Essere Francesco Costa

Una delle cose che mi viene detta più spesso, riguardo le cose che faccio su questo blog, è che passo più tempo a prendermela con la sinistra italiana invece che con la destra, nonostante i difetti e i problemi provocati dalla seconda siano indubbiamente più grandi e pericolosi di quelli causati dalla prima. […] Gli unici che si trovano con frequenza quasi quotidiana a dover rispondere a questa obiezione, quasi giustificandosi, sono quelli che criticano il centrosinistra da posizioni liberali. […] Quelli che criticano il centrosinistra da posizioni più estreme (vendolismi e comunismi vari) o da posizioni più ortodossamente di destra (dipietrismi e populismi vari) hanno la wild card […].

Così Francesco Costa sul suo blog. Sono frasi e concetti che avrei potuto scrivere io, ma se fosse solo questo non varrebbe la pena di scriverci un post. Il problema è che non è la prima volta. E nemmeno la seconda. Mi capita ormai con qualsiasi cosa (o quasi) scriva Francesco Costa. Considerazione degna del Grande Capo Estiqaatsi, direte voi. Certamente, rispondo io. Ma vi garantisco che la cosa inizia ad essere preoccupante e con implicazioni esistenziali considerevoli. Mi chiedo e vi chiedo: secondo voi Francesco Costa ed io scriviamo e pensiamo sovente le stesse cose perché facciamo le stesse letture o facciamo le stesse letture perché scriviamo e pensiamo  le stesse cose? O sarà perché ad entrambi piace il Ciociaro?

E a volte mi chiedo: e se io fossi Francesco Costa? Ma soprattutto: e se Francesco Costa fosse me? Vi rendete conto delle conseguenze? Sarebbe come dire che io non esisto. Per fortuna, quando mi perdo in questi pensieri con implicazioni filosofiche anche imbarazzanti, arriva un’evidenza a soccorrermi: Francesco Costa non può essere me: lui scrive un po’ meglio. Solo un po’, ovviamente: ché anche la scarsa considerazione di noi stessi abbiamo in comune.

PS: naturalmente anche il titolo di questo post è un omaggio a Francesco Costa

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8 comments

  1. Io propendo per la tesi Ciociaro. Nel senso che è noto che la CIA attraverso McDonald’s manipola le menti dei suoi clienti che quindi la pensano allo stesso modo su tutto: vedrai, un altro paio di panini e anche tu vorrai il poster del Capitano.

  2. Anche a me capita con qualsiasi cosa (o quasi) scriviate tu e Francesco Costa. Però, fortunatamente, detesto anche solo l’idea del ciociaro e non entro in un Mc dal 1983.
    Così mi risparmio le crisi di identità :)

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