Pier Luigi Bersani

Quale coalizione?

Facciamo allora un coalizione di emergenza democratica, reclutiamo le migliore competenze giuridiche e occupiamoci delle cose fondamentali: legge elettorale, una buona norma sul conflitto d’interessi e sul sistema informativo. Poi, ognuno per la sua strada

Ora che finalmente (nel senso letterale del termine, buon ultimo) è arrivato anche il Grande Narratore a proporre la grande alleanza  ribattezzata per l’occasione CED, Coalizione di Emergenza Democratica, temo proprio che dovrò decidermi a condividere anche con i miei venticinque lettori cosa ne penso.

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Il peggior Berlusconi

C’è un argomento che viene usato spesso in questi giornate particolari per la democrazia italiana. Di solito chi lo utilizza lo fa partendo da un pensiero molto acuto di Giorgio Gaber: “mi preoccupa non Berlusconi in sè, ma Berlusconi in me”. Molto acuto anche in considerazione del fatto che – come capita solo agli intellettuali veri – lui l’aveva detto in anni nei quali lo diceva solo lui.

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Il Pd tra Buffalo Bill e la locomotiva

Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi:
la locomotiva ha la strada segnata,
il bufalo può scartare di lato e cadere.

Da queste parti si è sempre sostenuto che il Pd dovrebbe fare il proprio, limitando al giusto il peso che dà alle mosse di avversari e alleati a volte troppo competitivi. Lo si è sempre detto perché penso sia giusto, perché penso che un “partito di governo provvisoriamente all’opposizione” fa così, perché così ho sempre interpretato la vocazione maggioritaria. Non penso che questa sia la tattica giusta, ma la strategia giusta. Ovvero ciò che ci consente di comunicare coerenza e credibilità, unite a competenza e contemporaneità. E a comunicarle con un pizzico di cattiveria, se ci riusciamo.

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Bersani fa rima con Romani. Peccato.

La mia idea su cosa dovrebbe fare “di più” il Pd nella vicenda Mirafiori l’ho riassunta qui. E – parlandone un paio di giorni fa con un democratico eccellente – a proposito di quanto detto nel punto 2 (“o si appoggia la proposta di Ichino e altri, oppure se ne presenta subito una diversa e altrettanto credibile”) ho aggiunto che fare quell’operazione, piuttosto che trincerarsi dietro il fatto che è materia che devono prima di tutto sbrogliarsi i sindacati con le associazioni datoriali, ci avrebbe dato un enorme vantaggio sulla destra.

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