La differenza tra giustizia e giustizialismo

La polizia indagherà. Il processo verrà istruito. E il potente verrà giudicato dall’opinione pubblica, prima ancora che dalla giuria popolare. Da noi direbbero che è giustizialismo. Da quelle parti la chiamano e la raccontano come giustizia.

dal blog sonostorie

Vedi Marco, è qui che ti sbagli. DSK forse verrà giudicato prima dall’opinione pubblica che dai tribunali, ma una cosa è certa: dovesse accadere sarebbe una barbarie. E anche una seconda cosa è certa: dovesse risultare innocente, tornerà al suo posto o dove vorrà lui. E una terza cosa è certa: il suo processo non durerà dieci anni. E una quarta cosa è certa: a fare la differenza tra giustizia e giustizialismo sono quelle tre cose insieme, unite a quello che scrivi tu prima (verrà giudicato, nessuno farà telefonate al Commissariato, nessuna massaia socialista si accalcherà di fronte al Tribunale). E unite al fatto – lo aggiungo io, ché lo hai scordato – che nessuno approverà nottetempo una Legge per dichiarare prescritto lo stupro da parte di chi, ultra sessantenne al momento del presunto delitto, è o è stato Direttore di un organismo il cui acronimo inglese è IMF.

Tenere insieme queste cose, tutte queste cose, è la differenza tra “quelle parti” (come le chiami tu) e queste parti; è ciò che  distingue giustizia e giustizialismo, civiltà e barbarie. Siccome non ce lo ha ordinato il medico di non tenerle insieme, non capisco perché non farlo. Ma forse quello sbagliato sono io: il moderato sono io.

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3 comments

  1. Vedi Marco, il mio giudizio era compreso in un post, come tanti altri che leggi “dalle mie parti”, in cui si rifletteva sul modo di raccontare le cose oltre che sul contenuto del racconto (non a caso il blog si chiama “Sono storie”).
    Partiva e ritornava alle somiglianze dell’immaginario americano “sulla giustizia” con la realtà della giustizia americana.
    Quanto al resto, forse il passaggio non era chiaro ma quando parlavo di giudizio dell’opinione pubblica mi riferivo a una dinamica assolutamente democratica, e per nulla barbarica, di costruzione del dibattito e delle scelte politiche. Almeno che non consideri anche Jurgen Habermas un pericoloso giustizialista.

    P.s.
    Quanto al giudizio sul moderatismo: te lo confermo sei un moderato. Non capisco perché io invece, sarei un pericoloso estremista. Non confondiamo Bobbio con Demagistris, please: il desiderio di moralità non è moralismo.

  2. Se posso mediare, la cosa può esser risolta così:

    L’idea che i processi si facciano nelle piazze è effettivamente barbarica (e darei ragione a Marco C), ma forse con Marco D si può concordare su un’altra forma, simile ma non identica di proattività da parte dell’opinione pubblica.

    Intendo dire: DSK forse innocente e forse no, ma non è barbarico che l’opinione pubblica gli chieda di tenere questo suo problema fuori dal palco delle istituzioni finché non lo chiude e di allontanarsi.

    Mi sembra tutto sommato di dire una cosa abbastanza banale.

    Il punto è che svolgere un incarico pubblico non è un diritto inalienabile, bensì una “corvée” di lusso cui si può chiedere di rinunciare in favore dell’istituzione alla quale essa è prestata: per il principio che se la “corvée” serve a fare il bene dell’istituzione, anche allontanarsene a scopo precauzionale e cautelare può essere visto come un servizio reso a quell’istituzione.

    Se si trattasse di un “lavoro” (fonte di sostentamento e diritto riconosciuto), il discorso sarebbe già diverso, perché il lavoro non è una corvéè.

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