Come cantavano i Prozac+?

Sicuramente la polemica politico-giornalistica delle prossime ore giocherà sulla contraddizione tra le dichiarazioni di Fassina e quelle di Fassino (l’accordo non è accettabile per il primo, mentre il secondo se fosse un operaio voterebbe si al referendum sull’accordo stesso). A me questa polemica interessa poco perché la penso come lui: ce ne fossero di polemiche così.

Mi preoccupa invece che la discussione interna non si basi su pregiudizi. E da questo punto di vista Fassina oggi secondo me ha corso questo rischio. Vado a spiegarmi.

Lunedì il Sen. Ichino rilascia un’intervista a Il Giornale e risponde così ad una serie di domande sul suo progetto di legge (che ricalcherebbe in parte l’accordo su Mirafiori).

«Occorre una regola che sancisca il potere della coalizione sindacale maggioritaria di stipulare un accordo con efficacia davvero vincolante per l’impresa e per tutti i dipendenti» […].

È la sintesi, contestuale a quanto sta accadendo in questi giorni dopo l’accordo raggiunto su Mirafiori da Fiat e sindacati, Fiom esclusa, di un suo disegno di legge.
«Sì: il disegno di legge numero 1872 […]. Quel progetto di legge servirebbe a far sì che la Fiom rimanga dentro il “sistema costituzionale” delle relazioni industriali, anche se non ha firmato l’accordo. Conviene anche alla Fiat che essa abbia i propri rappresentanti sindacali in azienda e non diventi un “super-Cobas”».

E come si ottiene questo risultato?
«Occorre una regola che, come è previsto nello stesso disegno di legge numero 1872, attribuisca anche al sindacato minoritario il diritto alla rappresentanza, in proporzione ai consensi ricevuti in un’elezione triennale. Quello che non va riconosciuto al sindacato minoritario è il potere di veto di cui esso dispone nel nostro sistema attuale di relazioni industriali, che proprio per questo è obsoleto e inconcludente».

Memorizzate bene i due concetti chiave, che verranno utili poi:

«Occorre una regola che sancisca il potere della coalizione sindacale maggioritaria di stipulare un accordo con efficacia davvero vincolante per l’impresa e per tutti i dipendenti».

«Occorre una regola che […] attribuisca anche al sindacato minoritario il diritto alla rappresentanza».

Oggi Terra intervista Fassina che a una domanda specifica su quella intervista risponde come segue.

La posizione di Ichino non rappresenta quella del PD. Questa viene espressa dal segretario Bersani e dai responsabili economici, come il sottoscritto. Ichino certo ha una autorevolezza e una competenza riconosciuta da tutti, ma lui esprime le sue personali posizioni, mentre il partito si esprime collettivamente, e direi anche in maniera un po’ diversa da come ha fatto il Senatore.

Verrebbe da ricordare che il Ddl Ichino è firmato anche da altri autorevolissimi senatori democratici (tra gli altri, Ignazio Marino, Zavoli, Emma Bonino, Morando, Ceruti, Chiaromonte, Negri), ma la cosa che mi interessa trattare qui è – come ho detto – il pregiudizio. Poco dopo aver sostenuto che Ichino sbaglia, Fassina afferma infatti che servono “regole che diano certezza degli accordi sottoscritti, ma anche rappresentanza a chi non li sottoscrive”.

E nella dichiarazione all’AGI Fassina è ancora più chiaro:

L’accordo di Mirafiori e Pomigliano “non e’ accettabile”, serve una intesa quadro tra le parti sociali e poi una legge quadro che garantiscano l’esigibilita’ degli accordi da parte delle aziende ma garantiscano la rappresentanza anche a chi è contrario.

Qualcuno potrebbe cortesemente spiegarmi – come a un bambino di otto anni – la differenza tra quanto detto da Fassina e quanto proposto da Ichino nell’intervista? Perché ad un profano come me l’unica differenza sembra la posizione pregiudiziale pro o contro Marchionne e questo non mi piace.

Va bene “agire sul simbolico”, come va di moda dire adesso, ma se i simboli diventano icone o tabù siamo alla morte della politica. E allora meglio parafrasare una vecchia canzone dei Prozac+

Mi sento scossa agitata agitata un po’ nervosa
Fassinà come di più non si può di più non si può come un Fassinò
Mi sento grande come una città come una città una gigante
Fassinò sento solo te sento solo te il resto che cos’è
Fassinà sempre Fassinò per me Fassinò per te Fassinò cos’è…
Fassinò Fassinà Uuuuuuuuuuhhhhhoooooooooooo…

Che viaggio strano quando tornerò poi lo rifarò poi lo rifarò
così lontano non son stata mai non son stata mai già ripartirei
Mi sento bene un po’ stordita ma gioiosa ma gioiosa
Fassinà dentro Fassinà con che Fassinà con chi Fassinò non e’
Fassinò il giorno mi rallegra mi rallegra testa Fassinà
Fassinò Fassinà Uuuuuuuuuuhhhhhoooooooooooo…

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