Discutere. E capire le cose

Oggi Luca Sofri scrive un post molto condivisibile intitolato “Con che fessi stare” dove tra le altre cose si legge:

Ma c’è una cosa che trovo parimenti stupida e superficiale nelle argomentazioni craxiste e anticraxiste: ed è la pretesa che le colpe morali e legali e politiche non possano aver convissuto con delle visioni riformiste e lucide.

Non discernere è da fessi, ci dice Sofri Jr., e conclude che “l’alternativa [ad essere fessi] sarebbe stata discutere e capire le cose, ma ormai è tardi”.

Questa conclusione mi permette di tornare su un tema che in parte ho già affrontato in questo post. Non credo, infatti, che questa mancanza di volontà o di capacità di “discutere e capire le cose” sia una cosuccia che ci possiamo permettere di archiviare con un “ormai è tardi”. So, perchè me lo ha scritto, che Luca si riferiva al caso singolo, convinto che – su Craxi – sia ormai tardi per salvarci da uno scontro tutto ideologico (e quindi da fessi, ribadisco io), meglio concentrare gli sforzi sul presente e il futuro.

Comprendo il senso, ma non so se sia giusto mettere un punto e andare a capo. Lo dico perché sono le nostre generazioni quelle che mi interessano (quella di Luca, la mia, quella di chi ha oggi venti o trent’anni), generazioni che da un lato hanno meno “colpe” (a differenza dei loro padri non hanno “rimosso”, ma più banalmente non c’erano se non di sbieco), ma dall’altro molte di più perché non hanno l’attenuante dell’essere stati parte in causa di uno scontro feroce. Non voler “discutere e capire” (e non riguarda solo craxi, ovviamente) è una sorta di peccato originale che si perpetua ogni giorno e ci impedisce di andare avanti, ci fa fare politica con la testa sempre rivolta all’indietro. Senza forse renderci conto che è anche per questo che i nostri padri non lasciano il passo: se il piano dello scontro è il passato (anche se – nemmeno sempre, peraltro – attualizzato) chi meglio di loro lo può interpretare?

Ecco, Luca, sono d’accordo sul fatto che sia necessario non fare lo stesso errore dei “fessi”, non discutere ossessivamente del passato, ma non credo che la strada possa essere intrapresa senza aver prima saldato qualche conto. Senza aver ammesso (almeno a noi stessi) che il “baco” alla base del non aver saputo – o voluto – discuterere del “passato”, alla base del non aver saputo – o voluto – capire le cose, è lo stesso “baco” che ci impedisce oggi di discutere serenamente del presente  e capire le cose che ci aspettano domani.

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8 pensieri riguardo “Discutere. E capire le cose

  1. Posso chiedere quali siano “le notevoli illuminazioni politiche” del Governo Craxi? Lo chiedo per capire, visto che è un elemento spesso citato, ma generalmente senza entrare nel dettaglio. Grazie.

  2. Marco mi sembra che anche tu, da quanto scrivi, ritieni che la stagione Craxiana sia stata piena di illuminazini politiche, quindi puoi darci il tuo contributo sula questione.
    Aggiungerei poi che diviene difficile avviare un dibattito sereno e storicizzato, se dai fan craxiani arrivano richisti di intitolazioni di vie e riabilitazioni del santo.
    Tomaso

    1. è come nel post che ho linkato: non mi interessa discutere dell’inciucio (o – qui – del giudizio su craxi e il craxismo) perché è un altro il tema del post. Discuteremo di Craxi e il craxismo quando scriverò un post su Craxi e il craxismo

      Non è un problema di netiquette, ma di priorità: a prescindere da cosa si pensi di Craxi o dell’inciucio, resta il fatto che c’è un sacco di gente a sinistra che ha sconnesso il cervello e assomiglia sempre più al cane di Pavlov: – “Craxi!” – “Baù”; – “D’Alema!”; “Baù, Baù”.

      Se discutiamo di Craxi e dell’inciucio non discutiamo di questo. E a me interessa discutere di questo: lo trovo più utile per costruire qualcosa di buono.

    2. Io mi permetto di abbaiare a Craxi e al Craxismo, ritenendo di avere il cervello ancora connesso. Non vorrei al contrario che si sconnettesse la funzione memoria dle cervello e tutti smettessro di abbaiare di conseguenza

  3. Caro Marco,
    non ho preparato un post, ma ho aggiunto un link verso il post di Sofri, ponendo a chi dovesse leggermi la stessa domanda. E’ un ritornello “le grandi Riforme, l’innovazione”. Qualcuno sia più specifico, altrimenti io penso che c’è in corso un fenomeno di “copia ed incolla” che intellettualmente non è utile. Grazie per l’ospitalità.

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