Una tesi circola in queste ore negli ambienti democratici, sostenuta in particolare dal gruppo dirigente più vicino a Bersani: il MoVimento 5 stelle sarebbe una sorta di “costola della sinistra” e il PD “non ha vinto” (quindi ha perso, diciamo noi) perché non ha abbracciato sufficientemente la svolta identitaria, vero simbolo dell’attuale segreteria. Gli stessi otto punti approvati dalla Direzione di mercoledì risentono pesantemente di questa analisi.
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Ancora su #opendirezione
La proposta di Emanuele di mandare in diretta su YouDem la prossima direzione del PD è stata ripresa da molti. Marco Esposito, Ivan Scalfarotto e Pippo Civati tra gli altri.
Grillo coglie un malessere? Vero, ma ciò non toglie che sia poco democratico
Se ne dicono molte sul MoVimento di Beppe Grillo (a proposito, pare sia proprio suo: nel senso che gli appartiene). Oggi ad esempio sentivo un commentatore in radio che lo paragonava alle tante liste civiche che si candidano alle Amministrative e che quindi si sgonfierà alle Politiche. E magari lo pagano pure per dire certe stupidaggini… M5S è esattamente il contrario della lista civica, dato – ad esempio – che i programmi dei candidati sindaco sono pressoché identici in ogni comune.
Siete solo dei grillini scodinzolanti
Leggo da Repubblica.it che Grillo è tornato ad intimare il no alla TV.
“Se il Movimento 5 Stelle avesse scelto la televisione per affermarsi, oggi sarebbe allo zero qualcosa per cento. Partecipare ai talk show – spiega Beppe Grillo sul suo blog, dopo aver assistito alla trasmissione con Paolo Putti a Ballarò – fa perdere voti e credibilità”.
Un primo commento su #amministrative2012
Ieri e domenica si è votato per i Comuni: com’è noto con la riforma Bassanini, è dato molto potere a Sindaco e Giunta e il sistema elettorale che tende a personalizzare lo scontro sui candidati sindaco, i cui vincitori – trattandosi di elezioni a doppio turno – conosceremo per lo più tra quindici giorni. Questa premessa per dire che qualsiasi giudizio sulla portata reale di questo turno elettorale è in per alcuni versi prematuro. Due dati però possiamo iniziare a valutarli: l’affluenza alle urne e il riconosciuto successo di Beppe Grillo.