Quello che questi flussi non dicono

L’Istituto Cattaneo ha finalmente pubblicato i dati sui flussi elettorali relativi alle Comunali di Milano, che attendevamo in molti. Potete immaginare la delusione nel constatare che il Cattaneo ha deciso di confrontare i dati 2011 con quelli dello scorso anno e non con quelli delle precedenti Amministrative del 2006. E quindi confrontare solo i flussi tra i partiti e non tra i candidati Sindaco, peraltro assai più interessanti in questa fase “pre ballottaggio”.

Non voglio qui entrare in una discussione teorica: non ne ho (più) le competenze e sarebbe sinceramente poco interessante. In fondo lo stesso Istituto ammette che la sua scelta è scientificamente scorretta:

A rigore non è corretto confrontare due elezioni così diverse.

Su questo dunque c’è poco da aggiungere, dato che se lo dicono da soli. Colpisce solo che una fonte tanto autorevole faccia una scelta di questo tipo, ma avranno avuto le loro buone ragioni. Spero solo non siano quelle di cercare conferma di una tesi precostituita. Detto questo, a prescindere da questo, a me ha colpito una frase in particolare tra quelle usate per giustificare questa scelta così eterodossa.

Bisognerebbe confrontare le comunali di quest’anno con le comunali del 2006, ma è anche vero che in cinque anni il quadro politico è talmente cambiato da rendere tale confronto quasi inutile.

“Il quadro politico è talmente cambiato”. Ma sta proprio qui il succo del problema, visto che l’analisi dei flussi è proprio a questo che serve: contribuire a spiegare – o meglio, a descrivere – come cambia il quadro politico. Letizia Moratti in cinque anni ha perso per strada 80.000 voti: sapere dove sono andati può dirci molto sul quadro politico di oggi e magari anche qualcosa su quello di domani. Peccato che l’unico modo per scoprirlo sia analizzare i flussi dal 2006 a oggi.

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9 comments

  1. Marco ti dico io perche’ non ha senso confrontare tra il 2006 e il 2011: la composizione delle sezioni elettorali e’ cambiata moltissimo in questi anni e questo tipo di analisi statistiche presuppongono che la sezione su cui confrontare i flussi debba rimanere la stessa. Quando io ho fatto l’analisi 2008-2010 ho dovuto scartare il 10% delle sezioni perche’ o avevano cambiato topografia (cioe’ includevano nuove strade) o perche’ ho notato un aumento di oltre il 10% degli elettori.

    Se mi procuri il dato sezione per sezione di Milano te li calcolo io i flussi partiti vs candiadto sindaco

      1. ah l’hanno messo finalmente! Cmq marco non e’ questione di complicazione e’ questione che se io in una sezione un anno ho 1000 persone e dopo 5 anni 1100 (o 900) di cui il 10 0 20% sono newcomers o newvoters non riesco a ricostruire flusi se non con un margine di errore molto ampio

        Mi cambia la base di dati da sotto e la correlazione (o non correlazione) che troverei sarebbe insignificante perche’ cercherei non di sommare pere e mele ma sicuramente mele golden e mele stark.

        1. Sono tutte variabili gestibili però. Ovviamente ci vuole più tempo e non basta la mera analisi dei dati elettorali. Ad esempio se due sezioni vengono unite, oppure da tre sezioni se ne fanno due (che è quello che solitamente succede) basta tenerne conto. Le sezioni cambiano, ma i gruppi di sezioni più o meno restano quelli. Non dico che sia semplice (devi incrociare gli stradari che afferiscono sulle diverse sezioni), ma il Cattaneo è pagato (con i nostri soldi peraltro) proprio per fare questo. Certo, vuol dire non uscire con i flussi una settimana dopo il voto e avere quindi meno rilevanza mediatica, ma un istituto di ricerca non fa indagini per farsi pubblicità. O per lo meno non dovrebbe :-)

        2. No Marco, la questione e’ proprio quella: se due sezioni cambiano, si uniscono si dividono, le devi scartare dal tuo campione di dati. Queste analisi si basano sul massimo livello di granuralita’. Se le facessi a livello di quartiere, cioe’ accorpando le sezioni a livelli di quartiere, otterresti risultati ancora peggiori. Se poi la popolazione all’interno della sezione cambia, peggio ancora.

          Per una carrellata sulle problematiche di queste analisi leggi qui

          Lorenzo De Sio, Oltre
          il modello di Goodman: l’analisi dei flussi elettorali in base a dati
          aggregati in Polena 2009, n. 1, p. 9-35

        3. Se le separi è vero, ma se le unisci perdi in finezza ma il risultato alcune indicazioni le dà comunque (non stiamo parlando di interi quartieri ma di tre sezioni che diventano due). Però stiamo facendo esattamente quella discussione teorica che non voglio e non sono in grado di fare. Tu sostieni che l’analisi è impossibile o comunque con un errore statistico eccessivo. Io credo che con opportuni correttivi ed eventualmente accompagnando l’analisi quantitativa ad una qualitativa sia invece possibile (ma riperto non voglio discutere di questo). Ribadisco infatti che il Cattaneo dice una terza cosa ancora: che è inutile. Quindi anche ammesso che abbia ragione tu loro hanno torto comunque perché avrebbero dovuto usare la tua argomentazione. Se non l’hanno usata è lecito sospettare che manco lo sanno che le sezioni sono cambiate.

        4. Marco, ma io sono d’accordo con il Cattaneo. A distanza di 5 anni non ha senso fare raffronti su base statistica. Troppi i cambiamenti del corpo elettorale, troppe le sezioni ri-definite. Io non la farei mai un’analisi cosi’. Al massimo fare le analisi 206-2008, 2008-20010, 2010-2011 e sommerei i risultati, in qualche modo.

          Giusto per farti un esempio: l’analisi dei flussi che ho fatto a Napoli, sula stessa elezione nello stesso gioro, ho dovuto scartare il 9% dei dati. Ed ero nelle migliori condizioni possibili, tant’e’ che ho scartato dall’analisi SOLO le sezioni ospedaliere

  2. Pingback: Sono Storie

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