Ecopass: le cose che cambierei

Oggi a Milano è il primo giorno di Ecopass e da queste parti non si parla d’altro. La maggior parte delle critiche è con argomenti del tipo “non è giusto che chi paga può inquinare”. La mia risposta è semplice: è giusto che chi inquina paghi. È finalmente sancito un principio che io reputo sacrosanto. Le mie critiche al provvedimento sono diverse e di due tipi: alcune relative all’impianto generale, per così dire strutturali, altre relative alla sua messa in pratica.

In questo intervento mi concentro sulle prime. Gli errori che definisco strutturali commessi dal Sindaco Moratti sono a mio avviso due: si è scelto di procedere con una pollution charge e non si è attribuito in modo corretto il ricavato della tassazione.

A parte che definire l’Ecopass pollution charge presta il fianco alle critiche che ho riportato sopra, reputo che il termine sia proprio sbagliato dal punto di vista culturale: il problema dell’inquinamento non può essere affrontato con un provvedimento di questo tipo per diversi ordini di motivi. Ne cito alcuni:

  • perché solo una parte (secondo alcuni assai minoritaria) dell’inquinamento dipende dalle auto;
  • perché solo metà dei veicoli è interessata dal provvedimento (stima del Comune, secondo me molti di meno);
  • perché la tassa non è proporzionale a quanto si inquina.

La questione su cui incide un provvedimento di questa natura è piuttosto la congestione. Infatti chi dovesse essere dissuaso dall’entrare nella cerchia dei bastioni continuerebbe ad inquinare (anche l’aria che sta dentro la cerchia), ma indubbiamente smetterebbe di congestionare il centro.

Decongestionare il centro è un obiettivo auspicabile? Secondo me si. L’ecopass è efficace? Secondo me non abbastanza: non è togliendo il 10% (sempre stime comunali) delle vetture dalla circolazione che si risolvono i problemi di congestionamento.

Perché decongestionare è un obiettivo? Ad esempio perché un centro liberato dalle auto (non solo in circolazione, ma anche parcheggiate) consentirebbe ai mezzi pubblici di muoversi più velocemente e così a chi decide di pagare e muoversi ugualmente in auto, ottenendo però l’obiettivo che diminuendo il traffico, questi inquinerebbero molto meno.

Perché l’Ecopass non è adatto allo scopo? Proprio perché è pensato (e dunque organizzato, normato) come pollution charge e non come congestion charge. Se il punto è tassare chi congestiona, non ha senso esentare ad esempio Euro 3, Euro 4 e motorini e far pagare solo 2 Euro ad alcune categorie di veicoli. La tassa dovrebbe riguardare tutti i veicoli (esentando solo elettrici e ibridi come forma di incentivo all’acquisto) e dovrebbe essere uguale per tutti, anche in considerazione che per i veicoli significativamente più inquinanti (Euro 0 e Diesel Euro 1) è già in vigore il divieto assoluto di circolazione per sei mesi l’anno.

Questa la prima obiezione di carattere generale, la seconda riguarda come vengono utilizzati questi introiti. È indubbio infatti che i comuni dell’hinterland subiscono un danno da un provvedimento del genere; di conseguenza dovrebbe esserci l’impegno a investirli in interventi su scala metropolitana (io opterei per l’aumento delle corsie preferenziali e ciclabili e per il biglietto unico, ma sono proposte valide come possono esserle altre) che supportino i Comuni più piccoli e che li facciano sentire partecipi di un impegno così importante per la salute di noi tutti.

In conclusione, credo che non abbia senso criticare il provvedimento all’insegna del “benaltrismo” (prima di procedere con un intervento così ci vuole ben altro: dieci linee di metrò, milioni di chilometri di piste ciclabili, piani ventennali per cambiare le abitudini dei milanesi… cose così), ma si debba spingere la Giunta ad avere più coraggio.

Non serve “ben altro”, serve “altro”. Non ha senso accusare questa Amministrazione di aver fatto il passo più lungo della gamba, ma al contrario di averlo fatto troppo corto: più efficace sarebbe un provvedimento che disincentivi molto di più (in sintesi ticket molto più costoso -magari questo sì come a Londra- e per tutti, residenti compresi) e un impegno ad utilizzare gli introiti per investimenti decongestionanti in tutta l’Area Metropolitana.

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