E se l’incidente giapponese dimostrasse esattamente il contrario di quello che vogliono farci credere?

A parte quanto fatto notare da Flavio qui sull’ignobile uso a fine domestico dell’incidente nella centrale nucleare di Fukushima, a me è venuta un’ulteriore riflessione.

Ho sentito da qualche parte che parliamo della terza scossa sismica per magnitudo mai verificatasi da quando esistono le rilevazioni. La terza di sempre nel mondo, la prima in Giappone. Il Giappone credo abbia una cosa come cinquanta centrali nucleari e di queste una (forse due) hanno subito danni da una scossa tale. In più questi danni sono limitati ad un solo reattore e le misure di emergenza in parte hanno retto, nonostante (parole del Corriere della Sera) emerga “che i reattori di Fukushima non erano stati costruiti per reggere a una scossa superiore alla magnitudo 8”.

Ora è presto per dare il pericolo per scampato, ma mi sembra evidente che le informazioni in nostro possesso allo stato attuale portino argomenti a favore della sicurezza delle centrali modernamente costruite (*) e non il contrario, come gli sciacalli si sono affrettati a voler dimostrare. Che ci sia un referendum alle porte?

A proposito di referendum italici, negli anni Ottanta si fa il primo referendum sul nucleare e scoppia la centrale di Chernobyl, oggi il secondo ed è a rischio una centrale in Giappone: se ne incontro un altro che mi chiede una firma, come minimo getto il sale dietro le mie spalle.

(*) nei commenti mi fanno notare che quella in questione è a fine vita: mi scuso per l’imprecisione. Qui si intendeva distinguere da quella di Chernobyl. Il fatto che una centrale a fine vita, sottoposta ad un sisma superiore al limite per il quale era stata costruita, subisca danni comne quelli di cui parliamo (notevoli, ma comunque pare non catastrofici) mi sembra un’ulteriore conferma della mia tesi.

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22 comments

  1. Ho scritto qualcosa di molto simile commentando un post di Civati.

    Se costruisco un ascensore con portata 200 chili, non vuol dire che il progetto fosse fallimentare se si rompe per un carico di 300.

    Io rimango tendenzialmente favorevole, però credo e spero che si possa imparare da questi eventi (oltre a sperare che tutto si concluda favorevolmente).

    Il dibattito in Italia sta dando il peggio di sé, cmq.

  2. I giapponesi sono i numeri 1 al mondo per quanto riguarda l’edilizia antisismica, per non parlare del rigore e della serietà con cui fanno le cose. E nonostante tutto stanno facendo i salti mortali per evitare che accada il disastro in un paio di centrali.
    Si, lo so che per costruire, testare, gestire delle centrali nucleari bisogna seguire rigidissime procedure. Ma siamo pur sempre un paese che per decenni ha saputo mettere in piedi le peggiori truffe nel settore dell’edilizia e della prevenzione.
    Un paese che deve registrare delle stragi per terremoti che in Giappone non spaventerebbero nemmeno i piccioni.
    Costruire centrali in Italia è un vero e proprio atto di fede.

    1. Questo ragionamento va esteso allora alla costruzione e all’uso di ponti, industrie, cisterne, navi, gasdotti e giu’ giu’ fino agli apriscatole.

      Non ci si rende conto che questo argomento (tipicamente conservatore) altro non e’ che la dichiarazione di impotenza e di sfiducia verso l’Italia.

      Sento troppi, nei commenti qua e la’, che rinuncerebbero ad una cosa utile all’Italia piuttosto che cercare di capire come far funzionare bene il Paese.

      Anche perche’ questo argomento, a rigor di logica, implicherebbe che gli anti-nuclearisti che lo usano in Francia o Germania sarebbero favorevoli alle centrali. Ma non lo ammetterebbero mai.

      1. Dico da in teoria sostenitore del nucleare: ospedale a L’Aquila.

        Le centrali di terza generazione, quelle che dovrebbero essere costruite in Italia, sono molto più sicure di Fukushima, vecchia centrale di seconda che sarebbe stata spenta quest’anno.

        Il problema è che il costo di queste centrali di terza (e terza +) è ancora abbastanza indefinito (si chieda ai finlandesi e ai francesi): voi credete seriamente che i soliti noti (se non addirittura la mafia) non approfitteranno di questo fatto per fare un po’ di extra? O che non lo facciano poi, per mancata manutenzione, con i vigilanti che chiudono un occhio grazie ad una stecca di sigarette? Dopotutto non siamo fra i Paesi più corrotti del mondo occidentale, no?

        Il ragionamento lo estendo pure a ponti, industrie, gasdotto, eccetera, perché crollano pure loro. Solo che a volte qualcuno se ne accorge e si evita la tragedia, più spesso la struttura cede durante la costruzione. Quanto al resto, è sufficiente avere la memoria corta: io non ce l’ho, e ricordo bene il ponte-tubo di Ascoli Piceno che ha ceduto per omessa manutenzione a fine 2007; o il cavalcavia crollato a Messina nel 2008 mentre era in costruzione perché non lasciarono asciugare correttamente la struttura; o il ponte sull’Adda che crollò nel 1994, perché per l’ANAS manutenzione significava rifare il manto stradale. Gli esempi sono infiniti, e GIYF.

        Io non temo il nucleare, il fatto di avere una centrale poco lontano, oltre confine, non mi spaventa, perché stiamo parlando di svizzeri e francesi (PWR e BWR, sempre seconda generazione). Ma il nucleare italiano, quello sì, mi mette una paura (paura, tra l’altro, condivisa da ingegneri nucleari, gente che ha costruito centrali all’estero). E qui non è neppure una questione di terremoti: i “piccoli” guasti di cui pure abbiamo avuto notizia dalla Francia qualche mese fa, in Italia diventerebbero emergenze nazionali in un batter d’occhio. Dai, guardiamoci in faccia con un po’ di onestà intellettuale: abbiamo un grosso problema culturale.

        Ah proposito, Champ, dopo la frase:

        >mi sembra evidente che le informazioni in nostro possesso allo stato attuale portino argomenti a favore della sicurezza delle centrali modernamente costruite e non il contrario

        il sottotitolo di questo blog andrebbe cambiato: tralasciamo il fatto che le centrali in questione non sono modernamente costruite, essendovi reattori BWR, il più recente messo in funzione nel 1979 (quindi hai parlato in ignoranza, peccato grave per un intellettualmente onesto), dalle informazioni in nostro possesso, mi sembra più evidente che ogni giorno esca un guasto nuovo presso quelle e altre centrali giapponesi. E lo dico dopo aver letto la BBC, così almeno parliamo di sciacalli stranieri, tanto per cambiare.

  3. a beneficio dei tuoi lettori metto una serie di interventi che ho fatto in questi giorni e che hanno fatto schizzare le connessioni giornaliere del blog da una media di 80-100 a oltre 400. Per lo meno c’è attenzione e voglia di capire.
    L’ordine è cronologico inverso
    4) Le cose certe e quelle meno http://www.ceredaclaudio.it/wp/?p=1332
    3)Per saperne di più su reattori e su radiazioni
    http://www.ceredaclaudio.it/wp/?p=1294
    2) Nel 2011 ci sono ancora gli untori http://www.ceredaclaudio.it/wp/?p=1255
    1)Contro la tecnica e contro l’umanesimo
    http://www.ceredaclaudio.it/wp/?p=1250

    Ciao e buona lettura

  4. Per la verita’ l’incidente dimostra che il “worst case scenario” e’ costantemente sottostimato.
    Per inciso le vecchie centrali nucleari italiane hanno (avevano) il medesimo problemino (cioe’ l’assenza di un sistema passivo di raffreddamento) in quanto coeve, se non addirittura precedenti a quelle di Fukushima che, per inciso, sono abbastanza vicine alla fine del loro ciclo di vita, visto che hanno circa 40 anni di vita
    E infatti i tedeschi (e gli altri) stanno cercando di capire su come mettere al sicuro le esistenti

  5. Leggo sui giornali che oggi Angela Merkel ha dichiarato che la Germania alla luce dei fatti giapponesi rivedrà completamente gli standard di sicurezza delle proprie centrali. Sempre oggi Joe Lieberman senatore americano ha chiesto una sospensione dei progetti nucleari americani fino a quando non si sarà compresa bene la lezione della tragedia in corso.

    Saranno avvoltoi anche loro.

  6. ah ovviamete marco, a essere intellettualmente onesti, quello che ci vogliono far credere e’ che e’ tutto sotto controllo, e chi dice diversamente e’ uno sciacallo.

    1. chi è che sta dicendo che è tutto sotto controllo? io non l’ho letto da nessuna parte. Interessante definizione di onestà intellettuale la tua: è onesto intellettualmente chi è d’accordo con me. Definizione interessante e intellettualmente onesta.

      1. Quelli che parlano di “sciacalli”. Io poi prima di postare post apodittici sulla sicurezza delle centrali nucleari (giapponesi e non) aspetterei qualche giorno ecco.

        PS Non so se ti ricordi l’incidente del 2007 a Kashiwazaki, sempre causato da terremoto

        http://en.wikipedia.org/wiki/Kashiwazaki-Kariwa_Nuclear_Power_Plant

        Sai qual’e’ stata la conclusione finale della TEPCO? che la sicurezza antisismica doveva essere aumentata di 5 volte (nonostante la centrale fosse stata progettata per resistere a terremoti piu’ forti di quello che lo colpi’ nel 2007)

  7. Champ sicuramente è sbagliato ragionare di queste cose sulla scia deegli eventi che emotivamente ci colpiscono.
    Però non capisco una cosa. Perché è da sciacalli tirare fuori la questione della sicurezza, di fronte a eventi che dimostrano chiaramente che i problemi di sicurezza esistono? Fino a ieri, i fautori del nucleare rivendicavano come un valore il fatto che ormai gli incidenti di questo tipo si potessero gestire in tranquillità, senza grandi problemi.
    Gli eventi del Giappone, fermo restando la vecchiaia degli impianti (il “fine vita”), mettono in crisi questo assunto generale ed è per questo che vengono tirati in ballo da chi è critico.
    Mi sembra razionale non da sciacalli.
    E, poi con stima, e pur comprendo l’ironia della battuta, però ti dico che la chiusura del post mi è sembrata di cattivo gusto. Porre dubbi sulla sicurezza del nucleare,e magari chiedere un referendum per stabilire se siamo tutti d’accordo sul cambiare rotta dopo tanti anni, non significa essere menagrami.
    Altrimenti, secondo lo stesso principio, chi invoca maggiori controlli per la sicurezza sui luoghi del lavoro, sarebbe uno jellatore viste le tante morti bianche che si susseguono ogni settimana. Invece, questo dimostra solo l’inciviltà del nostro paese e di tanti datori di lavoro.
    Ho l’impressione che il tema “nucleare” stia diventando un altro di quei luoghi comuni da liberal riformisti, per cui chi è a favore è innovativo e chi contro un conservatore.
    Mi sembra che le cose siano più complesse di così, molto di più.

    1. la chiusura era solo una battuta. Non tutte riescono, non tutte piacciono a tutti. Sul resto, termine sciacalli a parte, resto convinto che il dibattito italiano è il solito dibattito italiano: pessimo, autoreferenziale, provinciale.

      1. che il dibattito italiano sia pessimo autoreferenziale e provinciale non v’e’ dubbio.
        Ma non mi pare che i pro-nuke facciano qualcosa per elevarlo, anzi.

        Poi parlando francamente io i numeri della sicurezza nucleare li ho visti e sono elevatissimi. Tuttavia nonostante siano numeri iper-sicuri assistiamo a pericolosi incidenti come quello del Giappone.
        Questo perche’ semplicemente non puoi’ prevedere tutto e non potrai mai costruire sistemi di sicurezza sufficientemente ridondanti per essere sicuro al 100%

        E’ un limite delle cose umane, quello di essere imperfette.

        1. su questo concordo.

          preciso che il mio non voleva essere un post “pro-nuke”, ma solo una riflessione sui meccanismi mediatici. A quattro giorni dal sisma forse riusciamo a evitare il disastro. E parliamo di una centrale costruita quaranta anni fa e per giunta per resistere a scosse di magnitudo inferiore a questa.

          Mettiamola così: non si può urlare al complotto se le torri gemelle non resistono ad un impatto inferiore a quello teoriccamente previsto in fase di progettazione e poi ignorare che in questo caso forse la centrale resisterà ad una scossa maggiore.

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