Claudia Schmied legge Champ’s Version

E voi vi chiederete: “chi diavolo è Claudia Schmied?”. Claudia Schmied è il Ministro socialdemocratico all’Istruzione dell’Austria, che ha comunicato qualche giorno fa (anche alla luce dei pessimi risultati di quel paese nelle rilevazioni OCSE-PISA, sono ai livelli dell’Italia) di voler abolire la bocciatura. Esattamente come avevo proposto nel 2009 su questo piccolo blog.

Il problema non è tanto, come paventa Giorgio Ragazzini, il “diritto al successo formativo” (che comunque è una cosa da non sottovalutare in un paese con i nostri tassi di dispersione), quanto l’efficienza e l’efficacia del sistema.

Ragazzini stesso ammette che “l’unica possibile riforma seria della bocciatura (però assai complessa) si avrebbe organizzando la scuola superiore per corsi (o livelli), invece che per classi”, ovvero la mia proposta, motivata dall’evidenza empirica: la non attendibilità delle certificazioni in uscita (i famosi 5 che diventano 6 per poter promuovere) e la forte discriminazione (di natura sostanzialmente classista) a cui vengono sottoposti i bocciati e i dispersi del nostro sistema di istruzione.

La speranza è che la scelta austriaca faccia sì che anche in Italia se ne possa finalmente discutere.

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3 comments

  1. Sostanzialmente condivido, e da tempo (*) non solo da ora. Non credo però che Gelmini sarà d’accordo, anzi dubito che arriverà comprendere il senso dell’iniziativa austriaca. Idem per i presidi (ma non so quanti). Mi aspetto i loro anatemi e le loro intemerate (loro = sia di Gelmini che dei presidi).

    (*) “AMARCORD. Voti veri e abolire le bocciature (2005)”

    http://www.aetnascuola.it/component/content/article/5034-amarcord-voti-veri-e-abolire-le-bocciature-2005

  2. In Svezia fanno così, ma la cosa diventa a volte problematica, perché c’è gente che comincia a lavorare ma si porta uno o due corsi sul groppone (corsi che sono necessari a vario titolo).

    Riferisco però semplicemente quel che mi è stato riferito in visita ad un liceo di Stoccolma, in una chiacchierata di tre anni fa.

    Comunque la divisione in classi degli studenti ha almeno due limiti anche a prescindere dalle bocciature:

    1) rigidità dei curricula (tutti seguono le stesse cose)

    2) mancanza di individualismo (note di classe, punizioni di classe, valutazione tendenzialmente livellata, scarsa o nulla responsabilizzazione).

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