Tre rondini non fanno primavera

Sofri Jr. torna oggi su un tema sul quale “polemizzammo” qui e questo mi dà lo spunto per ribadire un particolare a mio avviso rilevante, ma anche per aggiornare il mio pensiero. Dice Luca (il grassetto è mio):

Diventa interessante a questo punto segnalare che quando due anni fa cominciammo a chiedere attraverso una modesta proposta che si facesse il PD con una generazione nuova, in una lista di nomi a titolo di esempio c’erano già molti di quelli di cui si parla adesso – Pippo Civati, Marta Meo, Matteo Renzi -, a ulteriore conferma che la domanda “dove sarebbero questi giovani?” è sempre stata strumentale e poco informata.

Quella domanda lì certamente lo è sempre stata, ma trovo assai più rilevante ragionare del perchè una generazione nuova non si sia mai fatta carico dell’onere di provare a prenderselo il “potere”. Il tema è rilevante soprattutto se si vogliono indagare le cause alla base dell’immobilismo italiano e della inamovibilità della sua classe dirigente, non solo politica.

Oggi alcune cose sono cambiate. In meglio. Ad esempio uno dei tre “giovani” citati (virgolette d’obbligo, visto che parliamo di gente con più di trent’anni) il salto ha provato a farlo e gli è pure riuscito bene. E anche gli altri due sembrano intenzionati a dare battaglia (almeno a giudicare dalla lettura dei loro blog).

Ma questa considerazione positiva non può far velo ad una seconda: la prassi resta un’altra.

2 pensieri riguardo “Tre rondini non fanno primavera

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