuola dai tempi di Luigi Berlinguer. Solo così – sentendo la pressione dell’opinione pubblica – un Ministro abituato a prendere decisioni solo sulla base di numeri (siano quelli dei sondaggi o quelli dei tagli imposti da Tremonti) non depotenzierà la portata riformatrice del Pdl Aprea e non ne ostacolerà il percorso per paura di farsi fare ombra dalla Collega. Solo così – sentendo la pressione dell’opinione pubblica – maggioranza e opposizione potrebbero raggiungere un obiettivo di portata storica: scrivere la prima riforma condivisa capace di resistere non tanto ai cambi di maggioranza (non ne vedo all’orizzonte), ma alle corporazioni sindacalizzate, ai centralisti di ogni colore, alle resistenze di Viale Trastevere.

Ovviamente un obiettivo così non può gravare solo sulle spalle di un giornale, ma ciascun giornale può dare un contributo. E se convincerà anche un solo italiano che non è il caso di rimpiangere la scuola di sessanta anni fa, ma casomai di pretendere dalla classe politica la capacità di disegnare quella dei prossimi trenta, avremo fatto un primo passo avanti. E Lao Tzu ci ha insegnato che “un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo”.

Saper fare la scuola

Venerdì 24 Ottobre 2008 3 commenti

Vi segnalo una bella occasione per discutere di scuola. L’occasione è data dalla presentazione (qui la locandina) del volume Saper fare la scuola di Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe, ed. Einaudi. Saranno presenti oltre agli autori, Luigi Berlinguer, Alessandro Cavalli, Ferruccio De Bortoli, Gian Arturo Ferrari.

L’incontro si terrà alla Casa della Cultura di Milano il 27 ottobre alle 18,30.

Ovviamente siete anche tutti invitati ad acquistare il libro, che con i dirittti d’autore il babbo ha promesso di affittarmi un ombrellone a Milano Marittima.

La Scuola di Luigi

Lunedì 29 Settembre 2008 7 commenti

Gli insegnanti sono in apprensione ed è comprensibile quando è in gioco il posto di lavoro. E senza il loro consenso non passa nessun cambiamento. La nostra scuola, però, ha estrema necessità di una mutazione profonda che non si ottiene difendendo lo status quo, ma guardando al futuro.

da la Repubblica di ieri

Della squola ho detto qui, della Scuola potete leggere qui.