Un tweet per la scuola

Delle volte bastano poche parole per spiegare efficacemente un intero programma politico. E alcune volte soltanto poche lettere: Obama ne ha usate otto, Cameron (che è di destra) dieci. Fosse per me alla prossima riunione della Direzione Nazionale ciascuno dovrebbe prendere la parola soltanto per fornire uno slogan di 7 lettere – meglio di Obama! – e un compendio del programma di massimo 140 caratteri. E lo stesso chiedere a tutti i nostri militanti, elettori e simpatizzanti. Accorciamo il “Manifesto per l’Italia”: un tweet per l’Italia basterà e ci renderà più comprensibili.

Ivan ci invita a immaginare un tweet per l’Italia: 140 caratteri che riassumano la nostra idea di nazione.

Un tweet per l’Italia non è nelle mie corde, ma se devo pensare ad un tweet per la scuola è questo:

Il Pd aiuti la scuola a cambiare e faccia crescere il consenso necessario perché questa esigenza sia riconosciuta come interesse generale

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9 comments

  1. Non funziona perché illeggibile:
    1) troppi presupposti («Il Pd aiuti la scuola a cambiare» : se deve cambiare è brutta –e perché?–, e non lo sta già dicendo Gelmini?); 2)troppe subordinate incassate una nell’altra: (a) «e faccia crescere il consenso necessario», (-a) «perché questa esigenza», (–a) «sia riconosciuta come interesse generale».

    1. è proprio vera la cosa che il mondo è bello perché è vario: io ci vedo un sacco di limiti, ma quello che tu sottolinei mi sembra proprio la sua forza.

      Ci dice che la priorità, l’interesse generale, è il cambiamento e non la scuola tout court, ci dice che è necessario il cambiamento (lo dice anche la gelmini? e allora? una cosa è giusta o sbagliata a seconda di chi la afferma?), ci dice che per il cambiamento serve il consenso

      1. ma come contenuti, non ho niente da dire, anz no, qualcosa la direi: Gelmini non dice e basta, fa. E bisognerà pure valutare che cosa stia facendo, cioè che il cambiamento al quale pensa sia lo stesso al quale pensano altri ecc. E il cambiamento, in sé, è una necessità antropologica, storica, un dato di fatto ineludibile ecc. … come vuoi, ma non un valore assoluto capace, in sé, di fondare e sostanziare un programma (“qualunque cosa purché si cambi”). A parte tutto questo, la mia obiezione era puramente linguistica, tecnico-linguistica: una frase come quella è incomprensibile, per come è costruita. Il lettore non la comprende.

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