La metamorfosi (della sinistra)

Una mattina Gregor Samsa, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato, nel suo letto, in un insetto mostruoso.

qdR Magazine si è già espresso con parole definitive sulla presunta superiorità morale della sinistra. Un “primato” però la sinistra mondiale lo deteneva e non ha nulla a che fare con la moralità, ma con la politica: una certa attenzione per la coerenza e l’ossessione alla corrispondenza tra teoria e prassi. Tra i danni che il (quasi) ventennio berlusconiano ha portato c’è anche l’aver abbandonato questo rigore. Questa metamorfosi della sinistra è stata graduale, ma inesorabile.

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One comment

  1. Mi sembra, caro Champ, nella tua analisi manchi un pezzo. Tu descrivi (secondo me bene anche se con qualce forzatura) i limiti dell’altra sinistra, quella appunto che ha finito per scimmiottare il berlusconismo, suo malgrado.

    Ciò che manca è lo stesso livello di autocritica andrebbe praticato anche per la parte riformista del nostro schieramento.
    Come fai ad esempio a non vedere che se l’ala giustizialista ha preso piede in certi momenti è proprio perché la sinistra riformista su certi temi è stata (colpevolemente) assente?

    Saranno pure sbagliate le posizioni di Travaglio sulla legalità, ma se l’alternativa è il comportamento ondivago, spesso contraddittorio, che il cosiddetto riformismo ci ha regalato nelle sue diverse stagioni e incarnazioni (penso ad esempio alle uscite improvvide del nostro vicesegretario nell’ultimo anno), è evidente che ci sarà sempre molto spazio per il qualunquismo “di sinistra”.

    Insomma, va bene dire degli gli altri che sono diventati scarafaggi :), solo se si ha il coraggio di guardarsi allo specchio per vedere i propri limiti. E magari farsi sfiorare dal dubbio che pure la nobile tradizione del riformismo qualche involuzione mutogena dalle nostre parti l’ha avuta. Che c’è un ché di mostruoso anche nel compromesso elevato a unico metro di dialogo, alla rinuncia ai pensieri lunghi etc. etc.

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