Grazie Rosi

L’intervista a Rosi Bindi di ieri è passata alle cronache come l’intervista dell’Aventino. A me però ha colpito un passaggio che trovo suicida a prescindere da ciò che si può pensare sull’idea stessa di Aventino.

Il Presidente del Pd infatti ad un certo punto afferma:

Mai più una qualsiasi forma di collaborazione con la maggioranza. Avevo difeso l’astensione del Pd sul federalismo regionale. Adesso dico: è stato un errore. Un errore grave, un lusso che non possiamo permetterci. Basta concessioni a Berlusconi. Altrimenti non comunichiamo alla gente la nostra battaglia contro il premier.

Non svelerò certo un segreto se vi dico che la discussione interna su come votare sul federalismo era nella sostanza condotta da due “fronti”: quello di chi diceva di votare valutando il merito e quello di chi sosteneva che a prescindere dal merito si dovesse votare no per… e qui le motivazioni potevano essere diverse: per non essere fraintesi dal nostro elettorato, per fare un dispetto a Bossi, per fare un dispetto a Berlusconi, per fare un favore a Casini, per non inimicarci il Sud o altre ancora.

Semplificando si potrebbe dire che si doveva scegliere tra valutazioni tattiche ed altre strategiche, tra valutazioni sul contesto ed altre sul merito. Per fortuna ha prevalso la valutazione di merito. E la valutazione di merito escludeva la possibilità di votare contro.

Una delle accuse volte al Pd è quella di essere troppo “tattico”, di non avere idee, di non avere una strategia e per una volta che dimostriamo di avere un minimo di strategia ed idee, il Presidente del partito cosa fa? Un’intervista dove riassegna al nostro voto una connotazione tutta tattica. Spiega ai nostri elettori che abbiamo votato come abbiamo votato non perché crediamo in quella scelta, ma perché – per ragioni tattiche, appunto – si è deciso di “collaborare con la maggioranza”, “concedere qualcosa a Berlusconi”.

Col risultato che riusciamo a scontentare in un colpo solo sia chi ci accusa di essere troppo morbidi, che gli elettori del nord (sempre meno purtroppo) che ancora credono alle nostre rassicurazioni sul fatto che siamo autenticamente federalisti. Grazie Rosi. Grazie davvero.

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14 comments

  1. ma l’idea che i nostri elettori al Nord non ci votino proprio perche’ “federalisti”, no eh? Non si puo’ contemplare questa ipotesi?

    1. perdonami, ma io ho scritto un’altra cosa: ho scritto che con parole come quelle scontentiamo

      gli elettori del nord (sempre meno purtroppo) che ancora credono alle nostre rassicurazioni sul fatto che siamo autenticamente federalisti

      Puoi dirmi che secondo te sono pochi e che quindi bisogna non esserlo federalisti, ma in questo caso dirglielo – a chi (pochi o tanti) ci vota perché pensa che lo siamo – forse è un dovere, non trovi?

      1. La mia era una ipotesi. Il federalismo e’ diventato un totem vuoto, e laddove e’ pieno, e’ pieno di tasse o di egoismo – come la vicenda degli immigrati di lampedusa ci mostra per l’ennesima volta.
        Per cui imho federalismo e’ diventata una parola vuota, e noi ci siamo arrivati 2 e si’ io attendo il momento in cui qualcuno dalla nostra parte rompa l’incantesimo.

        Poi concordo pienamente sul discorso Bindi, Aventino e bla bla bla

        1. No Marco, e’ lo stesso discorso. Ci stiamo impiccando su una tematica non nostra cui i nostri elettori tengono relativamente e i cui risultati sono finora un aumento dei motivi di conflitto tra enti locali nonche’ un futuro aumento di tasse.

          E mi tocca dire che l’origine di tuti i problemi e’ stata la riforma costituzionale del 2001, che si e’ rivelata un vaso di Pandora

        2. è un altro discorso: è il discorso sul federalismo. il mio invece è un discorso sulla bindi e sulla sua insipienza.

          del federalismo, se sei d’accordo, discutiamo da te (visto che invece il tuo post è sul federalismo)

  2. Certe volte non ti capisco champ.
    Non capisco se le tue siano le battaglie per un PD migliore.
    O se sono le battaglie di una parte del PD che reputi migliore,a prescindere.

    1. la risposta alla tua domanda è semplice e ognuno può darsela da sè seguendo questo piccolo blog: se dessi sempre ragione alla stessa parte sarebbe la seconda che hai detto, se al contrario tenessi la barra dritta rispetto ad alcuni comportamenti che dovremmo tenere sarebbe la prima.

      proposta: applica lo stesso criterio che ti ho proposto agli altri blog politici o – meglio ancora – alle prese di posizione dei dirigenti politici. poi mi dici quanti ce ne sono del primo tipo e quanti del secondo.

      senza sconti però: sii impietoso anche con gli amici

  3. Sono d’accordo con il post di Marco, e per quanto riguarda l’osservazione a latere del Metapapero, vi posso dare la mia prospettiva dal Meridione (Bari).

    Qua del federalismo non frega niente a nessuno, ovvio. E a nessuno frega niente se ci sono sprechi. C’e’ il clientelismo, c’e’ l’idea dello Stato che ti mantiene ecc.ecc.

    Federalismo, per me, e’ il modo di dire del Nord che di tutto questo si e’ rotto le palle.

    Da meridionale (per quanto solo naturalizzato) credo che se vogliamo ancora essere aiutati dovremmo cominciare a restituire qualche cosa, se non altro mostrando un po’ piu’ di responsabilita’.

    Ci farebbe bene mettere nome e cognome ai soldi che spendiamo. Intendo dire: a Bari vi e’ il progetto di interrare i binari che arrivano da Nord. Spesa costosissima, quando sarebbe possibilissimo fare sotto e soprapassi. Se si sapesse che quei soldi arrivano, tipo, dall’IRPEF del Veneto, e che tale flusso si puo’ interrompere in caso di sprechi, forse qualcosa cambierebbe.

    Ancora: se una scuola costa 2 milioni a Varese, non puo’ costarne 20 a Catanzaro (e cadere a pezzi): una regione del Nord deve poter dire che ci mette quei soldi e non altri.

    Insomma, a me pare che un’idea di federalismo abbia ancora senso.

    Spero di non esser stato troppo lungo (per un sostanziale OT).

    1. faccio cortesemente notare che la manutenzione delle scuole e’ gia’ federalista, visto che dovrebbe dipendere dalle province

      1. Si, beh, era un esempio, e comunque sarebbe bene che la provincia sapesse i soldi di chi sta spendendo, anziché contentarsi si spendere e spandere (stiamo parlando peraltro di un ente inutile…) semplici fondi girati dal Tesoro.

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