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Articoli taggati ‘Vigilanza RAI’

Un Presidente, una garanzia

Mercoledì 4 Febbraio 2009 Lascia un commento

Zavoli è il nuovo Presidente della Vigilanza. Della vicenda ho già ampiamente detto e non ci torno.

Mi preme invece sottolineare la bontà di una scelta indubbiamente di garanzia. Invitato a pronunciarsi su una prima spinosa vicenda (quale non è importante), il Nostro ha così risposto:

Io rappresento un principio e un monito, un messaggio al Paese: se il Parlamento vuole è in grado di risolvere i suoi problemi, la politica può decidere, e c’è molto bisogno di politica quando la politica stessa sembra voltarci le spalle.

Quale garanzia migliore di chi, interrogato, parla per sentenze?

Ora capisco molte cose

Martedì 9 Dicembre 2008 2 commenti

Commentando la richiesta di aprire un’istruttoria su Che tempo che fa fatta da Gasparri, Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza, ha dichiarato:

Gasparri cerca di legittimare la presenza di Villari alla guida della commissione sollecitandone l’intervento anche se tutti sanno che il Paese è in attesa che Villari si dimetta.

Se Gasparri e Villari si commentano da soli, un pensiero a parte merita il buon Morri.

Il fatto che il Capogruppo del Pd in Vigilanza, cioè colui che presumibilmente ha avuto un ruolo di primo piano nel gestire l’intera vicenda, sia convinto che “il Paese è in attesa che Villari si dimetta” spiega molte cose sul perchè oggi Villari sia il Presidente della Vigilanza. E anche sul perchè non si dimette.

Scommettiamo che…

Giovedì 4 Dicembre 2008 Lascia un commento

Petruccioli ha affrontato anche il nodo della commissione di Vigilanza Rai (legato alla decisione di Riccardo Villari di non dimettersi, nonostante Pd e Pdl avessero trovato l’accordo sul nome di Sergio Zavoli): «La situazione non è normale, quindi in caso di stallo il consiglio di amministrazione farà le nomine operative che sono in sospeso per l’azienda».

da corriere.it

Se veramente il CdA comincia a fare le nomine, scommettiamo che Villari si dimette?

Preferisco discernere: Latorre non è Binetti

Giovedì 20 Novembre 2008 2 commenti

Non capita quasi mai quindi lo dico qui e non nei commenti da lui. Credo che la posizione di Ciccio Cundari espressa qui sia imprecisa. Ma è una di quelle imprecisioni che rendono il concetto espresso non condivisibile. Vado a spiegare perchè.

Anche io penso che non si possano metere le braghe al mondo (e non per paura del boomerang da lui invocato, ma perchè se uno è laico lo è sempre non solo quando parla il Papa), ma secondo me i casi che vengono citati (Binetti, Bassanini, Villari e Latorre) sono molto diversi tra loro e dunque meriterebbero opinioni diverse: accomunarle rischia di far pensare che si vogliano assumere posizioni pilatesche. Chi li mette insieme è piuttosto chi li vede tutti parte di uno stesso disegno “inciucista”, chi li mette insieme è chi pensa che queste persone abbiano in realtà commesso tutti lo stesso crimine: intelligenza col nemico.

Personalmente ho il difetto che preferisco discernere e dunque mi sono fatto opinioni diverse. E (a scanso di equivoci meglio precisarlo subito) nessuna di queste mi porta ad invocare epurazioni.

Binetti ha espresso opinioni incompatibili con la “linea” del partito che l’ha eletta in Parlamento, lo ha detto (non smentito da alcuno) il segretario di quel partito. Una persona coerente uscirebbe da quel partito, ma evidentemente se si preferisce fare una battaglia dall’interno nessuno può impedirglielo. Fu assai più grave l’atto di votare contro la fiducia al Governo Prodi e questo non impedì al Pd di nominarla in Parlamento.

Bassanini ha ricevuto un incarico dal Governo. Bassanini non è eletto per il Pd da nessuna parte, non ha incarichi di partito. Parliamo di un professore di sinistra, professionista serio ed affermato che riceve un incarico dal Governo. Dal Governo del paese, mica da Forza Italia. Non vedo il problema.

Su Villari già ho detto.

E veniamo così a Latorre. Il problema del comportamento di Latorre non è l’intelligenza col nemico, non è il fatto che pensi che sulla vicenda Vigilanza RAI il Pd abbia inanellato una serie di bischerate che lo hanno portato in un vicolo cieco, non è il fatto che il Pd (il Pd, mica Latorre) ha prima portato in Parlamento e poi messo in Vigilanza uno che prima dice una cosa (“mi dimetto quando ci sarà una soluzione condivisa”) e poi -ammesso che lo faccia- ci mette tre giorni per farlo.

Il problema di Latorre non è nulla di tutto questo nella misura in cui intuisco che ha fatto quello che ha fatto perchè sta conducendo una battaglia politica. Una battaglia politica legittima, condivisibile (almeno da me condivisa) per il superamento di certi riflessi pavloviani (“nessun nemico a sinistra”), per il superamento dell’abbraccio mortale con Di Pietro, per un partito meno antiberlusconiano. Il problema del comportamento di Latorre, per quanto mi riguarda, sta in quel verbo “intuisco”, sta nel fatto che lui pensa che sia “utile alla causa” passare un bigliettino a Bocchino, sta nel fatto che non ha dato battaglia (pubblica battaglia!) perchè prevalesse il buon senso in tutta questa vicenda.

Latorre non è un Senatore qualsiasi, ma un dirigente del partito e del Gruppo: la prossima volta non passi bigliettini, ma abbia il coraggio di provare a mettere in minoranza chi sostiene una candidatura come quella di Orlando a qualunque costo. Chieda al Gruppo di votare e vinca (o perda) la sua battaglia alla luce del sole. Che è meglio di quella dei riflettori di uno studio di La7.

Non a caso.

Mercoledì 19 Novembre 2008 8 commenti

Il Pd ha commesso un errore madornale ad insistere su Orlando presidente della Vigilanza RAI.

Non a caso quando ha chiesto a Di Pietro una rosa di nomi la situazione si è sbloccata con l’elezione di Villari. La storia non si fa con i se, ma certamente mesi fa una soluzione Villari sarebbe stata meno “praticabile”, diciamo.

Villari bene faceva a dire “resto finchè non si trova una soluzione condivisa”, mostrando così attenzione per il buon funzionamento del Parlamento.

Non a caso -dopo che lo ha detto- L’Italia dei Valori ha fatto il beau gest per non restare col cerino in mano.

PdL e Pd bene hanno fatto a trovare un accordo su una persona come Zavoli: una soluzione win-win per i due partiti visto che il primo così cancella ogni ombra di sospetto sul proprio agire e il secondo si libera dell’incubo di un nuovo caso De Gregorio.

Non a caso tutti i principali esponenti dei due partiti si sono pubblicamente spesi e/o complimentati.

Una soluzione win-win per i due partiti, ma non per il povero Villari che perderebbe prestigio, soldi e visibilità politica e mediatica.

Non a caso non si è ancora dimesso.

Ora dico anche io “dimettiti”

Martedì 18 Novembre 2008 Lascia un commento

Per il BVZW e il suo partito (che poi è anche il mio) si apre uno spiraglio. Ieri dicevo che non si possono pretendere da altri “gesti nobili o passi indietro”. Beh, pretendere magari no, ma prendere atto di una botta di culo sarebbe cosa buona e giusta.

Villari: pensaci tutte le ore che vuoi, ma poi dimettiti.

P.S. [delle 17.59]: se poi va a finire veramente con Zavoli alla Vigilanza, bisognerà che qualcuno dia atto al PdL e a Villari di aver trovato il modo per risolvere la situazione.

La soluzione. Per molti ma non per tutti.

Lunedì 17 Novembre 2008 Lascia un commento

“Penso di non essere il problema, ma la soluzione” ha detto Riccardo Villari, prima di entrare nella sede del Pd per l’incontro appena conclusosi con Veltroni e Franceschini.

La soluzione? Beh, dipende dai punti di vista. Per il Pdl? certamente si, visto che ora potrà procedere con le nomine in RAI; per l’IdV? certamente si, visto che così potrà continuare a fare del vittimismo e dell’allarmismo la cifra dell’opposizione a questo governo.

Per il Pd? certamente no. Ma se uno se le cerca, poi non può pretendere che altri lo levino dagli impicci con gesti nobili o passi indietro.

Oppur…

Giovedì 13 Novembre 2008 Lascia un commento

…si sono mossi prima loro.

Eppur…

Giovedì 13 Novembre 2008 Lascia un commento

si muove.

Ufficiale: Soro pensa che siamo cretini

Mercoledì 15 Ottobre 2008 1 commento

“Non è comprensibile – prosegue Bocchino – che il centrosinistra pretenda di imporre un nome per la vigilanza Rai e, allo stesso tempo, metta veti su un’elezione che spetta palesemente alla maggioranza”. Ora, avverte ancora l’esponente della maggioranza, “il percorso è molto più accidentato”. “Noi non abbiamo mai messo in relazione le due cose“, ha poi spiegato Soro precisando la posizione del Pd circa la possibile mediazione sulle nomine. “Tra ieri e oggi – ha aggiunto – abbiamo valutato e approfondito la candidatura di Pecorella senza pregiudizi”.

da repubblica.it

“Noi non abbiamo mai messo in relazione le due cose”? No ma dico, Soro, ci prendi per il culo? Ma li leggi i giornali? E i lanci di agenzia con le dichiarazioni a Youdem Tv di un tizio che dovresti conoscere?