Sliding doors: il conflitto di interessi

Una delle critiche ricorrenti ai governi di centrosinistra(*) è quella di non aver fatto la legge sul conflitto di interessi. Una delle repliche ricorrenti a questa critica è stata che anche provandoci il centrosinistra non sarebbe mai riuscito a condurre in porto la legge per la controffensiva politica e mediatica che Berlusconi e i suoi avrebbero scatenato.

I censori del Pd di professione (Italia dei Tafazzi, Movimento 5 Strilli e poeti vari) hanno sempre contro-obiettato con variazioni sul tema il cui comun denominatore era: tutte scuse. Fino ad oggi ognuno poteva legittimamente continuare a pensarla come gli pare: la controprova non c’è nè potrebbe esserci. Quasi mai, infatti, la vita ci regala la possibilità di vedere come sarebbe andata se le nostre scelte fossero state diverse; la vita non è un film (ricordate Sliding doors, con Gwyneth Paltrow?). Quasi mai; oggi però un’idea possiamo farcela.

Sia chiaro, io penso che comunque il centrosinistra avrebbe dovuto provarci e che Amato, il suo governo e la sua maggioranza abbiano una enorme responsabilità per non averlo fatto. Ma, detto questo, faccio sommessamente notare che un assaggino di quanto sarebbe successo lo stiamo vedendo in questi giorni: video messaggi con cadenza settimanale, minacce, mobilitazioni di piazza, un fare politica tutto all’insegna del “muoia Sansone con tutti i Filistei”. E  faccio notare ancor più sommessamente che oggi la credibilità (parlo della credibilità, non del consenso) di Berlusconi agli occhi dell’elettorato è ridotta ai minimi termini e confinata a chi crede ciecamente in lui: molte persone – troppe per i miei gusti – ma comunque infinitamente meno di undici anni fa.

(*) Com’è noto, l’unico governo di centrosinistra che fece approvare in un ramo del Parlamento una legge fu il D’Alema II, che poi cadde e la legge non fu sostenuta dal successivo Amato II.

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8 comments

  1. sono abbastanza d’accordo sulla reazione a cui avremmo assistito.
    hai comunque dimenticato che i censori allargano le responsabilità pure alla seconda esperienza prodi, quando era impossibile approvare anche i provvedimenti più banali.
    e poi hai dimenticato che violante, nel 2002, disse…

    1. Scusa, fammi capire, siamo noi “poeti” a essere andati a pranzo a mediaset, dicendo: che quella azienda era una risorsa per il paese?
      Siamo noi che ci siamo alzati in Parlamento a dire: “che Berlusconi aveva già ottenuto rassicurazioni in merito?”
      Nessuno pretendeva che il centrosinistra facesse approvare un riforma. Ma è palese che l’argomento è stato tirato fuori a intermittenza da albero di Natale, in questi vent’anni, quando si riteneva che fosse giusto utilizzarlo come arma di “baratto”.
      Mai il centrosinistra l’ha posto al centro di una seria discussione. Invece di accusare “i poeti” di demonizzare l’avversario, forse sarebbe stato ill caso da liberal- riformisti- oquelchevuoi, di far capire all’opinione pubblica che il problema non erano, non sono, solo “le televisioni”, ma le condizioni di un paese, prima e dopo B, schiacciato da conflitti d’interessi mostruosi, che strangolano il libero mercato, dalle assicurazioni alle banche, passando per l’editoria.
      Non mi sembra poesia, mi sembra liberalismo quello vero.

      1. Per la precisione: quello che è andato a pranzo a mediaset è l’unico che la legge l’ha fatta approvare in un ramo del Parlamento. Poi si è dimesso per aver perso le elezioni regionali (anche questo un comportamento abbastanza singolare, nevvero?).

        1. Si, per la precisione è anche quello che era diventato presidente del consiglio senza passare per le elezioni.
          Quello che diceva che il partito democratico era una buffonata americana, ma poi vi ha aderito convintamente.
          Sempre quello che continua a dire che non ha incarichi nel partito, ma parla a nome del Pd sui giornali, proponendo patti e stabilendo strategie.
          E’ sempre lui. Proprio come B, inamovibile da vent’anni (anche di più).

        2. questo non è un post su d’alema. io ti ho risposto sul conflitto di interessi, ma tu divaghi: a corto di argomenti? (sul conflitto di interessi, intendo)

  2. step 1:
    “eh, il centrosn non ha fatto la legge sul conflitto d’interessi”
    step 2:
    “non c’erano le condizioni”
    step 3:
    “le condizioni c’erano bastava volerlo”
    step 4:
    “sarebbe successo il finimondo”
    step 5:
    “ma che dici, nel 2002 violante si alzò in parlamento e confessò l’inciucio”
    step 6:
    “ma è preistoria l’episodio a cui si riferisce violante”
    step 7:
    “non è preistoria perché poi quando è tornato prodi nel 2006 la legge non l’hanno fatta”
    step 8:
    “ma come potevano? non c’erano le condizioni!”
    step 9:
    “le condizioni c’erano bastava volerlo”
    step 10:
    “sarebbe successo il finimondo”
    step 11:
    “ma se già nel 2002 violante…”
    (ad lib)
    ecco, questa è la discussione tipico-ideale sul conflitto di interessi nel centrosinistra. ora che l’ho descritta, possiamo anche parlare di altri argomenti ché forse qualcosa si conclude.

  3. Marco, non sono d’accordo.

    Berlusconi avrebbe reagito violentemente? Sicuro.

    Ma una classe politica che si dichiara impotente a fare qualcosa di cui predica l’assoluta necessita’ a che serve?

    E’ come Pompei per Bondi. Non e’ colpa sua se Pompei crolla, ma se non puo’ farci nulla, a che giova fargli fare il ministro? Che cambia?

    Il csx e Bondi ragionano allo stesso modo: non posso fare cio’ che serve, ma considero la mia presenza nelle istituzioni un valore in se’.

    Io, come cittadino ed elettore, la vedo in maniera diversa.

    Se non sei in grado di creare quelle condizioni che ti permettono di realizzare il programma con cui ti presenti agli elettori, sei inutile e il tuo governo si riduce a sopravvivenza. E cio’ e’ esattamente quel che e’ stato.

  4. champ preciso, solo perché per una volta ero stato (mi sembra) piuttosto disciplinato: nel primo commento, facevo riferimento a d’Alema in merito al tema, cercando di lasciare da parte la mia simpatia per il personaggio.
    Dopo siamo finiti a parlare di altro.
    Quanto al conflitto, permettimi una post-illa, oltre alle cose sacrosante dette da Francesco Rocchi. Pensare che, fra un giorno o 100 anni, insieme con la scomparsa di B, scomparirà anche il problema generale del conflitto è il limite culturale di molte persone del PD, proveniente dalla tradizione del PCI o della DC.
    Le stesse che si permettono di dire: “Finalmente abbiamo una banca” o che pensano sia legittmo cambiare i direttori del TG3 a nostro piacimento.

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