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Articoli taggati ‘Maestro Unico’

Autonomia e maestro “unico”

Giovedì 24 Settembre 2009 Lascia un commento

Torna d’attualità l’autonomia delle istituzioni scolastiche, come opportunità connessa all’applicazione della norma sul maestro unico, voluta dai ministri Tremonti e Gelmini per ridurre le spese e migliorare la qualità dell’insegnamento. Sul raggiungimento del primo obiettivo nessuno ha mai avanzato dubbi, tanto evidente è subito apparso il nesso tra l’abolizione dei moduli e la riduzione del numero dei maestri e delle relative retribuzioni a carico del bilancio dello Stato. Circa il secondo obiettivo, l’incremento della qualità della didattica, i dubbi furono tanti mentre le certezze si basavano su valutazioni non sottoposte a verifica o su ricordi personali di un passato scolastico ingentilito dalla memoria. Oltre alle ragioni riguardanti il risparmio e a quelle di natura pedagogica, militava a favore del maestro unico anche la supposta preferenza delle famiglie. Ma, alla prova dei fatti…

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Scuola: sinistra rimandata a settembre

Giovedì 9 Luglio 2009 Lascia un commento

Come si è scritto da queste parti più volte (ad esempio qui, ultimo paragrafo), nessuna legge dello Stato italiano avrebbe potuto imporre il maestro unico fino a quando rimarrà in vigore la tanto vituperata (da certa “sinistra” e dai burocrati ministeriali) Autonomia scolastica.

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Danni collaterali del maestro unico

Martedì 4 Novembre 2008 2 commenti

Il video che segue è la quarta parte della trasmissione Sorci Verdi dedicata alla scuola (le altre parti le trovate qui).

Lo segnalo per una chicca che potrete sentire intorno al minuto 5′01″. Matteo Oriani, un giovane di Forza Italia, parla dei dati OCSE sulla scuola e afferma: “Quindi l’OCSE sbaglia? L’OCSE, l’Università di Pisa…”.

Che si riferisca a OCSE-PISA? Dove PISA però sta per Programme for International Student Assessment

Mi sa che Oriani ha avuto il maestro unico.

Il topolino è stato partorito

Mercoledì 29 Ottobre 2008 Lascia un commento

E fu che la montagna di una riforma annunciata partorì il topolino di otto miliardi di tagli indiscriminati.

“La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Il ministro ha ricordato che “provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l’introduzione dell’educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l’introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani”. “Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare per il sostegno al provvedimento”, ha concluso.

da repubblica.it

Prima annuncia il maestro unico, poi si corregge: “maestro prevalente”. Dopo la conferenza stampa con Berlusconi (si, quella del “mando le forze dell’ordine a sgomberare le scuole”, “non ho mai detto che avrei mandato la polizia a sgomberare le scuole”), conferenza nella quale il premier parla di nuovo di maestro unico, la ministra per evitare di contraddirlo supera se stessa: “abbiamo introdotto il maestro unico prevalente“. Ora -dopo l’approvazione definitiva del Decreto Gelmini Tremonti- si torna a parlare di maestro unico tout court. Chiedo solo una cosa al Ministro: si metta d’accordo con se stessa.

Sul resto poco da dire: “voto in condotta contro il bullismo”? forse meglio le aspirapolveri quanto ad efficacia; “voto al posto dei giudizi”? se qualcuno mi spiega perché “sei” sarebbe meglio o peggio di “sufficiente” posso almeno decidere se questo provvedimento va annoverato tra quelli per la serietà, tra quelli per il merito o tra quelli per l’educazione.

Resta il rammarico che delle tre parole d’ordine con le quali Gelmini ha esordito (merito, autonomia e valutazione), l’autonomia sia stata sostituita dalla serietà e la valutazione dall’educazione. O è la serietà ad aver sostituito la valutazione e l’educazione l’autonomia? Il ministro non lo dice: forse aspetta la prossima conferenza stampa del premier per evitare di contraddirlo nuovamente…

Per bocciare occorre il voto unanime del maestro unico

Martedì 7 Ottobre 2008 11 commenti

Il Governo pone la fiducia su un maxi-emendamento al Decreto Gelmini Tremonti. Tra le novità introdotte, il fatto che per bocciare alle elementari non basterà avere un solo cinque in pagella, come previsto in precedenza dal decreto, ma servirà il “voto unanime del corpo docente”.

O si pensa che i maestri unici diventeranno tutti schizzofrenici, oppure non comprendo la differenza rispetto a prima.

Gli esegeti poco esigenti

Venerdì 19 Settembre 2008 Lascia un commento

In queste settimane Tuttoscuola sta svolgendo una funzione molto utile: quella di esegeta del Gelmini pensiero. Di ieri questa nota che risponde a una delle domande più ricorrenti tra gli addetti ai lavori. Infatti il decreto che istituisce il cosiddetto maestro unico non è chiarissimo a riguardo: la classe a 24 ore sarà un obbligo o una possibilità? Secondo gli esegeti del Ministro una possibilità.

Le famiglie avranno una più ampia possibilità di scelta: potranno scegliere gli attuali modelli di 27-30 ore e quello a 24 ore con il maestro unico, oltre naturalmente al tempo pieno.

E se tutti scegliessero il modello a 30 ore? Come farebbe il povero Tremonti a risparmiare? Non preoccupatevi Tuttoscuola ha una soluzione per tutto.

Occorre calibrare la distribuzione di posti, in base alle disponibilità effettive e governare la domanda in modo da farla coincidere con l’offerta.

Una bella idea di servizio pubblico: governare la domanda per farla coincidere con l’offerta! Non sarebbe meglio il contrario? Ad esempio assegnando le risorse sulla base della domanda effettiva? Sono disposto a scommettere che anche così si riuscirebbe a risparmiare non poco.

Purtroppo la strada scelta dal Governo è il taglio indiscriminato, quando sarebbe stato molto meglio (ma più doloroso in termini di consenso, lo riconosco) procedere riequilibrando le risorse tra aree del paese e tra grandi e piccoli centri.

Maestro unico: ecco dove prende i soldi

Venerdì 5 Settembre 2008 Lascia un commento

Dicevo che, ancora più interessante, è la lettura del secondo comma di quello stesso articolo. Quello che dice dove prende i soldi i per pagare le 2 ore settimanali di lavoro in più dei maestri. Leggiamolo.

Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

Cosa vuol dire? La parola chiave evidentemente è “Comma 9″, rammentatela. perchè il malloppo è lì. Io faccio una breve premessa e ve lo dico subito cosa vuol dire.

Nel presentare la manovra il Ministro ha più volte affermato che avrebbe fatto dei tagli sì, ma che avrebbe reinvestito parte dei risparmi nella valorizzazione del merito (la prima uscita della Gelmini fu questa, ricordate?).

Nella manovra approvata ad agosto aveva mantenuto l’impegno.

Una quota parte delle economie di spesa  e’ destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola.

Eccoli dunque i soldi promessi per “adeguare agli standard europei” gli stipendi degli insegnanti italiani; eccoli i fondi per la “valorizzazione del merito”. E voi -malfidenti- che pensavate che la Gelmini ci prendesse per i fondelli…

Tutto a posto quindi? Purtroppo no. Infatti -lo avrete capito- tutte queste belle cose sono scritte proprio in quel “Comma 9″, quello dal quale saranno presi i soldi per pagare le famose due ore aggiuntive. Pagate quelle rimarrà ben poco per il merito, l’adeguamento agli standard e compagnia cantando…

Sviluppo professionale della carriera ritenta, sarai più fortunato.

Necessità e urgenza del maestro unico

Giovedì 4 Settembre 2008 8 commenti

Una domanda ricorrente in queste ore è perchè l’introduzione del maestro unico sia stata fatta per decreto, visto che sarà attuata dall’anno scolastico 2009-2010. Come sapete il ricorso al decreto è ammesso solo “in casi di necessità e urgenza” e francamente il 2009 è lontanuccio…

Alcuni ci hanno visto anche un giallo, ma io sono in grado di svelarvi che non c’è nessun giallo.

Leggiamolo -dunque- questo decreto 137/2008 (art. 4, comma 1).

Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. [...]

Quei numeretti che leggete rimandano non ad una legge qualunque, ma alla manovra economica del governo, quella che deve risparmiare non ricordo quanti fantastiliardi nel comparto scuola.

Ecco quindi svelate le ragioni di urgenza: non riguardano il provvedimento in sè, com’era evidente, ma le ragioni per le quali il provvedimento è stato preso: il risparmio. Quanto denunciavo qui con un artificio retorico in fondo era già stato ammesso dallo stesso ministero scrivendo il decreto.

D’altra parte comprendo le ragioni della Gelmini: se fossi stato commissariato da Tremonti e avessi alle costole un mastino come lui che continua a chiedermi quattrini avrei anche io “necessità” e “urgenza” di procedere.

Svelato il “mistero” del decreto, trovo ancora più interessante la lettura del secondo comma di quello stesso articolo. Infatti oggi i maestri lavorano 22 ore settimanali e dal 2009 dovranno lavorarne 24. Dove vengono presi i soldi per pagarli?

Ce lo dice proprio il secondo comma. Ma dovete aspettare fino a domani.

Scuola: le indagini leggetele tutte

Lunedì 1 Settembre 2008 1 commento

Giustamente si citano spesso alcune ricerche internazionali che collocano il nostro paese agli ultimi posti in graduatoria. E le si cita per sostenere che la scuola italiana non funziona e andrebbe riformata.

Chi mi legge con continuità sa che sono d’accordo. Non solo per i risultati delle ricerche internazionali, ma anche per dati reali, sulla carne viva delle persone. Ne cito uno perchè a mio avviso è il più eclatante: informatevi su quanti sono i ragazzi che non arrivano nemmeno alla qualifica triennale, cioè –per dirla in volgare- interrompono gli studi senza nulla in mano. A Milano, ad esempio, siamo intorno al 20%!

Dunque penso anche io che la scuola secondaria italiana avrebbe bisogno di cambiamenti radicali e la retorica di chi si nasconde dietro al “cacciavite” (Fioroni) o al “rispetto delle famiglie” (Gelmini) nasconde incapacità o non volontà politica di affrontare il tema scuola, se non con piccole correzioni.

La scuola deve cambiare profondamente: altro che piccoli ritocchi! Purtroppo per farlo servirebbe un lavoro di lunga lena perché sono tali e tanti i soldi che bisognerebbe investire che occorrerebbe un consenso fortissimo dell’opinione pubblica.

Ma torniamo alle ricerche internazionali. L’unica che viene ricordata è la OCSE-PISA, che riguarda le capacità dei quindicenni. Però ce ne sono altre di ricerche. Altrettanto autorevoli, altrettanto internazionali, come l’indagine PIRLS (qui la presentazione dei risultati 2006 in pdf), che studia le capacità di lettura dei bimbi di 9-10 anni: siamo a livelli di eccellenza.

Se le ricerche internazionali vanno bene per dire che la scuola secondaria non funziona (o che i terroni sono ignoranti), perché non vanno più bene per ammettere che la scuola primaria del tempo pieno e dei moduli invece funziona? Perchè distruggere un impianto che dà risultati?

Se il problema è risparmiare (e il problema è risparmiare: lo sappiamo tutti) lo si dica con chiarezza, senza tirare in ballo i pedagogismi e le ideologie del ‘68 come ha fatto la ministra.

E se non ci sono soldi, ci si pensi due volte prima di abolire l’ICI, assumere alle Poste i dipendenti Alitalia o obbligare le Amministrazioni pubbliche a mandare la visita fiscale fin dal primo giorno di malattia.

Progettare o rimpiangere?

Mercoledì 2 Luglio 2008 2 commenti

Una tipologia di persona che interviene su ciò che riguarda la scuola di cui su questo blog si è parlato molto è Il Nostalgico, quello che rimpiange la scuola che ha fatto lui, che ovviamente era l’unica a funzionare veramente. Questo personaggio ideale ha due miti ricorrenti: la maestrina dalla penna rossa e il grembiulino.

Da queste parti si continua a preferire chi progetta la scuola del futuro a chi rimpiange quella del passato, ma deve essere un mio limite.