Ribaltamenti

Sta accadendo di nuovo. Qualche giorno fa, con Renzi che va ad Arcore, abbiamo assistito al ribaltamento tra inciucisti e realisti. Ora un nuovo ribaltamento con le reazioni alla proposta bersaniana di un’alleanza anche con Fli e Udc, oltre che con Sel e Idv (perché, lo ricordo, di questo si tratta e non di mollare i secondi per accasarsi coi primi).

Il ribaltamento in corso in queste ore è tra chi fino a ieri ci spiegava che Berlusconi peggio di lui solo Pol Pot (ma solo per quel fastidioso dettaglio della tortura), ma oggi sfotte perché se ne traggono le conseguenze (se quello è veramente “come un Noriega qualsiasi” mi alleo con chiunque pur di cacciarlo, no?) e coloro i quali fino a ieri reclamavano il primato della politica e ironizzavano sulle accuse di cripto-fascismo fatte a Berlusconi e oggi invocano (ed evocano) nuovi CLN.

Io non pensavo che fossimo sull’orlo del fascismo prima, quando Fini e Tremaglia erano in maggioranza, non lo penso (mi verrebbe da dire a maggior ragione, ma lasciamo perdere) oggi che ne sono usciti. E pazientemente aspetto che passi questo momento di follia collettiva e si provi a pensare a fare il nostro prima di dividerci sul nulla.

Ché la mela – non so se ve ne siete accorti – non è mica ancora caduta dall’albero. E da sola non casca.

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5 comments

  1. Mi permetto anche di notare che ti sei concesso un ben congegnato straw man argument: tutti quelli che ieri e oggi hanno fatto una bandiera dell’antiberlusconismo oggi, dici, hanno cambiato idea, mentre dovrebbero appoggiare la proposta di Bersani, il cui solo senso è cacciare Berlusconi.

    Il punto è che, a parte alcuni estremismi che neanche Di Pietro, l’antiberlusconismo si nutriva dell’idea di una politica diversa, non della speranza di imbarcare una buona metà dei precedenti governi Berlusconi.

    Di contro, non è straw man argument ricordare che Bersani e D’Alema ci hanno ripetuto fino all’ossessione che l’antiberlusconismo militante era perdente, e ora si stanno giocando la carta del “primum cacciare Berlusconi, deinde philosophari”…

    1. Io non mi riferivo ad un antiberlusconismo generico, ma a quella sua particolare “branca” che si basa sull’accusa che viviamo in un regime.

      Legittimo pensarlo, ma se lo si pensa poi ci vuole coerenza

  2. ma infatti secondo me il pd dovrebbe insistere sulla SUA proposta, esporla a “chi ci sta ci sta” e poi trarre le conseguenze. come sta facendo ora, piazza al centro della scena l’inesistente e vacuo terzo polo anziché sé stesso, come sarebbe giusto considerando che, comunque, ha almeno il doppio dei voti di casini fini e rutelli.

  3. “Va a finire che dopo averci accusato per quindici anni di sterile antiberlusconismo, D’Alema & Co. ci chiederanno di votare Casini e Fini in nome dell’antiberlusconismo.” (da piovonorane)

    Le chiacchiere stanno a zero caro champ: Alessandro ha proprio ragione. Non è “il nulla” il fuoco di fila prima di Bersani, poi di Franceschini, e i continui riferimenti di D’alema. Questa è la maggioranza del partito, questo è stato il disegno, senza dirlo, con cui si è ottenuta la leadership.
    Non facciamo gli struzzi, perché ho l’impressione che questi bei tomi imporranno presto una conta. E allora ci toccherà decidere da che parte stare.

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