Contro tutti i perpetui. Inclusa Tiziana Ferrario

Ho accolto “magno cum gaudio” la notizia del reintegro di Tiziana Ferrario alla conduzione del TG1: a prescindere dal giudizio di merito, una piccola sconfitta per Minzolini rappresenta oggettivamente e in ogni caso un grande successo per l’umanità. Detto questo inviterei i gaudenti a riflettere su un piccolo dettaglio della biografia di Tizianina nostra.

La voce a lei dedicata di Wikipedia comincia così:

Si è accostata al giornalismo giovanissima lavorando per l’emittente privata Telemilano (la futura Canale 5). Nel 1979 viene assunta in RAI come praticante, da inviata lavora per radio e televisione, conducendo l’edizione regionale lombarda del TG. Nel 1980 diventa giornalista professionista. Si trasferisce a Roma dal 1982, per condurre la nuova edizione serale del TG1 delle 22.30, prima donna ad andare in onda in orario serale in un telegiornale.

Avete letto bene: ha condotto il primo telegiornale nazionale in RAI 28 (ventotto!) anni fa. Andavo alle elementari.

Se non si fa lavorare un professionista per discriminazione politica è sempre (sempre) una brutta cosa, ma un giornalista RAI può fare tante cose oltre che condurre un TG. E se ha cominciato a condurre ventotto anni fa, dovrebbe.

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12 comments

        1. rispondevo a pietro che mi paragonava a minzolini. l’argomento “contro” ferrario conduttrice è nel post: conduce da quando andavo alle elementari

  1. Ho capito, ma quei due che c’entrano? Se i molti meno anni di (atroce) conduzione vorrebbero significare maggior diritto di sedere a quel posto, tiri la zappa sui piedi di tutti i rottamatori perbene di questo paese.

    1. io ho scritto: la ferrario va rottamata; pietro ha risposto (da comunista :-)): parli come minzolini; io ho replicato: non è vero perché minzolini giorgino e romita non li ha rottamati

      1. Ah, ho capito. Intendevi: se dice di aver rottamato lei per stracciati limiti d’età, non lasciare lì gente che ha già tutti quegli anni di conduzione sulle spalle.
        Beh, giusto.
        Solo che il paragone va corretto, perché un anno di quelli che quei due infliggono ai telespettatori deve valerne almeno cinque della Ferrario. La stessa modalità di computo, per intenderci, che è stata giustamente applicata a Paolo Di Giannantonio, e che ce ne ha finalmente liberati.

  2. Il problema è che, come sappiamo bene, la Ferrario non è stata tolta dalla conduzione video perché aveva il sedere incollato alla sedia da troppi anni. La motivazione è stata di pura ripicca politico/personale a causa della mancata firma della Ferrario (e di altri) al documento di “sostegno” al direttissimo. Questo lo ha riconosciuto il tribunale. Ed evidentemente deve aver riconosciuto come non congrue le proposte di ricollocamento dell’azienda. Perché cambiare si può e si deve, nessuno può pensare di rimanere seduto sulla stessa sedia vita natural durante. Ma quando si vuol far cambiare mansione a chi per tanti anni ha dimostrato di lavorare bene e di portare risultati, bisogna proporre loro delle soluzioni che li gratifichino a livello economico e di carriera. E soprattutto le proposte vanno discusse e condivise. Andare al muro contro muro dicendo “o mangi ‘ sta minestra o salti dalla finestra” nascondendosi dietro il dito della volontà di svecchiare i conduttori è da una parte una violazione dei diritti, e dall’altra una mossa poco furba di chi pretende di epurare.

    1. ribadisco: so perché minzolini ha cacciato la ferrario dal video e le giustificazioni che ha portato non reggono visto che non sono valse per giorgino e romita.

      Detto questo, uno dei problemi italiani resta l’inamovibilità dei perpetui. E tiziana ferrario è una di queste. tutto qui.

      1. la replica odierna della Ferrario (http://www.repubblica.it/politica/2010/12/31/news/tg1_lettera_ferrario-10735154/) mi pare contribuisca a chiarire in maniera piuttosto esaustiva in che cosa consista la vicenda. Come dice lei, il problema (oltre ai modi) è che l’avevano messa a far niente, non che lei pretenda la seggiola di conduttrice a vita.
        Una che in Italia, pur venendo regolarmente pagata senza far nulla, si mette a far causa all’azienda perché invece vuole lavorare e guadagnarseli quei soldi dovrebbe essere applaudita, altro che criticata o schernita.

        1. continui nell’equivoco. io non sono Minzolini. Penso che sia stato giusto stabilire che non si può discriminare un professionista per ragioni politiche MA penso anche che la Ferrario non dovrebbe tornare a condurre. Tutto qui. Così come mi infastidisce che Ruffini sia ancora il direttore di rai 3 (e che l’unica alternativa avanzata sia stato di bella, un altro perpetuo). Quell’azienda è la patria della inamovibilità e non vorrei fosse così. Tutto qui

  3. Comunque, pare che anche Enza Sampò che è attiva in Rai dal 1957 si accinga a chiedere il reintegro in Rai…lei è nata nel 1939, ma che problema c’è…se dopo 28 anni torna Tiziana,perchè non anche lei? O no?

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