Guerra dei libretti: Brambilla risponde

Michele Brambilla, al quale avevo mandato per conoscenza la mia lettera a Calabresi, mi ha risposto.

Caro Campione,

sono solito far tesoro di tutte le osservazioni, e quindi la ringrazio per il suo messaggio. Detto questo, però, mi permetto di dirle due cose. La prima è che, quando ho letto quanto da lei scritto sul fatto che la sfida Bersani-Gelmini sul libretto universitario era “la notizia del giorno”, ho controllato attentamente tutti i quotidiani che leggo di solito: Corriere della Sera, Repubblica, Giornale, Fatto, oltre naturalmente La Stampa. E non ho trovato un solo titolo su quella sfida: ma una breve, e solo in un paio di giornali. Non credo quindi che davvero fosse “la notizia del giorno”. La seconda cosa. Lei legge La Stampa da più di un anno. Bene. Io sono alla Stampa dallo stesso periodo: esattamente dal settembre 2009. Può controllare sfogliando la collezione – c’è anche sul web – se in questo anno sono mai stato servile (con piaggeria o autocensura) nei confronti del governo e dei partiti (e dei giornali) che lo sostengono. Prendo comunque per utile la sua osservazione, mi aiuterà a stare più attento. Grazie ancora e buon week end.

Michele Brambilla

Ed ecco cosa gli ho risposto.

Gentile Brambilla,

innanzi tutto grazie per la risposta. Ci tengo a ribadirle però quando detto nella lettera che ho inviato al suo Direttore, perché dal tono che usa mi sembra lei pensi che la mia volesse essere una protesta o un “rimprovero” E invece veramente – come ho scritto – la mia non era una domanda retorica. Veramente non capisco perché non ha posto quella semplice domanda al Ministro. Ed ero curioso di capirne le motivazioni: non sopporto quelli che urlano al complotto o alla censura ad ogni piè sospinto e dunque ero sicuro che una motivazione ci fosse. Però a quella domanda mi sembra che lei non abbia risposto. Se escludiamo la piaggeria e l’autocensura (che le assicuro escludevo anche prima della sua risposta), resta che fosse una condizione posta dal Ministro (legittimo, io per esempio avrei accettato la condizione, ma dicendolo ai miei lettori) o la voce “altro”.

Infine una curiosità (ha presente quelle che si mettono in fondo per sdrammatizzare?). Immagino che tra le “brevi” di cui parla ci sia anche quella del primo giornale italiano (solo per copie vendute, ovviamente): il Corriere è andato ad intervistare il relatore della tesi del Ministro. Niente male per una “non-notizia” (a proposito: non ho mai pensato fosse la notizia del giorno, ma solo la notizia del giorno in tema di università). «Si è laureata almeno tre anni fuori corso con un voto di 100 su 110». Pensi che colpaccio avere la stessa notizia, ma dalla viva voce del Ministro stesso :-)

Per il resto le rinnovo (e non per piaggeria) la mia stima. Apprezzo il suo lavoro e le riconosco l’equilibrio che rivendica. Anche per questo mi ha colpito quella “omessa domanda”. Fosse stato un articolo a firma di altri non avrei mai scritto.

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One comment

  1. Per completezza, l’ultima risposta di Michele Brambilla:
    Caro Campione,
    credevo di averle risposto dicendole che non la ritenevo “la notizia del giorno”. La media di laurea della Gelmini è arcinota. Ma, detto questo, non ho difficoltà a dirle che, tornassi indietro, quella domanda al ministro la farei, non fosse altro – come dice lei – per “alleggerire” .
    Insomma l’intervista con quella domanda sarebbe senz’altro venuta meglio. Purtroppo non m’è venuta in mente. Nessun diktat del ministro, glielo assicuro
    Un caro saluto e a rileggerci.
    Michele Brambilla

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