Astensioni

Come ho già detto, vorrei evitare che i commentatori di professione ci facessero perdere.

Pippo Civati, sul suo blog 

Pippo ha deciso di astenersi dal commentare i commenti alle parole del Capo dello Stato. E il motivo è nobile: impedire che altri si astengano fra qualche giorno, ma dal voto.

Io ho un solo dubbio: che gli elettori – la stragrande maggioranza di essi – che non voteranno per il Pd non lo faranno per i commenti di questo o di quello. I commenti interessano quelli del Five Million Club, come dice sempre una mia amica, ricordando la felice definizione di Severgnini.

Ed è per questo dubbio che ho una perplessità sul passaggio del post di Pippo che ho citato all’inizio. Spero che dirlo non ci faccia perdere troppi voti, ma dietro quell’affermazione vedo il rischio di sottovalutare gli elementi che realmente possono farci perdere. Ovvero – mi ripeto – in particolare l’elemento della assenza di credibilità. Certamente ad esempio la litigiosità e l’esistenza stessa di “commentatori di professione” sono conseguenze (o, se si vuole, sintomi) dell’assenza di credibilità, ma porre quell’elemento come essenza del problema è a mio avviso un errore. Fosse quello il problema risolveremmo tutti i nostri guai facendoli tacere, ma purtroppo non è così: la carenza di credibilità si manifesterebbe in altro modo.

Per quel che mi riguarda, vi garantisco una cosa: commentando i risultati elettorali delle città nelle quali malauguratamente dovessimo perdere mi asterrò dal dare la colpa agli astenuti.

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26 comments

  1. Ciao Marco, probabilmente non faccio parte del FMC, o forse sono solo troppo preso dal lavoro in questi giorni, ma di commenti sulle parole di Napolitano ne ho visti giusto due, quello di Pippo, e il tuo, che poi e’ alla fine un meta-commento.

    Tuttavia vedo che da un po’ insisti sul tema della credibilità come pre-condizione per un successo elettorale. Ora, fossimo in un paese civile, e’ un discorso che avrebbe un senso, se non altro estetico, cioe’ un politico deve almeno sembrare credibile.
    Tuttavia siamo in Italia e mi pare che della credibilita’ gli italiani abbiano da tempo fatto a meno.
    Tralasciando le dichiarazioni dei neo-sottosegretari che si potrebbero riassumere in “Non so un tubo di quello di cui mi dovrei occupare, ma la poltrona e’ comoda per cui faro’ di tutto pur di non alzarmicisi”, ti chiedo se secondo te Berlusconi e’ credibile quando parla di famiglia e valori cristiani? LaRussa e’ credibile come ministro della difesa quando in tv chiede informazioni su Lukashenko? Il duo Gelmini/Tremonti son credibili quando promettono le assunzioni dei precari (65mila quest’anno, no su tre anni, sulle graduatorie vecchie, no sulle nuove)? Sto governo che elimina le leggi -che ha fatto lui!- per evitare un referendum sul nucleare e’ credibile?

    Potrei farti 10mila esempi, tuttavia sta gente viene eletta con una certa costanza.

    E non mi rispondere che noi si sia meno credibili di loro, perche’, perdonami, con tutti i difetti ed errori che posso imputare a Bersani, tra lui e Berlusconi c’e’ un abisso in termini di credibilita’ e serieta’.

    Per cui tutta la tua discussione sulla credibilita’ non mi torna, anzi tempo che sia l’ennesima fuffa che si monta nel nostro campo, e che tutto sommato la credibilita’ ce la si costruisce non discutendo su di essa, ma di cose serie, concrete, reali: lavoro, scuola, ambiente.

    Che e’ poi quel che dice Pippo che (come te) e’ una persona credibile

    1. Potrei cavarmela dicendoti che non a caso nè io nè pippo decidiamo la linea del pd, ma sarebbe troppo banale.

      Concordo con te sul fatto che la discussione sulla credibilità è una discussione inutile se resta solo teorica. La mia tesi è però che si debba essere credibili anche quando si fanno le discussioni di merito.

      E purtroppo il pd non è credibile quando sostiene che è per la valutazione (tanto per fare un esempio), come perde credibilità se si mette ad andare dietro a Ezio Mauro sulla presunta legge ad aziendam (vd. mio ultimo post). E gli esempi potrebbero essere mille.

      Invece Berlusconi è credibile quando dice che vuole ridurre le tasse. Poi non lo fa e nonostante qs non perde abbastanza credibilità. La cosa che mi spiace è che noi invece che lavorare per fargliene perdere di più abbiamo deciso di fare come lui: visto che B. è la dimistrazione che agli italiani non interessa nulla della coerenza, facciamo anche noi promesse a muzzo che poi si vede.

      Il problema è che così facendo abbiamo alimentato il brodo di coltura dove berlusconi prospera. Questo ha a che fare con un altro tema ricorrente di questo blog: la mutazione genetica della sinistra. Ne parlo ad esempio qui.

  2. Metapapero

    Berlusconi non è credibile, ok. Questo esime il PD dall’esserlo?…mi pare arduo.

    Per una volta Berlsconi non c’entra: c’entra solo il fatto che le discussioni sulle cose serie nel PD non si vedono. Tutto sommato alla fine sono d’accordo con quanto scrivi alla fine.

    In questi giorni, ad esempio, sono stati pubblicati i dati relativi a tirocini e stage non retruibuiti: una strage. Cosa dice il PD al riguardo? Non sul lavoro in genere, ma proprio su questo problema? Boh. Se in qualche cassetto c’è qualche proposta, sarebbe il momento di tirarla fuori.

  3. Ciao uqbal,
    secondo me tu metti il carro davanti ai buoi, ma lo fa anche Marco.

    Proviamo a ribaltare sta storiella della credibilita’ sul lato sinistro del PD.

    E’ credibile il M5S con dietro Grillo, con le sue, diciamo cosi’, proposte utopistiche?
    E’ credibile l’IDV che porta caterve di voltagabbana in parlamento?

    Eppure sono due partiti che prendono voti dal PD “non credibile”

    Il punto e’ che per farsi votare in Italia non occorre la credibilita’. Basta in primis sparare palle, e poi elargire qualche mancia ai clientes.

    Per cui sta discussione se si debba essere o meno credibili per vincere le elezioni e’ fuffa sotto vuoto spinto.

    Il B. son vent’anni che spara palle sulle riforme liberali, sulle tasse, persino sulla riforma della giustizia. E son vent’anni che non ha fatto NIENTE, eppure c’e’ gente che dopo vent’anni di nulla continua a votarlo per paura dei communisti, quella si credibile.

    Quanto alle promesse “a muzzo”, e qui parlo a Marco, io non ne vedo, vedo piuttosto una difficolta’ a parlare di quello che si e’ elaborato con fatica che si trova per esempio qui
    http://beta.partitodemocratico.it/doc/206619/piano-nazionale-per-le-riforme.htm
    giusto per parlare di proposte sul precariato

    Poi Marco ha ragione che quando si parla di fuffa si perdono elettori, se non altro perche’ quello dall’altra parte di fuffa ne produce molta di piu’ e molto migliore della nostra.

    Per cui l’unica soluzione sarebbe veramente parlare di cose serie, concrete, fermo restando che le porcate del B. devono essere evidenziate e strillate a ogni pie’ sospinto.

    Perche’ poi parlando di cose concrete la credibilita’ te la costruisci -se ti serve costruirtela perche’ Bersani e’ molto piu’ credibile del B. gia’ adesso – come normale conseguenza, e non viceversa

    1. Perdonami ma hai contro obiettato con la stessa obiezione di prima. Non è questione di chi è più credibile, ma se lo siamo noi. Ti faccio un altro esempio. Perché aumenta l’astensionismo? Perché il sistema politico nel suo complesso non è credibile. Se noi lo fossimo, una parte di quell’elettorato sarebbe nostro.

      Poi è ovvio che non penso sia la panacea (se credessi all’esistenza di panacee non sarei intellettualmente onesto :-)), ma penso che sia un tassello importante del puzzle.

      Poi magari hai agione tu: il mainstream è con te :-)

      1. Ma, non so Marco, fino agli anni settanta avevamo quasi il 90% di votanti e non so quanto fossero piu’ credibili le promesse di allora rispetto alle odierne – non c’ero e non lo posso sapere –

        Sicuramente mi sarei spaventato ad avere a che fare con gente che in maniera credibile proponeva l’URSS come il paradiso dei lavoratori. O magari non ci credevano neanche allora.

        E anche mi chiedo perche’ un partito appaia piu’ credibile alle politiche quando lo votano in 100mila per dire, e meno alle ammninistrative, magari a due settimane di distanza, quando lo votano in 80mila.

        Insomma le dinamiche dell’astensione si basano su qualcosa di piu’ complesso della credibilita’ dei candidati -almeno in Italia – all’estero non saprei dire.

        Poi comunque la mia idea e’ che la credibilita’ non sia un fattore dirimente per la vittoria alle elezioni. Per me e’ un fattore importante (e infatti non voto ne’ DiPietro, ne’ Grillo) ma per l’elettore medio italiano no, in tutta evidenza.

        E comunque pensare di costruirsi una credibilita’ discutendo di credibilita’ non mi pare possa dare i frutti sperati, anzi son sicuro che non li dara’

  4. Forse vi posso spiegare come si arriva a votare Berlusconi. Piano piano lo sto capendo, da prof. che crede in una scuola libera, pubblica, gratuita e di massa.

    Non si votano Berlusconi e Grillo perché li ami (a parte i fanatici, ma vabbè). Ma perché almeno ti fanno pensare che, se poco poco mantengono l’1% delle promesse fatte, qualcosa forse si potrebbe muovere.

    Perché a questo siamo. Quel che il PD non sembra capire è che l’elettore deluso fa un discorso del tipo: lo che è un puttaniere, lo so che è corruttore, lo so che si fa le leggi da solo, so che promette montagne…ma è cmq qualcosa, perché dall’altra parte (il PD) invece non c’è niente, o addirittura ci sono cose, che, anche per una persona di sinistra, sono sbagliate. Che se le promettono e le mantengono, ci possiamo buttare a mare.

    La Gelmini ha distrutto le mie speranze di lavoro nel pubblico, ma su basi poste da Fioroni e Berlinguer.

    Ho studiato e mi sono dato da fare, per poi scoprire che non è servito a nulla. Cerco in continuazione qualcuno che si faccia carico della meritocrazia nella scuola, e vedo che nessuno lo fa. Nel PD dicono una cosa e fanno l’opposto nel giro di una giornata.

    Metto le mie speranze nel PD e scopro che le loro proposte non sono solo fumose e addirittura sbagliate, ma non vengono nemmeno sostenute pubblicamente.

    Poi la Gelmini cede e dice che assumerà 30.000 insegnanti (per evitare i tribunali…). I sindacati ne chiedono di più, ma cantano vittoria.

    Poi però scopro che nessuna delle assurde regole che hanno portato ad avere 200.000 precari viene cambiata.

    Anzi.

    I sindacati stessi sanno che il sistema è iniquo e va cambiato (dichiarazione CGIL-scuola del 5), ma anziché chiedere che sia cambiato subito, negoziano 30.000 assunzioni -senza ricostruzione della carriera, come fatto finora- sulla base di QUEL sistema.

    E si mente spudoratamente dicendo che ciò favorirà la stabilità didattica.

    E si trascura colpevolmente, ma consapevolmente, che si saturerà la scuola e che i nuovi abilitati (TFA e magistrali) stanno per sbarcare in una vera Baia dei Porci di una scuola già stipata di professori assunti soprannumerari (restano i tagli ma aumentano i prof, ergo…).

    Se il PD si accoda ai sindacati e considera una vittoria questa trattativa scellerata, molti potrebbero pensare che Berlusconi sarà una chiavica, ma almeno il mio voto a lui e contro il PD potrebbe di traverso a chi gioca con questo casino e poi pretende pure di farmi una lezione di morale.

    Non perdete tempo a dirmi che questa prospettiva è sbagliata. Lo so, grazie tante. Ma nel pozzo della frustrazione non hai niente da perdere. E il PD continua a discettare di sesso degli angeli. Al punto che forse se lo merita, di perdere.

    Marco, a proposito, conosci qualcuno disposto a fare l’Ichino della scuola (e capiscimi a me, Campione…)?

    1. Sarebbe interessante articolare questo punto

      “Nel PD dicono una cosa e fanno l’opposto nel giro di una giornata.
      Metto le mie speranze nel PD e scopro che le loro proposte non sono solo fumose e addirittura sbagliate, ma non vengono nemmeno sostenute pubblicamente.”

      e parlo da marito di insegnante precaria

    2. una scuola già stipata di professori assunti soprannumerari (restano i tagli ma aumentano i prof, ergo…)

      per evitare che resti agli atti, questa affermazione è falsa. Le supplenze annuali sono oggi 120mila circa, assumendone 30mila di questi non assumi sovrannumerari.

      E’ invece vero che quel provvedimento significa uccidere il nuovo reclutamento, impedendo a chi oggi non è abilitato di entrare per i prossimi 10 anni

      1. per la verità’ mia moglie che fece i concorsi nel 99 non e’ ancora entrata, e temo che non entrerà nemmeno nei prossimi due/tre anni

        Per cui quel provvedimento non risolverà nemmeno il problema dei precari storici

        1. qui entriamo nel tecnico, ma dipende molto dalla classe di concorso e dalla provincia. cmq se ha sempre insegnato dal 99 e se la classe di concorso non è filologia romanza con 60mila assunzioni entra

        2. Caro Marco ho i miei dubbi che anche con 60mila posti possa entrare, nonostante abbia sempre insegnato su quella classe di concorso che non e’ certo filologia romanza, anzi.

          Paradossalmente ha piu’ possibilita’ di entrare in una classe su cui non ha mai insegnato…

        3. ovviamente lo saprete meglio voi, ma guarda che 60mila sono tante. in lombardia vuol dire circa 12mila, sondrio (la provincia più piccola) 6-700. certo poi sono da distribuire tra tutte le classi e soprattutto gli inserimenti a pettine, ma è veramente tanta roba

      2. Le cattedre annuali sono tali non perché lo stato ama vessare i precari, ma perché non sono “stabili”. Se assumi una persona a vita, e poi la sua cattedra si estingue, lo Stato lo paga fino all’età della pensione (e questa è la madre di tutti i casini, l’assunzione eterna: qualcuno mette in forse questo paradigma? Neanche per sogno, ma è un’altra questione).

        Nel primo liceo classico in cui ho avuto una supplenza annuale c’era stato un boom enorme di iscrizioni: nel giro di due o tre anni hanno avviato quattro nuovi corsi o più. Su quelle IV ginnasiali NON potevano essere nominati professori di ruolo, perché non era detto che quei corsi divenissero “fissi”, con tutte e cinque le classi attive per ogni corso (e relativi docenti).

        Quel boom infatti, putroppo, è stato episodico, e ora la scuola sta tornando alle sue dimensioni storiche (i corsi A, B e C -che nonostante tutte le variazioni erano stati lo zoccolo duro di quella scuola, abbastanza piccola). Se i professori del “boom” fossero stati assunti di ruolo oggi sarebbero senza classi.

        Cosa c’entra con la situazione attuale? C’entra che i posti su cui il MIUR vuole assumere i nuovi prof. di ruolo sono quelli simili alle cattedre del boom summenzionato. Quando quelle cattedre saranno esaurite, i neo assunti saranno soprannumerari.

        Altro esempio: un prof. di ruolo va a farsi un dottorato (loro possono con loro comodo): lo stato assume un prof. di ruolo per la sua cattedra e dopo tre anni, poi il titolare torna e quello deve essere riassegnato. O mi sbaglio?

        1. non è come dici, uqbal. non con questi numeri.
          quelli che hai descritto tu sono i perdenti posto non i sovrannumerari. trovano posto in altra scuola.

          assumere tutti i supplenti annuali sarebbe una follia per le ragioni che dici tu, assumere un numero di docenti corrispondente alla metà ci può stare. Il problema è chi assumo, non quanti

          per il resto concordo con te, ma vale per il futuro

        2. una certa quantita’ di precariato e’ fisiologica: malattie, maternita’, dottorati, distacchi, part time

          Se pero’ ogni anno 100mila persone hanno un posto piu’ o meno fisso, significa che la cosa e’ fisiologica, non episodica

          D’altro canto Ichino propose un trade-off qualche tempo fa: Assunzione a tempo indeterminato con in cambio mobilita’ di anno in anno, cioe’ vai dove serve, a seconda delle necessita’.

          Poi piano piano fai punteggio e ti stabilizzi su una sede

  5. Ancora, così mi sfogo:

    Stiamo qui a ragionare di tecnicismi, di classi di concorso, di numeri contrattati da sindacati che si sono trasformati in procuratori, ma del merito del lavoro scolastico no.

    Metapapero, tua moglie ancora non è di ruolo dopo 12 anni di concorso: ma almeno lei sa qual è la sua posizione, e può anche fare altri lavori nel frattempo. Deve soltanto aspettare. Tra il tuo lavoro e il suo, la cosa si può fare.

    Per un monoreddito come me abilitato nel 2005 la cosa è un po’ diversa.

    Io devo rifiutare altri lavori e scegliere la disoccupazione o la sottoccupazione piuttosto che rischiare di perdere una cattedra.

    A settembre devo rifiutare cattedre di materie affini sennò il punteggio annuale mi si dimezza…e addio ruolo -e pure supplenze, negli anni successivi.

    Avessi mai sentito qualcuno tra PD e sindacati denunciare questa cosa! E invece no, perché l’ha introdotta berlinguer, e i sindacati difendono le classi di concorso più numerose, non quelle con pochi insegnanti.

    Il PD e i sindacati (ma mica tutti, perché hanno molti iscritti al Nord) avevano tuonato contro la chiusura delle graduatorie. Ora la Gelmini le riapre ma triennali, che è una follia (e che serve solo a scoraggiare il passaggio). Vado a vedere la proposta del PD e questa cosa viene proposta anche da loro.

    E sempre con l’idea truffaldina di dare “stabilità didattica”: peccato che la stabilità sarebbe all’interno di una provincia non di una scuola. Peccato che spostare un professore da una cattedra all’altra, sia pure a 500 metri di distanza, ammazza la continuità didattica esattamente come prima. E gli spostamenti intraprovinciali sono la maggioranza, per quel che so.

    Quindi poi ti scocci. E rompi l’anima anche a blogger del PD che pure stimi, e che sono l’unico tramite per farsi sentire un po’.

    1. per capire: cosa avrebbe introdotto berlinguer?

      quanto al triennale, fai confusione: noi proponiamo che una persona che entra in ruolo in una scuola debba rimanerci per almeno tre anni. Non c’entra nulla con le GAE.

      più in generale sai come la penso: il problema sono le graduatorie. servono solo a fare la guerra tra te e la moglie del papero e tra voi due e una mia amica che ha vinto un dottorato nell’anno sbagliato e solo per qs non è ancora abilitata e tra voi tre e chi si laurea domani e vuole insegnare ecc ecc

  6. Marco, è per questo che io vorrei l’assunzione diretta: per evitare questa guerra tra poveri che tu hai ragionissima a denunciare come tale.

    Mi spiego meglio: non ce l’ho mica con la sig.ra Metapapero! Sono solo molto invidioso.

    Berlinguer ha introdotto le graduatorie, questo volevo dire. Il dimezzamento dei punteggi onestamente non so quando sia stato introdotto, né la necessità di mettere i punti su una sola graduatoria.

    Per l’errore sulla proposta pd (e ho fatto confusione con l’idea di triennalità), beh, sono contento di essermi sbagliato e lo riconosco senz’altro: un pensiero di meno e una critica di meno.

    Alla contrattazione con la Gelmini invece la critica rimane: se vogliono rendere le cattedre più stabili devono modificare i regolamenti in maniera più consistente di quel che mi sembra propongano (ma se mi sbaglio, sarò felice di ammetterlo).

    Che le graduatorie siano le GAE o quelle delle assegnazioni provinciali (sia pure con meno trasferimenti interprovinciali), le cattedre rimarranno ballerine, secondo me.

    1. Berlinguer non le ha introdotte. Lo dice Intravaia ma sbaglia. Quell’articolo è perfetto per quel che riguarda la scansione degli eventi, ma fa un po’ di confusione sull’attribuire le responsabilità. Quello che ha fatto Berlinguer è unificare due canali che già c’erano quello per l’accesso alle supplenze annuali e quello per il ruolo.

      Sul resto di ciò che scrivi, come sai, concordo abbastanza.

  7. A parte l’invidia perr la sig.ra Metapapero – invidia de che?- as usual la questione delle assunzioni si sta risolvendo nella solita indegna farsa: la Gelmini al TG ha dichiarato che ci saranno 65mila assunzioni in 3 anni(!) d’accordo coi sindacati (sic!)

    Credo che Fioroni – dico Fioroni – in un anno abbia inserito in ruolo piu’ gente della Gelmini in 4. E questo a chiosare il voto al B.: tafazzi che non siete altro.

    1. La vera novità del decreto è il principio in esso contenuto che tutto l’organico di diritto debba essere di ruolo. Se questo diventa prassi (o meglio, Legge), sono 20 mila assunzioni all’anno per molti anni.

      Uscirà martedì un mio pezzo su I Mille in cui spiego un po’ come funziona ai non addetti e faccio un paio di proposte concrete.

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